Catalogo / Almanacco di Filosofia e Politica 2. Istituzione

Almanacco di Filosofia e Politica 2. Istituzione
Filosofia, politica, storia
A cura di Mattia Di Pierro, Francesco Marchesi, Elia Zaru
ISBN 9788822904379
2020, pp. 304
140x215 mm, brossura
€ 22,00
€ 18,70 (prezzo online -15%)
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Il libro

L’Almanacco di Filosofia e Politica, diretto da Roberto Esposito, intende essere uno spazio aperto per una riflessione sulla politica – sul suo statuto, sulle sue crisi, sulle sue potenzialità – da un punto di vista filosofico. Non si tratta dunque di una ricerca storico-filologica sui concetti politici, né di un’analisi empirica di carattere sociologico o politologico sulla cronaca politica. Ciò che l’Almanacco intende attivare è un’interrogazione rigorosamente filosofica sull’attualità. La domanda di fondo da cui nascono questi saggi riguarda la relazione tra la crisi globale della politica e i punti ciechi del pensiero contemporaneo. Quali paradigmi teorici hanno contribuito a provocare, o hanno reso possibile, tale cedimento? Ma scopo dell’Almanacco è soprattutto quello di elaborare nuove categorie capaci di riaprire un varco in un orizzonte apparentemente chiuso. Che contributo può dare, la filosofia, per avviare una nuova stagione politica?
Questo secondo volume prosegue la ricerca inaugurata nel primo numero, cercando nella categoria di istituzione una via di uscita alla crisi del pensiero dell’immanenza. Anche questa volta, i contenuti sono organizzati in tre sezioni. La prima raccoglie i saggi di alcuni tra i più affermati pensatori contemporanei come Roberto Esposito, Massimo Recalcati, Paolo Napoli, Judith Revel, Miguel Vatter, Ubaldo Fadini e Nadia Urbinati. La seconda si compone invece degli interventi di studiosi più giovani che partecipano, durante l’anno, a un progetto di ricerca collettivo. La terza è infine formata da testi, inediti in italiano, di autori ormai classici – ma particolarmente rilevanti per il tema oggetto del volume –, quali Yan Thomas, Paul Ricœur e Cornelius Castoriadis.

Indice
  • Mattia Di Pierro, Francesco Marchesi, Elia Zaru, Fine della Belle Époque

  • Interventi
  • Roberto Esposito, Institutional turn. Carl Schmitt o Santi Romano?
  • Massimo Recalcati, Il campo istituzionale tra Legge e desiderio: abbozzo per una teoria clinica dell’istituzione
  • Paolo Napoli, L’istituzione e il deposito del senso
  • Judith Revel, Istituzione e storicità: una lettura politica della questione dell’espressione
  • Miguel Vatter, Princìpi e comando. Il potere costituente e il paradosso della democrazia
  • Ubaldo Fadini, Più fantasia «per» l’istituzione. Un tentativo
  • Nadia Urbinati, La miscela instabile di mobilitazione e istituzionalizzazione

  • Monografica
  • Andrea Di Gesu, Parresia, istituzione e comunità. Rileggere Foucault con l’Italian Thought
  • Mattia Di Pierro, «Istituzione politica» e «istituzione democratica» in Claude Lefort
  • Rita Fulco, Levinas: Al di là delle istituzioni, nelle istituzioni
  • Francesco Marchesi, Ordinare la differenza. L’istituzione come sutura e articolazione
  • Andrea Moresco, Il potere costitutente e l’istituzione. Una traiettoria ontologico-politica nel post-operaismo italiano
  • Giuseppe Moro, Crisi e istituzione dell’ordine civile nel De uno di Giambattista Vico
  • Matteo Polleri, Dalla conricerca alle istituzioni autonome. Un cammino operaista
  • Elia Zaru, Il «discorso dell’istituzione» tra moderno e postmoderno. Habermas e Lyotard

  • Archivio
  • Yan Thomas, L’artificio delle istituzioni. A cura di Michele Spanò
  • Paul Ricœur, Il conflitto: segno di contraddizione o di unità? A cura di Matteo Pagan
  • Cornelius Castoriadis, Istituzione prima della società e istituzioni seconde. A cura di Mattia Di Pierro