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Prospettivismo cosmologico in Amazzonia e altrove
Quattro lezioni tenute presso il Department of Social Anthropology, Cambridge University, febbraio-marzo 1998
A cura di Roberto Brigati
Postfazione di Roy Wagner
ISBN 9788822902870
2019, pp. 208
140x220 mm, brossura
€ 18,00
€ 15,30 (prezzo online -15%)
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Il libro

Qual è l’oggetto dell’antropologia? Nello studiare i costumi, le mitologie, i totem e i feticci delle culture lontane dalle nostre, l’antropologia del secolo scorso ha sempre nutrito la convinzione che l’oggetto della propria ricerca fosse l’uomo. È questo presupposto che Eduardo Viveiros de Castro vuole mettere radicalmente in questione: i mondi in cui vivono molti dei popoli del continente americano sono più fittamente popolati, irriducibili al mondo umano, e d’altronde ciò che è umano non è mai del tutto distinto da ciò che non è umano. Umani e animali (ma anche spiriti, fenomeni climatici e molte delle cose che noi consideriamo «inanimate») possiedono un’unica soggettività comune. Se l’evoluzionismo ha ormai insegnato all’Occidente che gli esseri umani sono animali, la cosmologia amazzonica ci fa capire in che senso gli animali possono essere umani.
Con questa vertiginosa proposta metafisica, molto vicina ai «mille piani» di Gilles Deleuze, e più in generale a molte delle filosofie «anti-cartesiane» del Novecento, Viveiros de Castro si pone come capofila della «svolta ontologica» dell’antropologia contemporanea. Questo libro raccoglie il testo di quattro fondamentali lezioni tenute a Cambridge nel 1998, quasi un atto di nascita della corrente più discussa nell’antropologia degli ultimi vent’anni.Con questa vertiginosa proposta metafisica, molto vicina ai «mille piani» di Gilles Deleuze, e più in generale a molte delle filosofie «anti-cartesiane» del Novecento, Viveiros de Castro si pone come capofila della «svolta ontologica» nell’antropologia contemporanea. Questo libro raccoglie il testo di quattro fondamentali lezioni tenute a Cambridge nel 1998, quasi un atto di nascita della corrente più discussa nell’antropologia degli ultimi vent’anni. Completa il libro una densa postfazione di Roy Wagner, uno dei principali punti di riferimento di questa corrente e dell’antropologia mondiale.

Indice
  • Introduzione, di Roberto Brigati

  • Prospettivismo cosmologico in Amazzonia e altrove

  • Nota al testo

  • 1. Cosmologie: prospettivismo
    • Prospettivismo in Amazzonia e altrove; Prospettivismo nella letteratura: alcuni esempi; Il contesto etnografico; Il contesto teorico; Cosmologia; Cognizione; Parole; Soggetto ed oggetto; Corpo ed anima; Prospettiva; Animale

  • 2. Cultura: l’animale universale
    • L’animismo, o la tesi della proiezione; I problemi relativi alla proiezione; L’etnocentrismo, o la tesi del rifiuto; Il soggetto come tale: dal sostanziale al prospettico

  • 3. Natura: il mondo come affezione e prospettiva
    • L’oggetto come tale: perché una prospettiva non è una rappresentazione; Gli animali cartesiani e le macchine di Turing: dall’assenza di mente all’assenza di corpo; Il soggetto come oggetto: dal solipsismo al cannibalismo

  • 4. Super-natura: sotto lo sguardo dell’altro
    • Salvare le apparenze; L’altro lato: esiste il dualismo ontologico?; La morte di Umoro; Metamorfosi; L’oggetto come soggetto: anch’io sono una persona; Conclusione: ontologie, dalla sempliciotta alla corposa;

  • I fatti costringono a credere in essi; le prospettive invitano a credere a partire da esse, di Roy Wagner

  • Indice dei nomi
L'autore
Eduardo Viveiros de Castro

Eduardo Viveiros de Castro (Rio de Janeiro, 1951) è docente presso il Museo Nazionale dell’Università Federale di Rio de Janeiro, l’istituzione il cui recente tragico rogo ha segnato un punto di non ritorno negli studi sull’America indigena. Ha lavorato tra l’altro a Cambridge e al CNRS in Francia. Tra i suoi libri, tradotti in molte lingue, ricordiamo The Relative Native (Hau Books, 2015), Metafisiche cannibali (ombre corte, 2017), Esiste un mondo a venire? (con Déborah Danowski, Nottetempo, 2017).

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