Catalogo / La città adattiva

La città adattiva
Il grado zero dell’urban design
ISBN 9788822903259
2019, pp. 392
140x215 mm, brossura con bandelle, illustrazioni bn
€ 26,00
€ 22,10 (prezzo online -15%)
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Il libro

«Il grado zero della modernità, quello che oggi gestiamo, non coincide affatto con un periodo di crisi. Siamo al servizio di un mondo drammatico ma vitale e lieto, in crisi ma carico di valori».
Bruno Zevi

I cambiamenti climatici pongono una nuova questione ambientale di interesse planetario, con importanti ricadute su contesti locali sempre più incerti: è una condizione che mette sotto accusa i comportamenti e gli stili di vita di una società fragile, una cultura dell’abitare che si è rivelata fallimentare perché ci ha consegnato territori e città incapaci di adeguarsi al cambiamento in atto.
Il grado zero che questo libro auspica allude alla costruzione di una nuova visione, di una nuova idea di città. L’adaptive urban design interpreta infatti la geografia del rischio come traccia di progetto per traguardare e realizzare un’inedita idea di paesaggio, che ponga al centro degli interventi l’adattabilità, contro ogni rigidità.
È questione «transcalare» e «reticolare» da affrontare nei tessuti, lungo i telai degli spazi aperti e pubblici, sui singoli manufatti, nei margini dove la mutazione è prossima. Ciò che è in discussione è la forma complessiva della città, il sistema dei valori culturali sui quali costruire un’idea condivisa di sviluppo sostenibile.
Attraverso un complesso palinsesto di argomentazioni – sul piano teorico, pratico e applicativo – il libro delinea il profilo della città adattiva, destinata alla prima linea nella lotta «contro» il mutamento del clima – una città che non intende esprimere un linguaggio estetico sulla base di un modello predefinito.
Il volume – che ospita la prefazione di Flemming Rafn Thomsen, architetto danese co-fondatore dello studio Tredje Natur – invita a un nuovo «rinascimento urbano», lontano da qualsiasi forma di predeterminazione formale e in grado di produrre una flessibilità che abiliti il futuro in tutti i suoi possibili scenari, per costruire città a immagine del mondo. Un imperativo necessario, al quale affidiamo il riscatto delle nostre discipline, la vita e il futuro del pianeta.

Alcune pagine
Indice
  • Flemming Rafn ThomsenAn Involving Narrative. Una narrazione coinvolgente

  • La città adattiva. Il grado zero dell’urban design

  • Introduzione. Grado zero

  • Parte prima. La sfida del clima
    • 1. Le città nello scenario del climate change
    • 2. Reazioni possibili

  • Parte seconda. Politiche e piani per la “protezione del clima”
    • 3. Il mondo reagisce
    • 4. Piani e programmi di adattamento

  • Parte terza. Esperienze internazionali di urban design
    • 5. Progetti nei tessuti urbani
    • 6. Progetti di piazze e infrastrutture
    • 7. Progetti di riverfront
    • 8. Progetti di waterfront

  • Parte quarta. Una finestra sull’Italia
    • 9. L’Italia ha un piano?
    • 10. Esperienze locali
    • 11. Appunti per l’adattamento a Pescara

  • Conclusioni. La città adattiva: dove la flessibilità abilita il futuro

  • Valter Fabietti, Postfazione. L’urban design come strumento di mitigazione del rischio

  • Indice dei nomi

L'autore
Michele Manigrasso

Michele Manigrasso, architetto, urbanista e paesaggista, ha insegnato Urbanistica presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti -Pescara, il Dipartimento di Architettura e Design di Genova e l’Università Politecnica delle Marche. Svolge attività di ricerca sulle questioni ambientali in relazione al progetto urbano, con un focus sull’adattamento ai cambiamenti climatici nelle città e nei territori. Visiting professor sui temi della rigenerazione delle città informali presso l’Università di Nairobi in Kenya nel 2018 e presso l’Università di Florianópolis in Brasile nel 2015, dal 2008 collabora con Legambiente Onlus. Ricordiamo, tra le sue recenti pubblicazioni, Vista mare. La trasformazione dei paesaggi costieri italiani (con Edoardo Zanchini, Edizioni Ambiente, 2017). È nel comitato scientifico e svolge attività didattica presso la Scuola Permanente dell’Abitare di Albino (bg) ed è redattore della rivista «ArtApp. Arte | Cultura | Nuovi appetiti». È socio fondatore di Studio [ops!], un atelier con sede a Pescara e Teramo che ha ricevuto importanti riconoscimenti in Italia e all’estero.

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