Titolo variabile
Titolo variabile

Questo libro è composto da una serie di disegni fatti tra il 1998 e il 2008. Le rare parti di testo intervallate alle immagini sono più un contrappunto verbale che didascalie. Ognuna di tali immagini ha una forza autonoma. Si possono definire condensati di esperienza, in riferimento alla singolare coincidenza, nella lingua tedesca, dei termini «condensare» e «poetare» in un’unica parola: dichten.
Nell’arco della quadripartizione del libro, al lettore è offerta una libertà di movimento che coincide con la costante facoltà di un esercizio proiettivo attraverso le immagini. Cioè, il tentativo, da parte dell’autrice, di ricostruire un percorso personale di distruzione di legami, parole e sentimenti, crea l’effetto di muoversi, per così dire, nello spazio nuovo di una dopo-esplosione, in cui si ricombinano le parti a piacere. Anche per questo: titolo variabile.
Louise Bourgeois, in un testo di quasi vent’anni fa, sembra suggerirci l’approccio giusto per un incontro come questo: «…la mia visitatrice taceva, era muta come un pozzo. Allora ho lanciato dei sassolini e ho colto l’eco di una fonte viva. I suoi disegni hanno sostituito le parole. Da allora un rituale silenzioso suggella la nostra complicità».

 

Morgantin, Titolo variabile

Recensioni 
Chiara Valerio «Domenica - Il Sole 24 Ore» 02-10-2011
Chiara Valerio «Nazione indiana» 13-10-2009
Carlo Antonelli «Rolling Stones» 01-07-2010
 
Giusto ai limiti della pagina
Chiara Valerio «Domenica - Il Sole 24 Ore» 02-10-2011
In Titolo Variabile (Quodlibet, 2009) – raccolta struggente di aforismi in forma di disegno, e dunque un album da disegno esso stesso – Margherita Morgantin tratteggia esperienze che non sono più del soggetto, ma nemmeno sono ancora oggettive, e in questo livello intermedio, in questo limbo tra impressione e definizione, serra la vita. «Questa ricerca inizia dall'esame dei confini, o claustrofobia».
A contatto con l’aria
Chiara Valerio «Nazione indiana» 13-10-2009

limiti dell’infinito sono le parole per descriverlo. Titolo variabile di Margherita Morgantin (Quodlibet, 2009) è una raccolta di aforismi in forma di disegno. Aforismi grafici, che stanno lì a lasciarsi guardare e a dire qualcosa del mondo. Frammenti del quotidiano, nostalgici ed evocativi. Spesso struggenti. Uomini che dormono sotto campane gaussiane per proteggersi dalla pioggia, la forza di Coriolis che pare il motore di tutti gli istituti meteorologici e meteoropatici, ma è solo una formula, una donna che vola dalla finestra oltre la quale c’è un cielo stellato e verso un altro essere umano nel letto, quindici quadrati in gradazione di blu che sembrano, così sulla pagina, una parete in vetroresina al contrario, incompleta, inconcludente e fascinosa. Anzi che sembrano il cielo oltre una parete di vetroresina. La radice quadrata di -1 che è un numero immaginario. Ma immaginario di chi?

Nulla è veramente simmetrico, e la prospettiva centrale è tradita dalla materia, come qualsiasi sistema di pensiero lo è nel campo visivo di un racconto del soggetto. Se io dovessi azzardare una ipotesi sul soggetto di questi disegni, a tratti essenziali, neri, che paiono tutti matasse di inchiostro 0.38 e 0.5 che si dipanano per finire nella forma aleatoria ma definitiva di una esperienza condivisibile, forse addirittura condivisa, direi le titubanze. Le esitazioni. Uomini piccoli e approssimativi, intenti e distratti, interpuntati da una scienza ferma e formale, logica e canonica, che spiega il mondo senza interpretarlo. Laica e quindi santa. Il filo di questo libro (di fili), che è nero come i disegni sui fogli bianchi, intreccia forse l’incertezza e la curiosità, o l’improvviso baluginare di una sorpresa. Ma piccola, innocua, pure inutile forse. Perché a tenere in mano Titolo variabile non ci si sente in viaggio, ma in giro, a passeggio, tra una faccenda e un’altra, tra tanto daffare che c’illude, negli squarci di luoghi urbanissimi e di una umanità che è comune perché è raccontata con particolari così astratti che possono echeggiare in tutti quelli che tengono sempre gli occhi aperti sul mondo. Uomini o alberi, mani o corolle, donne o fantasmi.

Testo integrale dell'articolo su "Nazione indiana"

Margherita Morgantin
Carlo Antonelli «Rolling Stones» 01-07-2010
Veneziana, attiva artisticamente su più fronti -performance, video, disegno, fotografia... - ha da poco pubblicato la raccolta di disegni Titolo variabile (Quodlibet), e a RS ha regalato dei tratti di matita "ventosi"...
2009
Quodlibet
120x180
ISBN 9788874622597
pp. 180
€ 16,00 (sconto 15%)
€ 13,60 (prezzo online)