Catalogo / Tradurre poesia russa

Tradurre poesia russa
Analisi e autoanalisi
ISBN 9788822903693
2019, pp. 384
140x215, brossura
€ 28,00
€ 23,80 (prezzo online -15%)
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Il libro

Con il suo fascino inestricabilmente legato a un tradizionalismo delle forme non venuto meno neanche nel XX secolo, la poesia russa ha costituito (e costituisce) una sfida per traduttori, poeti e poeti traduttori italiani, da sempre posti davanti al dilemma se privilegiare o meno, nella lingua d’arrivo, gli istituti delle forme chiuse. Procedendo per case studies emblematici, che vanno dalle versioni italiane di lirici del primo Ottocento (Aleksandr Puškin e la più che centenaria vicenda degli “Evgenij Onegin italiani”) fino alle traduzioni di poeti secondonovecenteschi (il premio Nobel 1987 Iosif Brodskij e il concettualista moscovita Dmitrij Prigov), in Tradurre poesia russa. Analisi e autoanalisi si esplorano e contestualizzano le dinamiche con cui la tradizione poetica russa è stata ed è accolta nella “tradizione di traduzione poetica” italiana. Chiamando in causa figure quali Ettore Lo Gatto, Giovanni Giudici, Renato Poggioli e Angelo Maria Ripellino (nonché traduttori recenti e, “autoanaliticamente”, sé stesso), l’autore propone contributi e materiali inseribili in una ideale, futura storia della poesia russa tradotta in Italia.

Indice
  • Premessa
  • Avvertenza

  • 1. Alla ricerca di una “zona franca”
  • 2. Metro e non solo: gli “Onegin italiani”
  • 3. Ritardi e improvvise accelerazioni: la vicenda di Afanasij Fet
  • 4. Il fiore del verso russo di Renato Poggioli, visibilissimo traduttore
  • 5. Poeta che traduce poeti: il Lènin “italiano” di Angelo Maria Ripellino
  • 6. “Inquadramento stilistico”: Iosif Brodskij tradotto con echi montaliani?
  • 7. Tradurre la poesia concettualista: il caso di Dmitrij Aleksandrovič Prigov
  • 8. Traduzioni recenti: segnali di ritorno alla forma?

  • In luogo di conclusione

  • Bibliografia delle opere citate
  • Indice dei nomi

L'autore
Alessandro Niero

Alessandro Niero insegna letteratura russa presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna. È autore dei volumi Una “incognita” di Zamjatin: problemi di traduzione (Schena, Fasano [Brindisi] 2001) e L’arte del possibile. Iosif Brodskij poeta-traduttore di Quasimodo, Bassani, Govoni, Fortini, De Libero, Saba (Cafoscarina, Venezia 2008). Per la sua attività di traduttore di poesia russa (si segnalano almeno: Sergej Stratanovskij, Buio diurno, Einaudi, Torino 2009; Afanasij Fet, «Arduo è restituire la bellezza viva...». Liriche, Edizioni Ariele, Milano 2012; Boris Sluckij, «Il sesto cielo» e altre poesie, Passigli, Bagno a Ripoli [Firenze] 2013; Dmitrij Prigov, Oltre la poesia, Marsilio, Venezia 2014) è stato insignito di premi nazionali e internazionali. Cura la serie «Russia Poetica» per l’editore Passigli.

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