La periferia interiore
La periferia interiore
Visioni e racconti del territorio nord della città di Mantova
A cura di Paola Pellegrini
Fotografie di Andrea Pertoldeo

Se la parola periferia e il suo signifi cato sembrano oggi obsoleti, questo libro intende mostrare la necessità di riportare l’attenzione su ciò che resta della periferia industriale costruita negli anni ‘60 e ‘70 e sulla sua rilevanza nel continuare a dare forma alla città, in particolar modo a una piccola città italiana. Il libro prende in considerazione il caso esemplare della Circoscrizione nord di Mantova caratterizzata, secondo Aldo Rossi, da una peculiare “condizione liminare” e qui assunta come una periferia interiore in senso lato. Il libro si compone di alcune sequenze di fotografi e e una serie di testi che rifl ettono sul ruolo e la trasformazione della periferia della città contemporanea e sulla possibilità di raccontarla e rappresentarla. Le varie voci e i diversi modi di guardare il territorio che le fotografi e e i testi assumono cercano un dialogo fra il sapere del fotografo e quello dell’urbanista.

Si può fare un “elogio alla periferia” non solo perché ha accolto i materiali urbani nuovi, ma perché è solo nella periferia – luogo dell’incessante divenire e per questo con una identità fragile e incerta – che ci sono le condizioni per generare un processo creativo che esplori le trasformazioni possibili della città e della società.
Paola Pellegrini

Antonello Frongia insegna Storia della fotografia all’Università Iuav di Venezia e all’Università Roma Tre. Si occupa, in particolare, dei rapporti tra pratiche fotografi che e culture della città moderna. Ha curato mostre e pubblicazioni su opere di Lewis Baltz, Marina Ballo Charmet, Guido Guidi e ha pubblicato numerosi saggi e contributi su fotografi del Novecento.
frongia@iuav.it


Paola Pellegrini, architetto e dottore di ricerca in Urbanistica, insegna Urbanistica presso l’Università Iuav di Venezia e l’Università di Udine. Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Urbanistica dello Iuav e attività di progettazione in proprio. Ha pubblicato, fra gli altri, Storie del futuro (Officina, Roma 2008), Comment vivre ensemble (Officina, Roma 2006).
paola.pellegrini@gmail.com


Andrea Pertoldeo è responsabile del laboratorio fotografico della Facoltà di design e arti dell’Università Iuav di Venezia e dal 2004 è assistente di Guido Guidi al Corso di Laurea triennale presso lo stesso istituto. Ha partecipato a numerose mostre e progetti di ricerca sul paesaggio contemporaneo, fra i quali Campagna romana, 2006 (a cura di Stalker – Osservatorio Nomade); Città Latenti, 2007 (a cura di Federico Zanfi ); Ereditare il paesaggio, 2008 (a cura di Giovanna Calvenzi e Maddalena D’Alfonso).
info@andreapertoldeo.com


Roberto Zancan, dottore di ricerca, è professore di Storia e teoria dell’Environmental Design presso l’Università UQAM di Montreal. Ha scritto Corrispondenze. Teorie e storie dal landscape (Gangemi, Roma 2005). È tra i membri fondatori del zD6 multimedia studio.
roberto.zancan@gmail.com

Recensioni 
Roberta Pisa «www.tafter.it» 21-04-2010
Daniela Ruggeri «L'indice dei libri del mese» 01-06-2010
 
La periferia interiore
Roberta Pisa «www.tafter.it» 21-04-2010
Molto spesso accade che parlando dei centri urbani, si ponga l’attenzione principalmente sulla parte storica e si tralasci di considerare quella periferica. Dal presupposto inverso parte invece il progetto culturale “La periferia interiore”, articolato in una serie di iniziative distinte, ma concomitanti, svolte fra maggio e febbraio 2009, come seminari pubblici, laboratori fotografici, laboratori di urbanistica, workshop di videoproduzione. La pubblicazione omonima, di cui è sintesi e documentazione, è stata curata da Paola Pellegrini con le foto scattate da Andrea Pertoldeo. Il testo intende raccontare quella periferia della città di Mantova “poco conosciuta e tuttavia generalmente giudicata di scarsa qualità”. Nella provincia lombarda, non c’è infatti una continuità tra i diversi spazi urbani, ma esiste una netta suddivisione data dalla presenza dei laghi del Mincio. L’evoluzione ed espansione di Mantova è stata documentata ed analizzata nel libro, tenendo conto del concetto stesso di ‘periferia’. Si è posta l’attenzione sul carattere industriale proprio della circoscrizione nord, che si è sviluppata negli anni ’60-‘70 intorno alla Raffineria ICIP (oggi IES), alla società Edison (oggi Polimeri Europa) e allo stabilimento della cartiera Burgo, fino a vedere la realizzazione della zona produttiva dal Frassino a Formigosa. L’intenzione alla base del progetto che ha dato vita a questo lavoro, è proprio quella di riqualificare la zona nord della città, considerata tra gli spazi urbani passibili di trasformazione e ulteriore sviluppo. L’illustrazione critica presentata nel volume della Pellegrini, non si limita tuttavia ad un’osservazione tecnica del territorio in questione, ponendo l’accento solo sulla sua storia urbanistica e la sua possibile evoluzione futura, ma tiene in grande considerazione gli abitanti di questa realtà cittadina, raccogliendone storie, testimonianze, opinioni ed immagini. E’ a tal fine che è stato realizzato anche un video-laboratorio che ha filmato persone, animali, cose e rumori, nella loro naturalezza e veridicità, senza interferenze, ma lasciando libertà di espressione a tutti. Il risultato dell’esperimento, documentato appunto nel libro, ha visto molti proporsi come narratori spontaneamente, scegliendo luoghi e situazioni nei quali rappresentarsi. Si è così offerta l’opportunità di conoscere e farsi conoscere, senza artificialità alcuna e senza tralasciare fondamentali analisi storiche e urbanistiche. Il contributo delle immagini si rivela inoltre importante per il lettore, in quanto consente di figurarsi luoghi, scenari e persone che altrimenti, con molta probabilità, non avrebbe avuto la possibilità di vedere capitando ‘in quel di Mantova’.
La periferia interiore
Daniela Ruggeri «L'indice dei libri del mese» 01-06-2010
Può avere ancora una validità parlare di periferia entro le descrizioni di contesti urbani contemporanei? Alcune caratteristiche spaziali permettono di dare una risposta affermativa, sostengono gli autori di La periferia interiore, ricerca promossa dalla città di Mantova con l'intento di definire scenari di trasformazione per migliorare a qualità dì vita dell’area nord della città, attraverso forme di partecipazione diretta degli abitanti. La piccola dimensione della città, la condizione geografica, l’apparente marginalità e il ritardo rispetto ai contesti di grande trasformazione sono ciò che consente di individuare in alcune parti di città una periferia. La presenza dei laghi del Mincio ha consentito di conservare ben leggibile una chiara distinzione tra “ciò che è centro” e “ciò che non lo è”, conservando un confronto ravvicinato tra due “paesaggi urbani” diversi. A Mantova pare dunque non esserci stato quel processo di ibridazione dei confini, di opacizzazione delle differenze tra parti dì città che connota buona parte della condizione urbana in Italia, e questo ha permesso di riconoscere e rileggere la parte nord della città come "intenore", come un "territorio interno, compreso e compresso tra il nucleo originale della città e i comuni adiacenti". A Mantova non ci sono gli spazi e i materiali urbani propri della città diffusa nella quale le logiche di funzionamento, i tempi e le forme dell'abitare non passano più per reti di prossimità. Anche qui è possibile riconoscere un uso allargato dei territorio, ma la dispersione si sovrappone a una condizione spaziale che appare ferma ad alcuni decenni prima. Questo testo rappresenta un tentativo di avviare una riflessione più ampia sul ruolo e sulla trasformazione della periferia della città contemporanea e sulla possibilità e sui modi per rappresentarla e raccontarla (anche a mezzo di indagini fotografiche), superando l’idea consolidata entro il senso comune che lega questo concetto a un senso di esclusione e decentramento.
2010
Quodlibet Studio. Città  e paesaggio
230x215
ISBN 9788874623020
pp. 96
€ 20,00 (sconto 15%)
€ 17,00 (prezzo online)