Catalogo / L’ombra della scrittura

L’ombra della scrittura
Racconti fotografici e visionari
ISBN 9788822901835
2018, pp. 288
140x215 mm, brossura, illustrazioni a colori e bn
€ 24,00
€ 20,40 (prezzo online -15%)
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Il libro

Dagherrotipi, stampe e negativi fotografici, gigantografie, cartelloni, insegne luminose, specchi, schermi, vetrine riflettenti nell’incerto lume dell’imbrunire, opacità, trasparenza, anamorfosi: nel corso degli ultimi due secoli il visuale sembra avere sostituito il reale, in nome di un delirio ormai quasi globalizzato di onnipotenza panottica. Dal subatomico all’interstellare, tutto sembra offrirsi al nostro bulimico occhio, mentre il soggetto umano si scopre scisso, guardato, disperso in un oceano di sguardo che gli preesiste e, quasi senza avvedersene, lo inghiotte. Si potrebbero considerare i saggi raccolti in questo volume come un percorso, arbitrario e rabdomantico, nell’infinito bosco delle storie generate dall’incontro tra affabulazione e immagine. È stato detto che l’invenzione della fotografia ha causato una discontinuità radicale nella storia, paragonabile all’apparizione dell’alfabeto: certo, sin dall’etimologia del suo nome, la fotografia – luce che scrive – si è confrontata con il linguaggio e con il racconto, provocando le meno prevedibili sovversioni. In alcuni testi, sorprendenti e irregolari, pubblicati tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta del secolo scorso – Alvaro, Nabokov, Perec e Celati, i nomi dei narratori prescelti – gli strumenti dell’ottica intersecano l’antica arte del raccontare. Il lettore del terzo millennio sa molto bene (è forse l’unica cosa che sa) quanto qualsiasi certezza, qualsiasi generalizzazione sia del tutto fuori luogo. Del resto, per citare le parole di Luigi Ghirri, un fotografo di cui molto qui si parla: «la fotografia si esplica sempre all’interno di un dualismo perfetto. Se uno ci pensa, nella fotografia c’è il negativo e il positivo. È un rapporto tra la luce e il buio. È un giusto equilibrio tra quello che c’è da vedere e quello che non deve essere visto».

Indice
  • L’occhio del diavolo (una premessa)
  • L’ombra del corpo
    • Come una bestia riluttante al mercato
    • Avere un segreto è un delitto!
    • L’oggetto allo stato fantomatico
    • La malattia di Tantalo
  • Il virus della verità
    • Gli occhiali di San Tommaso
    • Un cubo di buio notturno
    • Ritratto del fotografo da carnefice
    • Viva iridescenza
  • Il nibbio e l’avvoltoio
    • Foto ingiallite, documenti derisori
    • Figli di due madri
    • Georges, Leonardo, Hans: la foto non esiste
    • Come si chiama quel monumento?
    • Una banale verità
  • L’immagine negata
    • Stanze: variazioni su un tema
    • Percival il Puro contro il demone dell’indiziale
    • Un Mefisto tutto sommato tradizionale
    • Come un fotografo in agguato
  • Guardando la prosa del mondo
    • Verso le montagne innevate sul fondo
    • L’ovvio e l’ottuso
    • Via dal Merdecluse
    • Il dito mancante
    • La figlia del gommista
    • Narrare è descrivere
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi
L'autore
Ferdinando Amigoni

Ferdinando Amigoni lavora nell’Università di Bologna. Ha pubblicato: La più semplice macchina. Lettura freudiana del «Pasticciaccio» (il Mulino, Bologna 1995), Il modo mimetico-realistico (Laterza, Roma-Bari 2001) e Fantasmi nel Novecento (Bollati Boringhieri, Torino 2004). Sugli stessi argomenti di questo volume, ha curato, insieme a Silvia Albertazzi, Guardare oltre. Letteratura, fotografia e altri territori (Meltemi, Roma 2008).

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