Catalogo / L’inconscio e la dialettica

L’inconscio e la dialettica
Postfazione di Felice Cimatti
ISBN 9788822901101
2018, pp. 112
120x182 mm, brossura con bandelle
€ 12,00
€ 10,20 (prezzo online -15%)
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Il libro

Freud ha riconosciuto nell’inconscio la sede privilegiata degli oggetti contraddittori: dall’iniziale affermazione dell’assenza di contraddizioni (L’inconscio, in Metapsicologia, 1915) alla negazione di validità delle leggi logiche (Nuove lezioni, 1933), fino all’affermazione che l’inconscio è «il regno della non-logica» (Compendio di psicoanalisi, 1938). A partire da un confronto con il progetto teorico dello psicoanalista argentino Ignacio Matte Blanco, Enzo Melandri opera in questo libro una ricognizione epistemologica dei fondamenti della psicoanalisi, mostrando come nel modello di Freud la contraddizione sia in realtà una «metafora dinamica», simile all’uso rinvenibile nel pensiero di Marx. In un’indagine condotta con cannocchiale aristotelico, l’autore affronta i problemi dell’applicazione della matematica in psicologia, delle teorie infinitistiche di Dedekind e Cantor, della «riduzione» dell’inconscio a linguaggio.

L'autore
Enzo Melandri

Enzo Melandri è nato a Genova il 14 aprile 1926. Dopo aver svolto inizialmente studi tecnici di indirizzo chimico, impara «l’arte dell’autodidatta», conseguendo nel 1954 il diploma di maturità classica. Frequenta l’Università di Bologna, laureandosi in Filosofia nel 1958. Dal 1958 al 1961 è lettore di italiano presso l’Università di Kiel (Germania). Nel 1962 ottiene l’incarico di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lecce, mentre nel 1963 ha l’incarico di Filosofia presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Bologna, all’interno della quale svolge il suo intero corso accademico, se si fa eccezione per gli anni tra il 1972 e il 1974, in cui – conseguito l’ordinariato – tiene anche l’insegnamento di Filosofia morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. Dal 1983 il suo insegnamento è mutuato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. È morto il 25 maggio 1993 a Faenza, dove risiedeva. Parallelamente all’attività universitaria, collabora a lungo – fin dalla fine degli anni Cinquanta – con la casa editrice il Mulino, per la quale effettua traduzioni e curatele di numerosi volumi e pubblica alcuni dei suoi più importanti lavori (cfr. la bibliografia completa degli scritti di Enzo Melandri in Id., La linea e il circolo. Studio logico-filosofico sull’analogia (1968), introduzione di Giorgio Agamben, Quodlibet, Macerata 2004). Nel 1979 istituisce un gruppo interdisciplinare di studi leibniziani, in seguito affiliato col nome di «Sodalitas Leibnitiana» alla Leibniz-Gesellschaft di Hannover. Collabora attivamente, negli anni Ottanta, alle attività del Centro di studi per la filosofia mitteleuropea (con sede a Trento); partecipa nel 1982 alla realizzazione di «Topoi», rivista internazionale di filosofia. Sempre in quegli anni dà vita agli «Annali dell’Istituto di discipline filosofiche» dell’Università di Bologna, poi trasformatisi – a partire dal 1991 – nella rivista semestrale «Discipline filosofiche», di cui è il primo direttore. Nella foto: da sinistra, con gli occhiali, Umberto Eco, Michel Foucault ed Enzo Melandri durante un incontro a Milano nel 1968 (dall'archivio personale di Umberto Eco, per gentile concessione).

Pubblicazioni dell'autore
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I generi letterari e la loro origine

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