Scambio casa

Scambio casa
Istruzioni per l’uso
Prefazione di Curzio Maltese

Io presto la mia casa a te, tu presti la tua a me. Un modo di viaggiare risparmiando sulle spese per l’alloggio, lontano dai tour operator e dai pacchetti all inclusive e più vicino alle culture e agli stili di vita altrui. Lo scambio può avvenire per un weekend, per una vacanza, per un soggiorno di studio, per un periodo sabbatico, anche per un anno di lavoro, come si vuole o si ha bisogno, basta mettersi d’accordo, in Italia o all’estero.

Da dove si comincia? E cosa si deve fare per arrivare a scambiare la propria casa con quella di
un altro viaggiatore? In questa guida, ricca di consigli pratici, vengono spiegati in maniera chiara tutti i passaggi: da come individuare la casa più adatta fino all’indicazione precisa di alcune semplici regole di bon ton sempre utili da conoscere quando si viaggia entrando nelle case altrui.
Vi si trova una descrizione aggiornata dei principali siti internet ai quali rivolgersi, nonché esempi di lettere per contattare i proprietari delle case che ci interessano, per rispondere alle richieste che ci possono arrivare e per formalizzare l’accordo una volta trovata la casa giusta per le nostre vacanze. L’esperienza dei due autori, pionieri dello scambio casa, viene messa al servizio di chi vuole cominciare ora a sperimentare questo modo di viaggiare.

Vanessa Strizzi (Londra 1967) e Andrea Villarini (Roma 1966) girano il mondo da oltre quindici anni utilizzando lo scambio di casa. Negli anni hanno scambiato il loro appartamento di Roma con case sulla costa californiana, hanno dormito in splendidi loft al centro di Manhattan e sui canali di Amsterdam, in suggestive mansarde parigine e in una villa a Capri. Hanno scoperto che mettere a disposizione la propria casa quando si parte invece di lasciarla vuota significa avere a disposizione una casa ovunque nel mondo.

I lettori che desiderano dialogare con gli autori possono scrivere all'indirizzo: scambiocasa@quodlibet.it

 

VOLUME DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

 

 

 

 

Recensioni 
Adnkronos «Adnkronos» 26-05-2011
Marco Filoni «Saturno/Il fatto quotidiano» 03-06-2011
Paola Santoro «Repubblica» 15-06-2011
Marco Peretti «il manifesto» 12-08-2011
Isabella Borghese «controlacrisi.org» 24-04-2012
Marta Coccoluto «Il Fatto quotidiano» 18-01-2013
Sara Porro «La Repubblica» 29-06-2013
 
Vacanze anti-crisi, boom di 'scambisti' di case. Arrivano le istruzioni per l’uso
Adnkronos «Adnkronos» 26-05-2011

Roma, 26 mag. (Adnkronos/Ign) - Un loft a Manhattan, una mansarda nel cuore di Saint-Germain des Prés ma anche una fattoria del ‘700 con piscina tra filari di lavanda in Borgogna. Una casa a disposizione in ogni città per viaggiare nel mondo senza essere miliardari. Parola degli affezionati dello scambio casa, un fenomeno sempre più in crescita anche in Italia e che negli ultimi anni, con la crisi che ha portato ad un taglio deciso sui budget delle vacanze, ha registrato una vera e propria impennata.

Si spiega così l’arrivo in libreria di ‘Scambio casa - istruzioni per l’uso’ (edizioni Quodlibet – 10 euro), una guida pratica per sapere cosa e come fare per diventare ‘scambisti’ di casa, a cura di Vanessa Strizzi e Andrea Villarini con la prefazione di Curzio Maltese, giornalista di ‘Repubblica’ che racconta il ‘brivido’ che si prova ad infilare la chiave nella toppa di una casa sconosciuta.

‘’Tutto è nato un po’ per gioco’’, raccontano gli autori, una coppia di quarantenni con due figli piccoli che da 15 anni viaggia da una parte all’altra del mondo mettendo a disposizione i loro 65 metri quadri in un condominio di Roma. ''Ad ogni cena non riuscivamo a scampare ad una raffica di domande pratiche da parte di amici e conoscenti. ‘Ma gli armadi bisogna svuotarli’, ‘in bagno le creme le togliete?’, ‘con gli asciugamani come fate?’ Davanti all’ennesima domanda, abbiamo pensato ad una guida’’.

Poi l’incontro con un piccolo editore che si è innamorato del progetto, ha dato concretezza all’idea di mettere a frutto l’esperienza di ‘scambisti di casa’ (‘’è un gergo che usiamo tra noi ma non è stato ancora sdoganato, d’altronde è un termine che lascia spazio all’equivoco..’’) e da ieri lo sbarco in libreria.

''Un modo per risparmiare soldi ma anche una diversa filosofia di viaggiare – racconta Vanessa Strizzi – Vivi la città come se abitassi lì, catapultato in una quotidianità fatta di oggetti e spazi di altre persone. A volte anche di amici. A noi è capitato che in California, a San Diego, tutto il vicinato si è mobilitato al nostro arrivo. Inviti a cena, aperitivi…una cosa del tutto inaspettata. Gli stranieri poi non hanno come noi il concetto dell’argenteria. A Manhattan ci siamo ritrovati con un Andy Warhol sopra il letto. Insomma è tutt’altra cosa rispetto ad una anonima camera d’albergo’’.

Nel libro, però, lanciato come la ‘prima guida al mondo sullo scambio casa’ non c’è nulla di tutto ciò. Punto di forza è proprio quello di saltare i racconti dei viaggi e concentrarsi sui consigli utili per i neofiti, quelli che vorrebbero ma non sanno proprio da dove iniziare. Si comincia così con l’elenco dei siti più affidabili per scambiare casa, le indicazioni per come fare la presentazione dell’appartamento, la risposta tipo in italiano e inglese per non trovarsi impreparati davanti all’arrivo delle prime proposte, un galateo della prima accoglienza con qualche consigliata cortesia per gli ospiti.

Nel corso delle 120 pagine Strizzi e Villarini conducono il lettore passo passo nella preparazione di un viaggio tipo così che, chiusa la guida, si è pronti per passare all'azione. Scelta della meta, foto della casa, mail e il viaggio può cominciare.

I numeri del fenomeno sono in continua crescita. ''Dai 20 mila soci del 2008 siamo passati ai 39mila di gennaio 2011 e contiamo di chiudere l'anno a quota 42mila'' afferma Cristina Pagetti di 'Scambiocasa.com', referente per l'Italia di HomeExchange.com, il sito leader nel settore che vanta il maggior numero di iscritti in 130 paesi. Nel solo 2010 gli italiani hanno portato a termine circa 8000 scambi di case e il numero degli iscritti ai vari siti internet è in continuo aumento. ''Ad oggi noi abbiamo 1761 soci in Italia con Lazio, Toscana e Lombardia sul podio della classifica regionale''. Oltre a HomeExchange.com, in rete c'è anche Intervac-homeexchange con 30 mila iscritti e la possibilità dello scambio last minute o la pioniera homelink.org, visto che si tratta di un'associazione attiva dal 1953 in più di 70 paesi.

Gli scambisti
Marco Filoni «Saturno/Il fatto quotidiano» 03-06-2011
TEMPO DI VACANZE. È il momento di organizzare il viaggio. Immaginate allora di collegarvi a internet, andate su un sito vi sbizzarrite. Dove si va quest'anno? Un mese a New York, magari in un attico di Manhattan (una residenza che mai potremmo più permetterci). Oppure una località di mare, in Spagna. O per chi ama il fresco, un appartamento a Helsinki o Stoccolma. Ma anche Tokyo, Buenos Aires, e così via, dall'Australia al Canada, in un virtuale albergo che dispone di case pronte ad accogliervi in giro per il mondo.
Impossibile? No, è reale. Allora chissà quanto costerà? Proprio nulla. Questo albergo virtuale è quello nato con il sistema dello scambio casa. Semplice come l'economia del baratto: io presto la mia casa a te, tu presti la tua a me. Per un weekend oppure per una lunga vacanza. C'è chi addirittura arriva a scambiarsi l'appartamento per un anno intero, magari per un soggiorno di studio o di lavoro. Potrà sembrare complicato. Eppure è molto semplice. E per aiutare a capire i meccanismi, il funzionamento, i vantaggi (moltissimi) e gli svantaggi (pochi, anzi, quasi inesistenti), arriva in aiuto la guida a questo nuovo modo di viaggiare: Scambio casa. Istruzioni per l'uso, appena mandato in libreria da Quodlibet. Gli autori, Vanessa Strizzi e Andrea Villarini, sono pionieri di questa pratica e da 15 anni scambiano il loro appartamento di 65mq con case in tutto il mondo.
Molti consigli pratici: la scelta del sito (ce ne sono diversi), come gestire i contatti con gli ospiti che vivranno a casa vostra mentre voi sarete nella loro, cosa fare e cosa non fare (noi italiani toglieremo subito le cose di valore, a onor dell'italica fiducia verso il prossimo, mentre gli stranieri vi daranno la loro casa così com'è), il prototipo di lettera da scambiarsi e così via. Per i più scettici, è utile la prefazione di Curzio Maltese, Io sedotto dal brivido degli altri: testimonianza, prima dubbiosa poi entusiasta, di un'esperienza molto positiva e di un nuovo stile di viaggio. Non soltanto economico, ma anche per la possibilità di vivere la quotidianità fatta di oggetti, spazi, amici di altre persone. Un tempo erano le residenze dei nobili, che accoglievano gli stranieri per il Grand Tour, poi la lambretta per andare in spiaggia vicino casa, la casetta al mare o il club Alpitour, infine i voli low cost. Oggi, complice la crisi economica, il nuovo modo di viaggiare “scambista” sta prendendo sempre più piede.
Originale, divertente, per chi ama fare l'anti‑turista. E praticandolo si avrà l’impressione di vivere in una società, finalmente, civile.
Scambio casa d'estate: dritte e consigli pratici per vincere i pregiudizi
Paola Santoro «Repubblica» 15-06-2011
Capita di rado, parlando di guide di vaggio, di farsi folgorare. Il maggior piacere lo possono riservare volumi molto curati sul fronte degli indirizzi, della grafica o delle immagini. Poi ci sono libri che individuano trend legati al viaggiare analizzati in modo innovativo: ma sono merce rara. Scambio casa. Istruzioni per l’uso, di Vanessa Strizzi e Andrea Villarini (prefazione di Curzio Maltese) è tra queste perle. Confessiamo di averlo aperto subito, e di averlo letto tutto, trascinati dalla curiosità. Il fenomeno è noto, ma la questione è un altra: questo manuale fuga ogni dubbio, vince ogni pregiudizio. E rende possibile l’impensabile. Confesso di aver passato gli ultimi giorni a cercare una sistemazione per l’estate.

Sarà il linguaggio schietto o la capacità di tradurre in risposte le domande che ciascuno si è posto pensando di lasciare casa in mani sconosciute, ma leggere queste pagine toglie ogni remora. E ti trasporta sul web, a sfogliare link di casa, per immaginarti nel giardino di una villa ai Caraibi.

Il livello di dettaglio è altissimo: dai modelli di mail da spedire per rifiutare una proposta o accettarne un’altra a come garantirsi da una cancellazione all’ultimo minuto. Il tutto condito da gentilezza, “fondata sulla parola di un gentiluomo a un altro gentiluomo”.

Il valore d'uso della proprietà
Marco Peretti «il manifesto» 12-08-2011
Lo «spazio Libreria» nei villaggi en plein air (feste e festival di ogni sorta) va sempre più assottigliandosi, ma che si tratti di una bancarella posticcia o di un cubo di teloni bianchi meno nomade, è sempre lì ad aspettarci. Dopo aver mostrato una certa partecipazione per altri improbabili stand culturali, soprattutto se accompagnati, una sosta è d'obbligo. Se non altro per fugare ogni sospetto che la partecipazione alla kermesse abbia per scopo esclusivo di ventilare e rifocillare il corpo.
Davanti all'annoiato venditore si dà luogo allora all'imperituro rituale, sforzandosi di ricordare almeno una pagina, il nome di un protagonista, la data di pubblicazione, dell'unico romanzo di Vittorini letto forse vent'anni prima, per poter interloquire alla pari con l'amico ritrovato, l'ex collega o l'anziano compagno, tutti informatissimi, sembrerebbe, anche sulle novità latinoamericane, nonché asiatiche o anglosassoni. Una volta esaurite le risorse mnemoniche e notando via via la vulnerabilità delle nostre mezze verità, non rimane che una via di fuga, individuare un titolo curioso, rigorosamente apolitico e aletterario, che possa dirottare la sfida su un tema più leggero ma di estrema attualità: le vacanze - corollari a disposizione, il grande viaggio rimandato al dopocrisi o l'ultima esperienza fuori dai circuiti turistici classici -.
Ben si adatta a questo scopo quindi il volumetto di Vanessa Strizzi e Andrea Villarini, Scambio casa. Istruzioni per l'uso (prefazione di Curzio Maltese, Quodlibet pp. 115, euro 10) che si distingue per l'entusiasmo e per una copertina bianco lucida sulla quale risalta un abbozzo di mondo circumnavigato da frecce, segnalazione che il testo può esser utile per girare il mondo.
È una «guida» ed ovviamente dispensa consigli soprattutto ai neofiti, suggerendo come muovere I primi passi per diventare «scambisti». Dall'iscrizione ai siti - generalisti, per single o con sezioni riservate ai soggiorni di studio - ai consigli per evitare sovrastime stile agenzia immobiliare. Non mancano i cenni storici a un fenomeno che risale a metà del secolo passato, quando la comunicazione sincronica della rete era impensabile e per realizzare uno scambio di casa, il dispendio di tempo e denaro (cataloghi cartacei, buste, francobolli e quant'altro) costringeva i pionieri alla previdente organizzazione di viaggi da firstminut. Vi sono poi raccomandazioni per chi viaggia con bambini e rispolverature - solo in apparenza pleonastiche visto l'andamento dei nostri giorni - di alcune regole di bon ton da rispettare durante il soggiorno. In Appendice, oltre alla lista dei principali siti specializzati, alcuni modelli di lettera dai quali prender spunto per scambiare anche la macchina o per elencare notizie utili ai futuri ospiti (dai servizi in zona alle offerte culturali, dai luoghi da visitare a quelli dove fare la spesa e magari risparmiare).
Insomma, l'orizzonte d'attesa dell'utente e persino le sue tasche sono degnamente risarcite dall'onesto lavoro dei due autori che hanno trasferito su carta la loro esperienza più che decennale di scambisti di casa non casuali. C'è però un plusvalore che va sottolineato - dando per scontato che acquistando il libro si sia tentati dal compiere l'impresa - ed è che ci obbligano a testare quanto siamo vincolati a un concetto di proprietà, al nostro piccolo mondo da proteggere da occhi non familiari, a pregiudizi e timori securitari (illuminante la notizia che gli europei a differenza dei nordamericani impacchettano i gioielli e li mettono al sicuro.). Lo scambio casa, ci ricordano, è in qualche modo un baratto fondato sul valor d'uso e non una classica compravendita tra valori equivalenti.
È ovvio che nel corso della «trattativa» il «valore di scambio» della casa ha la sua importanza, ma non si cede metro quadro contro metro quadro, zona centrale per zona centrale. All'opposto, quindi, per aderire alla filosofia dello "scambio casa" non è necessario neanche ostentare come scopo esclusivo della transazione il desiderio irresistibile di voler conoscere l'Altro e l'Altrove, dichiarando magari in modo eccessivo un disamore verso tutti gli alberghi e i non-luoghi esistenti. Onestà vuole, come spiegano gli autori con pragmatismo più che necessario in tempo di crisi, che la spinta iniziale nasca da ben altro, non ultimo dal desiderio o dal bisogno di «scambiare quello che si ha con quello che ci serve».
Libri e conflitti
Isabella Borghese «controlacrisi.org» 24-04-2012
Scambio casa. Un modo efficace per viaggiare senza spendere in affitti per il soggiorno. Come scrive Curzio Maltese nella prefazione "il maggior ostacolo allo scambio casa è l'idea di affidare le cose care a degli sconosciuti". Come è nata la tua esperienza e la decisione di occuparti di un libro che si occupasse dello scambio casa?
L'idea di viaggiare mettendo a disposizione il nostro appartamento è nata quasi per caso. Avevamo voglia di viaggiare ma non ci piaceva l'idea di passare settimane in albergo, costretti a mangiare sempre in ristoranti e senza avere quel minimo di agio che in una vacanza serve sempre. Così abbiamo deciso di cominciare a scambiare casa. All'inizio, come tutti, eravamo un po' frenati dall'idea di lasciare tutte le nostre cose a degli sconosciuti, ma abbiamo presto scoperto che questo è solo un pregiudizio. Quando si arriva a concludere l'accordo, infatti, passano così tante email, telefonate, scambi di informazioni che non si ha mai la sensazione di lasciare casa a degli sconosciuti, semmai a degli amici stranieri che vogliono passare qualche giorno nella nostra città...
All'epoca eravamo veramente tra i pochi a farlo e al nostro ritorno immancabilmente eravamo sempre alle prese con le curiosità dei nostri amici: come avete fatto? a chi vi siete rivolti? ecc. Da qui l'idea di stendere un librettino che, a mo' di guida e senza indugiare in esperienze di viaggio personali, descrivesse tutti i passaggi che dall'iscrizione al sito portano alla partenza.


Considerando la crisi attuale quest'alternativa di viaggio diventa un interessante modo per strizzare l'occhio a chi non è nelle possibilità economiche di potersi permettere un viaggio. Un'opzione che può consentire a chiunque il giusto svago. Quanto è conosciuto lo scambio casa in Italia?
Lo scambio casa nasce in Nord America dove è assai diffuso. Molto conosciuto è anche tra gli abitanti del Nord Europa. Questo lo si vede osservando il numero di offerte di case che si trovano per queste destinazioni. In Italia comincia ora a prendere piede. Soprattutto da quando si è passati dall'uso della carta e penna con relativi cataloghi di case cartacei a siti internet e comunicazioni via email. Tutto è diventato più veloce e facile. Da allora direi che gli italiani che hanno deciso di scambiare casa sono almeno triplicati.

Ripercorrendo i primi capitoli del libro: quali sono i canali per entrare nel circuito, le modalità per accedere e le condizioni di partecipazione principali?
Il primo passo da compiere per arrivare a scambiare casa è iscriversi ad uno dei siti appositamente dedicati. L'iscrizione costa qualche decina di euro ed è annuale. Per chi vuole spendere meno ci sono anche offerte per periodi più brevi. Una volta iscritti si deve specificare cosa si offre e cosa si cerca. Tutto è abbastanza intuitivo e debitamente descritto nei siti. Dopo di che, si tratta di andare alla ricerca della casa giusta per voi o di aspettare qualche richiesta e iniziare la trattativa con i futuri vostri inquilini. Nel nostro libro cerchiamo di dare consigli utili anche per questa delicata fase per arrivare presto e bene a trovare la casa giusta per le vostre vacanze. Consigli frutto di chi ha portato a termine e con successo oltre 20 scambi...

Rapporti tra Italia e l'estero: come cambia questo fenomeno e in quale misura, invece, esiste un'interazione che ne favorisce la crescita?
Effettivamente viaggiando, ma ancor più entrando in contatto in questi anni con diverse centinaia di persone in giro per il mondo pronte a scambiare la loro casa si intuiscono delle differenze tra le varie nazioni. Conoscerle vuol dire arrivare prima e meglio ad ottenere ciò che si cerca. Ad esempio, gli americani ed i tedeschi sono persone che amano organizzare i proprio viaggi con largo anticipo. Di conseguenza, se si fosse voluto passare le prossime vacanze estive a Berlino ci si sarebbe dovuti attivare prima di natale... All'estero poi chi scambia casa lascia veramente tutto a vista senza stare a pensare che chi arriva potrebbe rompere qualcosa. Mentre noi italiani tendiamo a mettere a disposizione degli ambienti un po' "rivisti" in funzione dell'arrivo dei nuovi ospiti. Noi stessi le prime volte passavamo interi pomeriggi a togliere di mezzo cose, poi col passare del tempo e degli scambi sempre più lasciamo tutto nel modo in cui è quando siamo noi ad abitarci. Un'ultima considerazione su questo punto. Noi italiani siamo sempre convinti di avere le case migliori del mondo e che quando si scambia si andrà sicuramente a stare in case molto più brutte e peggio arredate della nostra. Vi assicuriamo, invece, che viaggiando si va a stare in case sempre molto belle e di gran gusto.

Facendo riferimento ad alcuni capitolo: scambi di casa multipli e, cosa succede nel caso in cui all'ultimo salta uno scambio di casa?
Scambiare casa vuol dire entrare a far parte di una comunità di persone che la pensa come te, che ama viaggiare come te e che sa benissimo quali danni si possono arrecare ad un viaggiatore se all'ultimo gli impedisci di venire a stare a casa tua. Di conseguenza quello che tu paventi è rarissimo. Quando accade l'impegno morale per chi ha fatto saltare uno scambio è di trovare una soluzione alternativa o comunque di collaborare affinché chi viene trovi comunque un alloggio. A noi, ad esempio, è capitato che una famiglia con cui avevamo organizzato uno scambio con Parigi ci dicesse all'ultimo che uno dei componenti aveva dovuto subire un'operazione d'urgenza e per questo, quindi, non avrebbero più potuto lasciare il loro appartamento a nostra disposizione. Ci hanno offerto però di andare a stare in un altro appartamento che abitualmente veniva usato come studio da uno di loro. Per giunta ci hanno invitato a cena in uno dei ristoranti più chic di Parigi per cercare di riparare all'inconveniente che avevano causato.

Una tua esperienza particolare o che ti è rimasta più delle altre.
Di esperienze in questi anni di viaggi e di scambi ce ne sono capitate tantissime, alcune anche divertenti. Come quando, appena arrivati a San Francisco, con nostro figlio piccolissimo al seguito che dopo 12 ore di volo si stava sgranchiendo un po' le gambe, diciamo così, ci bussarono alla porta. Io e mia moglie ci guardammo negli occhi prevedendo già la sfuriata del vicino che era salito per lamentarsi. Invece era sì il vicino, ma era lì con del pane fatto in casa perché diceva che non ne avremmo trovato di così buono in giro. Questo anche per dire che lo scambio casa non è solo un modo per risparmiare (e tanto), ma è soprattutto un modo per conoscere tantissime persone e per viaggiare stando molto vicini allo stile di vita altrui.
Scambio casa: istruzioni per l'uso
Marta Coccoluto «Il Fatto quotidiano» 18-01-2013
Sia che la si consideri come la peggiore delle cose che poteva capitare, sia che, più idealmente, si riesca a vederla come una opportunità per far uscire fuori il potenziale inespresso di persone e di situazioni, la crisi economica è ormai una costante della nostra vita.
Influenza le scelte d’acquisto, orienta i consumi, ci spinge a vivere al risparmio, soprattutto su quello che consideriamo non strettamente necessario.
Il bene considerato primario, la casa (secondo l’ultima rilevazione Istat in Italia 7 famiglie su 10 vivono in case di proprietà), da sogno della vita e investimento sicuro – il famoso ‘mattone’- sembra essersi trasformato improvvisamente in una pesante zavorra, legata com’è a doppio filo con tutti i nuovi balzelli da pagare (vedere alle voci: Imu, bollette, tasse sui rifiuti).
Parlare di viaggi in questo scenario potrebbe forse apparire fuori luogo, lontano dalle possibilità che ciascuno di noi, anche quelli che qualche viaggio in più potevano permetterselo fino a solo pochi anni fa, si trova ad avere.
Eppure il viaggio è una delle poche cose che possiamo comprare e ci arricchisce davvero. E infatti i viaggi restano al primo posto tra le esperienze irrinunciabili di noi italiani, anche in tempo di crisi. E, non so dirti se spinti dall’ingegno o finalmente aperti a vedere cosa succede oltre le Alpi, anche noi italiani stiamo scoprendo nuove possibilità per trarre il massimo dalle risorse che abbiamo a disposizione, casa compresa.
Anche da noi è infatti (finalmente) esploso lo scambio casa, un modo economico, sociale e partecipativo di viaggiare, nato nei lontani anni ’50 in Europa, per iniziativa di un gruppo di insegnanti alla ricerca del modo per fare delle lunghe vacanze a budget ridotto, sfruttando la propria rete di amici in diversi Paesi.
A quell’epoca gli scambi casa avvenivano forse sul filo di lunghe telefonate, scambi di lettere, invio di fotografie di cui si doveva attendere la stampa per giorni, ma funzionavano e hanno portato oggi alla nascita di portali online per lo scambio casa tra viaggiatori o semplici vacanzieri.
Tu mi dai la tua casa a Parigi e vieni nella mia a Roma, con uno scambio reciproco gratuito. Nel budget di viaggio, il costo per l’alloggio è azzerato e si può risparmiare anche sul mangiare.
Non solo. La maggior parte dei servizi online di home exchange, o scambio casa, offrono anche altre possibilità: scambi di qualsiasi spazio (dai camper ai bungalow, dalle stanze nei castelli alla villa a Bali), scambi non simultanei, possibilità di affittare per brevi periodi dimore da sogno. E naturalmente di affittare anche per brevi periodi a nostra volta.
Certo, il nostro non è un vero cambiamento culturale, ma più una scelta dettata dalle contingenze che lasciano poche alternative, e per questo mi sembra quasi di percepire il tuo scetticismo e la tua paura di ritrovarti in una casa da incubo e di aver lasciato la tua a un’orda di barbari.
Rifletti un attimo: nel mondo, da decine di anni, le persone viaggiano risparmiando e ottimizzando le proprie risorse e lo scambio casa è un fenomeno in crescita, sempre più curato e garantito nei minimi dettagli dai portali internazionali che si occupano proprio di questo.
Per chi vuole lanciarsi in questa nuova esperienza e approfondire l’argomento, consiglio “Scambio casa. Istruzioni per l’uso”, una guida allo scambio casa scritta da una coppia italiana, Vanessa Strizzi e Andrea Villarin, edita nel 2011 da Quodlibet.
Scambio casa alla pari. La vacanza è low cost
Sara Porro «La Repubblica» 29-06-2013
Gratis per una settimana in un appartamento a New York, con vista su Central Park; oppure un weekend in una casa con piscina nel cuore della Loira, tra castelli e vigneti. Se questo fosse l' oggetto di un' email giunta in posta in arrivo, il cursore sarebbe già sulla casella "segnala come spam". Eppure, queste sono esperienze comuni per chi decide di viaggiare scambiando alla pari la propria abitazione con quella d' altri. Siti come Scambiocasa. com e Homelink. it sono piattaforme online che ospitano decine di migliaia di annunci in tutto il mondo. Spulciando le destinazioni preferite degli aspiranti viaggiatori, si scopre che l' Italia va per la maggiore: e se le località di mare e le città d' arte come Romae Venezia sono in cima ai desideri di chi scambia, anche la provincia o le città meno turistiche hanno il loro pubblico. Tra le ragioni per cui scegliere lo scambio casa, il risparmio è la più evidente. Tranne che per il costo dei trasporti, si può fare un' intera vacanza senza spendere più che a casa propria: avere una cucina a disposizione consente di provvedere da sé ai pasti. Ma la bellezza dello scambio casa è più sottile, e sta nel senso di familiarità e di vicinanza culturale che si sviluppa passando del tempo in un' abitazione, invece che in un' anonima stanza d' hotel: si vive come cittadini del luogo, insomma, e non come turisti. Certo, molti provano perplessità all' idea di lasciare casa propria a disposizione di perfetti sconosciuti, e in genere i primi contatti sono all' insegna della cautela. Si chiudono i gioielli in cassaforte e gli armadi a doppia mandata. «La prima volta che ho scambiato casa ero un po' in pensiero: e se gli ospiti avessero danneggiato qualcosa? O se - orrore - avessero rubato la tv?» racconta Laura, iscritta a Scambiocasa.com dal 2009, ormai quasi una veterana grazie alla dozzina di esperienze all' attivo. «Mi è bastato poco per capire che le mie preoccupazioni erano infondate. Adesso, se per caso programmo uno scambio con dei principianti e trovo un cassetto chiuso a chiave, ho una punta di amarezza, come se andassi a cena da amici e scoprissi che hanno messo via l' argenteria!». Nato nei primi anni ' 50 per iniziativa di insegnanti europei in cerca di un modo economico per sfruttare le loro lunghe vacanze estive, lo scambio casa è rimasto di nicchia fino all' arrivo di Internet, che lo ha reso incalcolabilmente più semplice e pratico. Nell' era pre Web, era necessario scegliere destinazioni e case su un catalogo cartaceo, e lentamente e faticosamente spedire lettere ai quattro angoli del globo nella speranza di concludere uno scambio. Oggi, ci si iscrive al sito; si inserisce il proprio annuncio descrivendo la città, il quartiere, la casa, i membri della famiglia; si indicano le destinazioni sognate; si precisano idiosincrasie (bambini e animali domestici sono i benvenuti o meno?) e richieste (serve qualcuno disposto a dar da mangiare al gatto o a bagnare le piante in nostra assenza?); si inseriscono fotografie dell' abitazione. Fatte queste operazioni, è il momento di mandare le proposte di scambio: se l' interesse è reciproco, si prendono accordi su date, consegna delle chiavi e modalità del soggiorno, e infine si parte.
2011
Vademecum
120x190
ISBN 9788874623853
pp. 120
€ 10,00 (sconto 15%)
€ 8,50 (prezzo online)