Vado mutando di personalità, vado arricchendomi della capacità di
creare nuove personalità, nuovi modi di fingere che io comprenda il
mondo, o meglio, di fingere che lo si possa comprendere.
«Ciò che Fernando Pessoa scrive appartiene a due tipi di opere, che
possiamo chiamare ortonime e eteronime. Non è lecito definirle anonime o pseudonime perché invero non lo sono. L’opera pseudonima è
dell’autore in persona, tranne che per il nome che firma; l’eteronima è
dell’autore esterno alla sua persona, è di una individualità completa da
lui costruita, come fossero le battute di qualche personaggio che recita
in un dramma». Questo passo è tratto da un’autopresentazione redatta
da Pessoa nel 1928 in vista della pubblicazione delle sue opere. Nulla è
più utile e rivelatore, dunque, di un libro tematico che riunisce i momenti fondamentali della riflessione sull’eteronimia nelle sue molteplici
varianti. Qui si possono trovare le chiavi di lettura di questo singolare e
intricato processo creativo che consiste nella composizione di opere a
nome di autori fittizi, dotati di personalità e biografie autonome.
È dagli albori del Romanticismo, in effetti, che la questione dell’autore si pone in maniera ossessiva e Pessoa conduce questo processo alla
sua massima estremizzazione. Almeno fino all’anticlimax rappresentato
dagli anni Settanta del Novecento, quando, uno dopo l’altro, Barthes
e Foucault annunciano la morte di questa entità ritenuta immortale,
l’autore, dissolvendola.
Il presente volume raccoglie per la prima volta tutti i frammenti in
prosa che Fernando Pessoa, nell’intera sua opera, ha dedicato all’eteronimia quale procedimento letterario e forma di vita. Nella postfazione
il curatore del volume indaga e contestualizza il fenomeno, mentre un
Elenco degli eteronimi e altri autori fittizi presenta i profili e l’attività dei
«collaboratori» di Pessoa, alcuni dei quali mai rivelati prima.
Di Fernando Pessoa (Lisbona 1888-1935) sono apparsi presso Quodlibet Il ritorno degli dèi. Opere di António Mora (2005), Pagine di estetica. Il gioco delle facoltà critiche in arte e in letteratura (2006) e Teoria dell’eteronimia (2020) e Sul fascismo, la dittatura militare e Salazar (2022).