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Background
Il progetto del vuoto
ISBN 9788822902474
2019, pp. 304 + XVI
140x215 mm, brossura con bandelle, illustrazioni a colori e bn
€ 24,00
€ 20,40 (prezzo online -15%)
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Il libro

«Il vuoto nella realtà dello spazio fisico della città non può essere interpretato in maniera univoca, così come non possono essere individuati strumenti assoluti per la sua realizzazione. Immaginare il nulla può sì significare liberare uno spazio da impedimenti, anche immateriali, ma può anche corrispondere alla definizione di confini e cornici che mettano in evidenza le sue assenze presenti, orizzonti da conquistare affinché possano risuonare liberamente le diverse potenzialità della città e i comportamenti dei suoi abitanti».

In un particolare momento storico, in cui i modelli tradizionali della progettazione urbana entrano in tensione con forme temporanee e fragili di trasformazione, questo libro presenta i frutti di una ricerca che tenta di sottrarre il progetto urbano dall’immediatezza del suo risultato finale e, al contempo, di collocarlo entro i fenomeni complessi delle città.
Background fa dunque riferimento costante all’orizzonte urbano della città intesa appunto come uno sfondo – quello che Aldo Rossi chiamava «scena fissa» –, e racconta così soprattutto il progetto del vuoto urbano, pensato non come assenza, bensì come campo aperto completamente disponibile, supporto e condizione necessaria per accogliere libere forme di appropriazione dello spazio.
I progetti qui selezionati di Bernardo Secchi e Paola Viganò ad Anversa, Assemble a Liverpool, Atelier Bow-Wow a Tokyo, Raumlabor a Berlino, T vk a Parigi, Janette Sadik-Khan a New York, Bas Smets a Bruxelles, Urban-Think Tank a Caracas sono esempi di come l’architettura del vuoto possa reagire con le molteplici intelligenze, culture, storie e comportamenti globali dell’«iperpresente». Tuttavia, come scrive Matteo Robiglio nella postfazione, quella di Nicola Russi è una «mossa del cavallo che abbandona pretese ma non ambizioni. Riconosce che non esiste più una dimensione nazionale delle questioni, una condizione specifica italiana dell’operare (anche questa: scelta liberatoria da un provincialismo ammantato di denuncia) e propone otto lezioni internazionali ma profondamente pertinenti all’operare in Italia».

Alcune pagine
Indice
  • Introduzione

  • Otto progetti di sfondo
    • 1. L’occasione del vuoto. Studio Secchi-Viganò, Piano strutturale, Anversa, 2003-2006
    • 2. Il vuoto nel pieno. Assemble, Granby Four Streets, Liverpool, 2015 - in corso
    • 3. Colonizzare il vuoto. Raumlabor, Tempelhofer Feld, Berlino, 2007 - in corso
    • 4. «Behaviorology». Atelier Bow-Wow, Miyashita Park, Tokyo, 2010
    • 5. La città come palcoscenico. TVK, Place de la République, Parigi, 2010-2013
    • 6. Conquistare nuovi spazi. NYC Department of City Planning, Reshaping the streets of New York, New York, 2007 - in corso
    • 7. Le geografie svelate. Bureau Bas Smets, Tour & Taxis, Bruxelles, 2012 - in corso

    • 8. Consolidare la città informale. Urban-Think Tank, Vertical Gyms, Caracas, 2004 - in corso

  • Sfondi possibili in Italia. Una riflessione sul progetto dello spazio pubblico e del paesaggio nell’Italia contemporanea

  • Matteo Robiglio, Postfazione. Lo sfondo e il primo piano. Ancora su architettura e paesaggio

  • Fonti iconografiche

  • Indice dei nomi

L'autore
Nicola Russi

Nicola Russi (Milano, 1976) è architetto e professore di Progettazione architettonica e urbana presso il Politecnico di Torino. Nel 2008 ha fondato a Milano con Angelica Sylos Labini lo studio di progettazione Laboratorio Permanente, con il quale ha vinto il concorso internazionale per gli scali ferroviari Farini e San Cristoforo a Milano con il progetto – sviluppato insieme allo studio Oma – Agenti climatici, ha partecipato alla Biennale Architettura di Venezia nel 2014 e nel 2018, e ha ricevuto la Menzione d’Onore per la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana nel 2012 con il progetto Il paesaggio non ha retro. La sua attività didattica e di ricerca è stata pubblicata in libri e riviste tra cui «Domus», «Abitare» e «Architecture Ireland». Ha collaborato come consulente del Comune di Milano per lo sviluppo del nuovo Piano di Governo del Territorio e con il Dipartimento di Progettazione dell’Architettura (Dpa) e il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (Dastu) del Politecnico di Milano.

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