Yona Friedman, La città-continente

La “città continente”
di Yona Friedman


Comincia ad emergere una nuova forma di habitat: un insieme di città, medie o piccole, collegate da una rete di trasporti ad alta velocità. Tale rete di trasporti, creando un collegamento tra città relativamente distanti (dai 100 ai 200 km), fa sì che la fascia di territorio che le separa km), fa sì che la fascia di territorio che le separa possa rimanere agricola e fungere da hinterland per ciascuna di loro. Questa rete agevola inoltre un rapporto di “colonizzazione reciproca” tra le città che rientrano nell’insieme.
Un simile insieme di città può essere considerato come una città in sé, città che comprende i suoi hinterland e le sue colonie. Essa forma una rete in cui le città dell’insieme corrispondono ai nodi e gli hinterland agricoli alle maglie.
Chiamo quest’insieme di città “città-continente”.
La megalopoli, forma urbana frutto dello sviluppo delle grandi città, è un agglomerato di periferie, tra loro contigue. Rappresenta un tessuto urbano continuo, tra i 100 e i 200 km di diametro (esempi: Los Angeles, New York, Tokyo, Parigi o Londra), omogeneo e non interrotto da zone agricole.
La città-continente rappresenta al contrario un tessuto vario, in cui si alternano zone urbane (in precedenza città medie) e zone agricole (l’hinterland). Esempi di questa forma sono la rete Shinkansen in Giappone, la rete TGV in Francia o l’Intercity Netz in Germania.
La città-continente somiglia quindi a una metropolitana su più vasta scala. Se la metropolitana urbana collega stazioni (centri secondari) che distano tra loro dai 500 ai 1000 metri, la “supermetropolitana” della città-continente collega città secondarie a 100 o 200 km di distanza tra loro.
Se le città che compongono la città-continente, dal punto di vista geografico, sono relativamente lontane l’una dall’altra, non sembrano però così distanti se si prendono in considerazione la durata del viaggio e i tempi d’attesa. È più semplice e rapido andare ogni giorno da Nagone a Tokyo che raggiungere il centro di Tokyo dalla periferia. Velocità e frequenza dei treni (260 km/h; treni ogni 5-10 minuti) rendono molto semplici gli spostamenti quotidiani.
L’Europa, e più precisamente l’Unione Europea, sta assumendo l’aspetto della prima città-continente: una città che ricopre un intero continente senza invadere le zone agricole. I terreni agricoli fanno parte della città, ne occupano gli interstizi; l’agricoltura diventa urbana.
La nascente città-continente rallenta il formarsi di nuove megalopoli: attualmente in Europa non sembra si stiano formando altre megalopoli, oltre a quelle che esistevano già prima della Seconda Guerra mondiale. Quelle che prima erano città medie, diventano grandi città; nient’altro. Questo sviluppo è radicalmente diverso da quello delle città delle due Americhe e del Terzo Mondo, in cui la formazione di nuove megalopoli è vertiginosa.
Gli abitanti delle città, nella città-continente Europa, cambiano residenza molto meno spesso che in qualsiasi altro continente, mentre gli spostamenti quotidiani da una città all’altra diventano un fatto comune, tanto in Europa che in Giappone.
La città-continente, in quanto forma urbana, è una soluzione che permette la presenza dell’hinterland all’interno della stessa città-continente. Terreni agricoli, riserve naturali, risorse naturali fanno parte di questo nuovo tessuto urbano e fanno della città-continente un’entità abitativa autosufficiente.

(1974)