Catalogo / Il demone di Picasso

Il demone di Picasso
Creatività generica e assoluto della creazione
ISBN 9788822900210
2017, pp. 252
120x182 mm, brossura con bandelle, con illustrazioni bn
€ 18,00
In libreria dal 30/03/2017
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Il libro

Intrapreso agli inizi del Novecento, l’abbandono di un’idea di creatività rarefatta e aristocratica – che in Occidente pur sostenne la visione dell’originalità dell’opera d’arte, da Dante fino a Heidegger – trova negli ultimi decenni un inquietante parallelo nell’organizzazione del lavoro: proprio come il lavoro esonda nel non lavoro, così l’arte sconfina nella non-arte, ed entrambi sfociano in una piatta e deresponsabilizzata dimensione di creatività generica, totalitariamente e indiscriminatamente fungibile dal mercato e dal marketing.
È giusto ribellarsi a questo omologante laissez-faire, al contempo sregolato e dispotico? Per rispondere consapevolmente in maniera affermativa, Gabriele Guercio traccia una genealogia e una storia degli aspetti dirimenti dell’arte novecentesca, facendosi in ciò guidare da Picasso. Se infatti l’inquilino di Boulevard Raspail 242 è indubbiamente il pioniere della sregolata disseminazione del fare creativo che ancor oggi connota la pratica artistica, la sua storia non è certo riducibile a questo pluralismo panico. Picasso ha attraversato l’anarchia e ha toccato l’altra riva della libertà, riconoscendo e problematizzando il volto nefasto e opprimente dell’indifferenza della produzione (ormai abitata da sostituibili e nomadi creativi). Fu cioè posseduto da un demone bifronte, che se da un lato alimentava il faustiano relativismo creativo, dall’altro lo spingeva a riconquistarsi un creazionismo artistico potenzialmente in grado di riscattare e il lavoro e l’arte.

Indice
  • Prologo. La crisi del generico
  • 1. Il paradigma della creatività generica
    • 1.1 Una mise-en-scène al 242 di Boulevard Raspail
    • 1.2 L’incognita dell’origine
    • 1.3 Esordio del nuovo paradigma
    • 1.4 Śilpa, tekhnê, ars
    • 1.5 La forma dell’indistinto
    • 1.6 Quel che la natura non è
  • 2. Preludi ottocenteschi
    • 2.1 Critiche e scontento
    • 2.2 L’Atelier di Courbet
    • 2.3 Il fenomeno artista secondo Nietzsche
    • 2.4 La sfida metodologica di Riegl
    • 2.5 Croce teorico dell’espressione
  • 3. La vocazione aerea del collage
    • 3.1 Conflitti di interpretazione
    • 3.2 Né Arti né Arte
    • 3.3 Una profondità inaccessibile
  • 4. Emissioni ex nihilo
    • 4.1 Discontinuità, incondizionatezza, singolarità
    • 4.2 Una risorsa d’infinito
    • 4.3 Insiemi privi di centro
  • 5. “Tutto va”: insidie e illusione
    • 5.1 Massima tolleranza
    • 5.2 Un’espansione planetaria
    • 5.3 Arte e lavoro
    • 5.4 Anarchia o neoliberismo?
  • 6. Vita e opere
    • 6.1 Ubiquità e polimorfismo
    • 6.2 Un genio generico
    • 6.3 L’affrancamento da uno stile personale
    • 6.4 L’autonomia di una res
  • 7. Il primato della creazione
    • 7.1 Che fare?
    • 7.2 Opera, artista, modella
    • 7.3 L’opera dentro
    • 7.4 Un Petit Bonhomme
    • 7.5 Introspezione irrefrenabile
    • 7.6 Epifanie del «terzo»
  • 8. In virtù dell’arte e dell’amore
    • 8.1 C’è solo l’amore
    • 8.2 A confronto con il demone
    • 8.3 I custodi dell’enigma
    • 8.4 Assenza di radici
  • 9. Ipotesi di continuità
    • 9.1 A lezione da Picasso
    • 9.2 Una tipologia post-picassiana?
    • 9.3 Linee-guida
    • 9.4 Un segreto condiviso
    • 9.5 Rifiuto e negazione critica
    • 9.6 L’universo in una stanza
    • 9.7 Imparzialità dell’opera
    • 9.8 Passione per il limite
  • 10. L’arte al di là del lavoro?
    • 10.1 Un interrogativo finale
    • 10.2 La ricchezza sui generis
    • 10.3 Militanza e benessere
    • 10.4 Auspici di un canone alternativo
  • Ringraziamenti
  • Indice dei nomi
L'autore
Gabriele Guercio

Gabriele Guercio è uno storico e critico d’arte. Autore di Art as Existence. The Artist’s Monograph and Its Project (2006), The Great Subtraction (2012), e L’arte non evolve. L’universo immobile di Gino De Dominicis (2015), ha pubblicato numerosi saggi sull’arte contemporanea, la storiografia e la storia delle idee dell’arte.

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