Catalogo / La «Melencolia I» di Dürer

La «Melencolia I» di Dürer
Una ricerca storica sulle fonti e i tipi figurativi
Introduzione di Claudia Wedepohl
A cura e con uno scritto di Emiliano De Vito
ISBN 9788822901637
2018, pp. 320
140x220 mm, brossura
€ 24,00
€ 20,40 (prezzo online -15%)
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Il libro

Quando uscì, nel 1923, La «Melencolia I» di Dürer di Erwin Panofsky e Fritz Saxl rappresentò una svolta decisiva negli studi umanistici. Non solamente veniva qui affrontato, con inediti strumenti critici, uno dei più oscuri enigmi della storia dell’arte occidentale, l’incisione Melencolia I di Dürer, ma veniva anche mostrato quello che sarebbe stato il metodo del «circolo di Warburg», di cui questo libro ha rappresentato una prima sintesi programmatica.
Ripercorrendo le fonti antiche, alla ricerca dei presupposti – e da qui, poi, l’unicità – della concezione düreriana della malinconia, gli autori hanno ravvisato il loro compito non tanto nel trovare una precisa e magari innovativa soluzione per ciascun simbolo contenuto nell’incisione, quanto piuttosto nel lasciare emergere la grande linea evolutiva il cui punto finale può essere riconosciuto nell’opera di Dürer. «Nonostante tutte le connessioni con l’astrologia e la medicina, con Marsilio Ficino e le rappresentazioni dei figli dei pianeti, sembra giustificata anche la sensazione di potere scorgere nella Melencolia I qualcosa di diverso da una sia pure nobilitata immagine di un temperamento o di un’affezione: l’immagine di una conoscenza di sé e una espressione del faustiano “non poter sapere”». Nell’incisione düreriana, dunque, la melanconia non corrisponde più alla fattispecie temperamentale della precedente tradizione iconografica, ma designa un certo stato della mente: la condizione teoretica.
Il libro fu accolto con entusiasmo: Walter Benjamin e Ernst Cassirer, Giorgio Pasquali e Franz Boll, tra gli altri, ne compresero immediatamente l’importanza e la novità, e si misurarono con esso nei propri lavori.
Nel volume che presentiamo, edito ora per la prima volta in traduzione italiana, si può osservare con chiarezza il contrappunto di conio warburghiano tra parola e immagine, tra fonti documentarie e figurative, e risultano perfettamente trasparenti tutti gli importanti sviluppi che il metodo iconologico avrebbe apportato alla storia della cultura.

Indice
  • Introduzione, di Claudia Wedepohl
  • Nota al testo
  • La «Melencolia I» di Dürer. Una ricerca storica sulle fonti e i tipi figurativi
  • Presentazione, di Arpad Weixlgärtner
  • Introduzione
  • Età antica
    • Saturno
    • Melanconia (Aristotele)
  • Medioevo
    • Melanconia
    • Saturno
  • Rinascimento fiorentino
    • Dante
    • Ficino
  • Dürer
    • L’incisione Melencolia I e Ficino
    • Fonti astrologiche e tradizione figurativa
    • Enrico di Gand
  • Appendice I. I testi su Saturno di Abû Ma‘šar e Ibn Esra
  • Appendice II. La rappresentazione di Saturno in Abû Ma‘šar e le sue fonti antiche
  • Appendice III. Il Problema di Aristotele sulla melanconia
  • Appendice IV. Capitoli scelti dai Libri de vita triplici di Marsilio Ficino
  • Appendice V. Sviluppo storico della rappresentazione dei figli dei pianeti
  • Appendice VI. Il poliedro della Melencolia I
  • Appendice VII. Le rappresentazioni postdüreriane della melanconia fino al XVII secolo
  • Elenco delle illustrazioni
  • La distruzione immobile, di Emiliano De Vito
  • Indice dei nomi
Erwin Panofsky

Erwin Panofsky (Hannover 1892-Princeton 1968). Dopo gli studi di storia dell’arte e di filosofia a Berlino, Monaco e Friburgo insegnò storia dell’arte ad Amburgo (1926-1933) e all’università di New York (1931-1933) come professore ospite. Parallelamente collaborò attivamente con il Warburg Institute e con il suo futuro direttore Fritz Saxl, con il quale scrive numerosi saggi.  Nel 1933, a causa delle leggi naziste, dovette lasciare la Germania e si rifugiò negli Stati Uniti dove venne accolto prima all’università di New York e poi all’Institute for Advanced Study a Princeton, dove rimase fino alla morte. Tra le sue opere disponibili in italiano ricordiamo: La prospettiva come «forma simbolica», 1927 (Feltrinelli); Studi di iconologia, 1939 (Einaudi); Saturno e la melanconia, 1963, con R. Klibansky e F. Saxl (Einaudi); Il significato nelle arti visive, 1955 (Einaudi); Rinascimento e rinascenze nell’arte occidentale, 1956 (Feltrinelli).
I temi affrontati in La Melencolia I di Dürer – primo frutto del sodalizio intellettuale con Fritz Saxl – furono ripresi quarant’anni dopo con il contributo di Raymond Klibansky, in un clima culturale ormai completamente mutato, nel libro Saturno e la melanconia (1963).

Fritz Saxl

Fritz Saxl (Vienna 1890 - Dulwich 1948) è stato uno dei più importanti storici dell’arte del Ventesimo secolo, primo direttore della Biblioteca Warburg dopo il suo fondatore. Tra le sue opere: Cristianesimo primitivo e tardo paganesimo (1923), Dèi antichi nel tardo Rinascimento (1927) e Mitologia classica nell’arte medievale (1933), scritto con Panofsky. I temi affrontati in La Melencolia I di Dürer – primo frutto del sodalizio intellettuale con Erwin Panofsky – furono ripresi quarant’anni dopo con il contributo di Raymond Klibansky, in un clima culturale ormai completamente mutato, nel libro Saturno e la melanconia (1963).

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