Catalogo / L’ultima new town

L’ultima new town
Milton Keynes tra welfare e scelta individuale
ISBN 9788822900593
2017, pp. 216
140x215 mm, brossura con bandelle, con illustrazioni bn
€ 22,00
In libreria dal 27/07/2017
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Il libro

Posta a metà strada fra Birmingham e Londra, Milton Keynes appartiene al gruppo di città di fondazione designate all’interno dell’ultimo ed effettivo New Town Act (1965), e può essere considerata la più significativa – forse l’ultima, appunto – new town britannica. Dopo il decennale dibattito aperto dalla città-giardino di Ebenezer Howard – che aveva il merito di superare l’ambito urbano per affrontare il tema della città nel più ampio contesto regionale, ovvero come una realtà insieme fisica, economica e sociale –, nel 1946 il governo britannico si impegnò nel più longevo e consistente intervento pubblico nella storia della città europea del ventesimo secolo. Il piano, portato avanti da un gruppo allargato di progettisti (David Lock, Derek Walker, Lee Shostak) e consulenti (Richard Llewelyn-Davies, John Weeks, Walter Bor, Melvin Webber e Nikolaus Pevsner), era l’atto finale di un climax urbanistico ascendente.
Questi insediamenti – circa trenta nel solo Regno Unito – nacquero da un’utopia, ma furono una realtà tanto solida da essere esportata, negli stessi anni, in tutto il mondo (nei Paesi scandinavi, negli USA, in Israele, in URSS e in Giappone). Cuore di ogni sperimentazione urbanistica, il modello della new town – talvolta invocato in caso di calamità naturali, come dopo i terremoti di Gibellina o L’Aquila – attraversa tutto il Novecento, e trova oggi nuove incarnazioni nelle comunità sostenibili, nei villaggi urbani a zero emissioni, nelle eco-città con piani di sviluppo basati sul verde e sulle piste ciclabili, e in alcuni nuovi complessi urbani in India e in Cina. Nel presente saggio, l’autore ricostruisce con puntualità e rigore il pensiero e l’azione delle «culture del piano» che si sono concretizzate in Milton Keynes, ad oggi il prototipo più efficiente di welfare urbano, ma anche il più rimosso, nonostante, in Gran Bretagna, l’«ultima new town» sia anche la prima città per incremento demografico.

«Il piano per la nuova città Milton Keynes prova a rinunciare a ogni forma di pianificazione urbanistica. (…) Cosa accadrebbe, se non vi fosse pianificazione? Cosa preferirebbero fare, le persone, se le loro scelte non fossero vincolate? Le cose andrebbero meglio, peggio, o non cambierebbero affatto?»
Reyner Banham

«Chi visiti oggi Milton Keynes non può che rimanere interdetto: per la coerenza e allo stesso tempo la contraddittorietà di alcuni suoi aspetti».
Bernardo Secchi

Alcune pagine
Indice
  • Introduzione. L’ultima new town britannica e i suoi paradossi
  • Ringraziamenti
  • 1. New town for welfare
    • 1. Il New Town Act
    • 2. Milton Keynes: per un diverso welfare urbano
  • 2. Verso Milton Keynes
    • 1. L’ossessione per gli effetti della mobilità sulla forma urbana
    • 2. Mobilità e crescita urbana e regionale
    • 3. Manplan (1969-1970)
    • 4. Non-Plan (1969)
    • 5. Permessive planning (1969)
  • 3. Il piano e i suoi dispositivi urbanistici
    • 1. The Polyfocal Grid (as a Mesh)
    • 2. Mobility by Layers
    • 3. Settorializzazione
    • 4. Disseminazione di servizi e centralità locali
    • 5. Reversed Centre
    • 6. Layers Park System
  • Indice dei nomi
L'autore
Ruben Baiocco

Ruben Baiocco, architetto e PhD in Urbanistica, è ricercatore in Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale. Già docente di Pianificazione urbana del master in Pianificazione e gestione delle aree protette presso l’Università degli Studi di Camerino, attualmente insegna Urbanistica presso l’Università Iuav di Venezia. È membro effettivo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e collabora a riviste come «Planum. The Journal of Urbanism» (editor con Leonardo Ciacci della rubrica «Urban Planning Movies Archives») e «Urbanistica Informazioni».

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