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A che ora si mangia?
Approssimazioni storico-linguistiche all’orario dei pasti (secoli XVIII-XXI)
ISBN 9788822900463
2017, pp. 96
115x190 mm, brossura
€ 10,00
€ 8,50 (prezzo online)
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Il libro

«La realtà è che gli orari dei pasti sono una costruzione culturale e cambiano non solo da un paese all’altro, ma da una classe sociale all’altra e anche da un’epoca all’altra.»

IT. Tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento l’aristocrazia a Londra e a Parigi modificò gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, considerato all’epoca il pasto principale del giorno, venne consumato sempre più tardi, fino alle cinque, alle sei, alle sette del pomeriggio, mentre veniva introdotta una robusta colazione, il déjeuner à la fourchette, a metà mattinata, e scompariva la cena serale. La nuova moda venne adottata nel corso dell’Ottocento dalle classi medie e si diffuse lentamente anche in paesi come la Germania, l’Italia, la Russia, gli Stati Uniti, ma nel frattempo l’aristocrazia inglese e francese spostava l’orario del pranzo sempre più tardi, fino alla sera; col risultato che il divario delle abitudini non si ridusse realmente fino all’egualitario secolo Ventesimo. I contemporanei notarono con interesse questo cambiamento e ne discussero i motivi; la spiegazione più probabile è che le classi dirigenti, in quelle che erano a tutti gli effetti le due massime potenze mondiali, trovarono un nuovo modo per sottolineare la distanza rispetto alla borghesia e il divario fra capitale e provincia, nonché fra paesi moderni e paesi culturalmente arretrati. Il fenomeno, finora mai studiato, è interessante per lo storico come per il linguista, giacché provocò dei mutamenti nella designazione dei pasti che sono ancora oggi oggetto di discussione fra i parlanti; ed è significativo anche per la critica letteraria, dal momento che certi dettagli delle abitudini sociali nel romanzo dell’Ottocento sono incomprensibili se non in questa luce.

EN. Between the latter third of the Eighteenth century and the early Nineteenth century, the fashionable classes in London and Paris modified the timetable of their meals. Dinner, the main meal of the day, was eaten later and later in the afternoon, while a substantial breakfast was introduced at about 11AM, and the evening supper was dismissed. The new fashion was adopted in the course of the Nineteenth century by the English and French middle classes and by the upper classes in other countries like Germany, Italy, Russia and the USA. But meanwhile the upper classes based in London and Paris steadily delayed their dinner hours into the evening, so that social differences in eating habits was not really reduced until the Twentieth century. Contemporaries were striken by this change and widely commented it; the most likely explanation is that the upper classes in what were effectively the two most advanced powers in the world did find a new way to mark their social superiority, as well as the difference between capital and province and between modern and backward countries. Interesting to historian and linguist alike, as it brought in significant changes in the terminology of meals, this little-known phenomenon is important to literary criticism too, since many fascinating details of social habits and snobbery in nineteenth-century novels may only be understood in its light.

Indice
  • Premessa
  • 1. Gli orari dei pasti nel XVIII secolo
  • 2. Il pasto di mezzogiorno, o il pasto più importante?
  • 3. Lo spostamento degli orari: Londra
  • 4. Lo spostamento degli orari e la riflessione sulle cause: Parigi
  • 5. Le conseguenze sul sistema dei pasti: invenzione della colazione e scomparsa della cena
  • 6. Paesi evoluti e paesi arretrati: ritardi e adeguamenti continentali
  • 7. Popolani e gentiluomini, capitale e provincia
  • 8. Il risultato: uno scompenso linguistico
  • Bibliografia
  • Abstract
  • Notizia biografica
L'autore
Alessandro Barbero

IT. Alessandro Barbero, nato a Torino nel 1959, insegna Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Saggista e romanziere tradotto in più lingue, è impegnato nella divulgazione anche televisiva («Superquark», «Il Tempo e la Storia»). Il suo romanzo d’esordio, Bella vita e guerre altrui di mr. Pyle, gentiluomo (Mondadori, 1995) ha vinto nel 1996 il Premio Strega. La sua produzione saggistica, tanto specialistica quanto divulgativa, si divide fra il periodo tardoantico e medievale, e la storia militare; fra gli ultimi lavori basti citare Lepanto. La battaglia dei tre imperi (Laterza, 2010); Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco (Laterza, 2016); Costantino il Vincitore (Salerno Editrice, 2016).

EN. Alessandro Barbero (Turin, 1959) is full professor of Medieval History at the University of Eastern Piedmont “Amedeo Avogadro”. His essays and novels have been translated in several countries. He regularly appears in Italian TV broadcasts («Superquark», «Il Tempo e la Storia»). His first novel, Bella vita e guerre altrui di mr. Pyle, gentiluomo (Mondadori, 1995), was awarded the 1996 Premio Strega. His books, both academic and popular, cover the history of Late Antiquity and the Middle Ages, as well as military history. Among his latest books, Lepanto. La battaglia dei tre imperi (Laterza, 2010); Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco (Laterza, 2016); Costantino il Vincitore (Salerno Editrice, 2016).

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