Grammatica storica delle arti figurative
Grammatica storica delle arti figurative
A cura di Andrea Pinotti
Traduzione di Carmela Armentano

In una civiltà come la nostra attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, «l’“esistere” prevale sull’“essere” (l’attività pratica sulla contemplazione eidetica, la “politica” sulla “filosofia” ecc.), anche nella struttura dei linguaggi artistici il “tempo” prevale sullo “spazio”, l’“espressionismo” prevale sull’“impressionismo” … le arti “industriali” o applicate, e l’architettura, prevalgono sulla scultura delle “statue” e sulla pittura dei “quadri” (la differenza “classica” tra grande arte ed arti minori si attenua fino a scomparire)», in un’epoca che, dunque, invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell’arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto, tutto da spendere.
    Riegl è noto, appunto, per avere affinato gli strumenti atti a mettere a fuoco il potenziale espressivo dei periodi abitualmente definiti di «decadenza», scardinando dalle fondamenta ogni vulgata in cui fanno da guida il culto per il «classico» o per la creatività autoriale. Resta paradigmatico, a riguardo, il suo studio sull’artigianato artistico di Industria artistica tardoromana (1901), che fa seguito alla sua celebre indagine storico-teorica sull’ornamento dei Problemi di stile (1893).
    Nel presente lavoro, tradotto qui in entrambe le sue versioni peraltro mai pubblicate in vita dall’autore (1897-1899), si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell’uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura (anzi, per Riegl, quanto più è perfetta l’imitazione, tanto più l’opera fallisce), ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro – che varia nel tempo e in base al quale vengono rilette in una vertiginosa rassegna tutte le epoche della storia dell’arte dall’antichità alla modernità – egli identifica una serie di «elementi» costanti per cui storicamente l’opera d’arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono. Ecco, dunque, l’ambizioso progetto di questa grammatica storica, restato forse non per caso allo stato di abbozzo, e che tuttavia ci offre tutta una nuova serie di strumenti sofisticati per confrontarci con l’arte del presente e del passato

Indice: Introduzione all’edizione italiana di Andrea Pinotti - Profilo biografico di Pietro Conte - Premessa all’edizione tedesca di Karl M. Swoboda, Otto Pächt - Introduzione all’edizione tedesca di Karl M. Swoboda - i. Grammatica storica delle arti figurative.Manoscritto degli anni 1897-98 (Prima versione): <Tesi di fondo e piano della ricerca> - La visione del mondo (Primo periodo. L’arte come miglioramento della natura attraverso la bellezza corporea - Secondo periodo. L’arte come miglioramento della natura attraverso la bellezza spirituale - Terzo periodo. L’arte come riproduzione della natura caduca) - Gli elementi dell’opera d’arte (i fini: Primo periodo. L’arte come miglioramento della natura - Secondo periodo. L’arte come spiritualizzazione della natura - Terzo periodo. L’arte come competizione con la natura in quanto tale - <Relazioni reciproche tra i fini> - i motivi: <I motivi inorganici ed organici nelle loro relazioni reciproche – Cristallinismo – Organicismo> - i. Il periodo dell’abbellimento della natura - ii. Il periodo della spiritualizzazione della natura - iii. Il periodo a partire dal 1520 - <Sintesi dello sviluppo dei motivi nell’arte in generale> - forma e superficie: <Fondamentali: visione da vicino, visione normale, visione da lontano – Superficie oggettiva – Superficie soggettiva – Forma, mezzotondo, contorno> - Primo periodo. L’arte come miglioramento della natura - Secondo periodo. L’arte come spiritualizzazione della natura - <Abbozzo della parte finale mancante>) - ii. Grammatica storica delle arti figurative. Dispense dell’anno 1899 (Seconda versione): La visione del mondo (Primo periodo. Il politeismo antropomorfico dell’antichità fino al iii secolo d.C. - Secondo periodo. Il monoteismo cristiano, 313-1520 - Terzo periodo. La visione del mondo scientifico-naturalistica)  - Gli elementi (i. motivi e fini: <I motivi inorganici-organici – Simmetria, proporzione – Limitatezza dei fini> - I motivi nell’antichità durante il dominio della visione del mondo politeistica - ii. forma e superficie: <Superficie tattile o oggettiva; superficie ottica o soggettiva; visione da vicino, visione normale, visione da lontano> - Gli inizi <Egizi> - Forma e superficie presso i Greci)  - Bibliografia - Indice dei nomi e delle opere

Recensioni 
Beppe Benvenuto «Il Corriere della Sera» 26-10-2008
 
Frammentario e suggestivo
Beppe Benvenuto «Il Corriere della Sera» 26-10-2008
Alois Riegl, una delle figure di maggior spicco della «Scuola di Vienna», scompare nel 1905 lasciandosi alle spalle moltissimi inediti, fra cui questa Grammatica, adesso tradotta in italiano. Scritta sul finire dell' 800, riflette le posizioni dello studioso austriaco. Riegl cerca di fissare un metodo. Non si accontenta però di una semplice «teoria generale della storia dell' arte»; punta a «una teoria della storia in generale». Il volume, frammentario e suggestivo, propone un punto di vista originale, capace di esercitare influenze durevoli. Riegl mette in soffitta certe rigidità positivistiche e apre al secolo nuovo. Al suo magistero attingeranno, infatti, personalità come Edgar Wind e Erwin Panofsky, oltre a contare su lettori attenti come Walter Benjamin.
2008
Quaderni Quodlibet
ISBN 9788874621552
pp. 358
€ 34,00 (sconto 15%)
€ 28,90 (prezzo online)