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Dolores Prato
Dolores Prato nasce a Roma il 12 aprile 1892. Per il mancato riconoscimento del padre e l’abbandono della madre, a cinque anni viene trasferita a casa dello zio prete a Treia, piccola città del maceratese. Nel 1902 entra nell’Educandato Salesiano delle visitandine di Treia, istituto di suore di clausura e vi rimane per otto anni, poi si trasferisce a Roma per completare gli studi sino alla laurea. Insegna lettere a Sansepolcro in Toscana, quindi a Macerata e a San Ginesio nelle Marche, e dopo un breve soggiorno a Milano si stabilisce definitivamente a Roma. Con la promulgazione delle leggi razziali è costretta a lasciare l’insegnamento. Impartisce lezioni private e collabora con articoli di cultura a diversi quotidiani. Negli anni Sessanta pubblica in autoedizione due volumi: Sangiocondo e Scottature (vincitore del premio «Stradanova» nel 1965). Nel 1980 esce presso Einaudi una versione parziale (ridotta a un terzo dell’intero manoscritto) del romanzo Giù la piazza non c’è nessuno. Il libro diventa uno dei casi letterari dell’anno. Ma l’elemento cronachistico dell’esordiente quasi novantenne oscura la straordinaria tempra narrativa e stilistica della scrittrice. Muore il 13 luglio 1983 nella clinica Villa dei Pini ad Anzio. Tra il 1987 e il 1988 vengono pubblicati da Scheiwiller, a cura di Giorgio Zampa, i due volumi Le ore i, e Le ore ii. Parole, riuniti nel 1994 nell’edizione Adelphi dal titolo Le ore. Nel 1997, sempre a cura di Giorgio Zampa, esce per Mondadori la prima edizione integrale di Giù la piazza non c’è nessuno e nel 2009 Campane a Sangiocondo per l’editore Avagliano. Presso Quodlibet è in preparazione un volume inedito, composto dall’autrice, che raccoglie quarant’anni di racconti onirici rubricati sotto la sigla «i miei sogni». |
Pubblicazioni
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