Catalogo / Riti urbani

Riti urbani
Spazi di rappresentazione sociale
ISBN 9788822900616
2017, pp. 144
140x215 mm, brossura con bandelle, con illustrazioni bn
€ 18,00
€ 15,30 (prezzo online)
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Il libro

Gli spazi pubblici sono sempre stati un terreno privilegiato di incontro e di confronto; il loro stesso offrirsi come spazi liberamente accessibili e fruibili ha svolto un ruolo cruciale nella strutturazione della vita sociale delle comunità. L’incessante contrattazione sulla loro conformazione, sulle modalità d’uso e sui valori simbolici a essi attribuiti è infatti alla base del particolare radicamento riconoscibile nell’espressione genius loci. Rileggendo autori fondamentali quali Johan Huizinga e Eugen Fink, Mircea Eliade e Zygmunt Bauman, Francesco Lenzini individua dunque nello spazio pubblico una natura eminentemente rituale, in cui ambiente materiale e identità collettiva si saldano in un comune processo di mediazione simbolica. L’attuale atomizzazione della società ha tuttavia determinato un sostanziale mutamento in questa dimensione, che, per utilizzare le parole di Henri Lefebvre, è sempre meno spazio di rappresentazione e sempre più rappresentazione dello spazio.
Il volume interroga tale trasformazione concentrandosi soprattutto sul rapporto di interdipendenza tra urbs e civitas, tentando cioè di penetrare i meccanismi e le strutture che regolano questo difficile equilibrio – ad esempio quelli legati al gioco e al progressivo avvento dell’homo ludens. Muovendosi lungo questa continuità processuale, dalle prime forme di aggregazione umana alle piazze storiche europee fino ai «nuovi riti, nuovi miti» dello shopping e dell’happy hour, l’autore indaga il significato più profondo e sempre nuovo sotteso ad ogni forma di spazio pubblico urbano. Come ha scritto Italo Rota, infatti, «i rituali valgono non solo per l’erezione di templi e di altari, ma anche per la fondazione delle città. Il templum, il labirinto, il mandala sono una cosmografia, un diagramma dell’ordine universale».

«Hannah Arendt così definisce lo spazio pubblico: “un mondo connesso con il mondo artificiale, con il prodotto delle mani dell’uomo, come pure con i rapporti tra coloro che abitano insieme il mondo fatto dall’uomo”. Il binomio spazio-pubblico non concerne dunque solo ambiti giuridici o di proprietà, ma trova fondamento nei processi di comune elaborazione culturale e simbolica che strutturano una società».

Alcune pagine
Indice
  • Introduzione
  • 1. Lo spazio pubblico come spazio rituale
    • 1.1 L’impronta del gruppo
    • 1.2 Rappresentare un’identità sociale
    • 1.3 Luoghi e cosmogonie rituali
  • 2. I paradigmi del kosmos
    • 2.1 Fare mondo
    • 2.2 Strutture e archetipi del luogo rituale
    • 2.3 Complessità sintattica dello spazio urbano
  • 3. Dall’ambiente potenziale allo spazio tematizzato
    • 3.1 Lo spazio pubblico tematizzato
    • 3.2 Meta-linguaggi e analogie grammaticali
    • 3.3 Loss of meaning
  • 4. Verso nuove ritualità urbane
    • 4.1 Identità precarie
    • 4.2 Happy hour
    • 4.3 L’avvento dell’homo ludens
    • 4.4 L’era delle tribù glocali
  • Postfazione. L’orizzonte di uno spazio polisenso
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi
Francesco Lenzini

Francesco Lenzini, architetto e dottore di ricerca, si è formato all’Università Iuav di Venezia, all’Università degli Studi Roma Tre e al Politecnico di Milano, dove attualmente svolge attività didattica presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo Contemporary Public Spaces as Expression of Conceptual Nomadism (SMOwn Publishing, 2015) e Lo spazio pubblico come spazio rituale. L’influenza delle pratiche collettive nel progetto degli interni urbani (LetteraVentidue, 2015).

Gianluca Capurso
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