Catalogo / Di roccia, fuochi e avventure sotterranee

Di roccia, fuochi e avventure sotterranee
A cura di Alessandro Dandini de Sylva
Volume in coedizione con Ghella
ISBN 9788822905949
2021, pp. 44 ogni volume
6 volumi cartonati raccolti in un cofanetto
Testi in italiano e inglese
€ 60,00
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Il libro

IT. Di roccia, fuochi e avventure sotterranee è una raccolta di campagne fotografiche commissionate da Ghella – azienda fondata nel 1894 e specializzata in scavi in sotterraneo per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali – in cantieri in Europa, Estremo Oriente e Oceania.

L’opera, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, è costituita da un cofanetto di sei volumi cartonati bilingue (italiano e inglese). I primi cinque documentano altrettante indagini fotografiche, realizzate nei cantieri di Atene, Oslo, Hanoi, Sydney e Brennero da un diverso fotografo. Il sesto libro raccoglie una selezione di fotografie dall’archivio storico di Ghella.

Ogni volume tratta un cantiere in diversi stati di avanzamento e con diverse tecniche di escavazione combinando documentazione, ritrattistica, natura morta, concettualismo e astrazione.

Il lavoro di Fabio Barile è un’indagine sul tunnel ferroviario che collegherà Oslo a Ski, e giustappone immagini di intricati sistemi naturali e artificiali, come gallerie e componenti di macchine escavatrici, foreste di conifere e scorci di cantiere, formazioni rocciose e nuove urbanizzazioni, in un flusso visivo senza soluzione di continuità.

Le fotografie di Andrea Botto della galleria che unirà Italia e Austria sotto il passo del Brennero si presentano come il resoconto di un’azione performativa: il fuochino, detto anche brillatore di mine, mette in scena una lunga successione di attività preparatorie che culminano con la spettacolare esplosione del fronte di scavo.

Le immagini di Marina Caneve della linea metropolitana che collegherà l’aeroporto di Atene al porto del Pireo, sono ordite in un’intricata foresta di temi riconducibili al rapporto tra città, progettazione contemporanea e memoria storica. Vedute della città e del cantiere si alternano a reperti archeologici, carotaggi e componenti di macchine escavatrici.

La sequenza di Francesco Neri della prima metropolitana sotterranea di Hanoi taglia visivamente la città seguendo la traiettoria della futura linea. Ciò che emerge è una serie di immagini in cui il cantiere, ancora nelle sue fasi iniziali, determina una zona di conflitto e di sfida agli ambienti caotici, imprevisti ed organici di Hanoi.

Le fotografie di Alessandro Imbriaco dei nuovi tunnel che corrono sotto la baia di Sydney evocano atmosfere riconducibili all’esplorazione spaziale: immagini dettagliate delle talpe meccaniche (TBM) si alternano a complessi sistemi di segni e simboli che, dipinti con vernici colorate sulle pareti delle gallerie, appaiono come pitture rupestri in un ambiente alieno.

La selezione di fotografie dall’archivio storico di Ghella, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, documenta l’attività dell’azienda dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Di eccezionale spettacolarità appaiono le foto degli scavi per la Transiberiana del 1898, quelle dei lavori per il Beacon Hill Tunnel a Hong Kong del 1908 o ancora quelle dei lavori per la metropolitana di Roma del 1938, fino all’impianto idroelettrico di Fundres in Alto Adige del 1951.

L’opera propone una nuova e preziosa contaminazione tra fotografia artistica e documentazione di grandi progetti di ingegneria. L’elevata qualità tipografica dei volumi restituisce la ricchezza di dettagli delle immagini dei fotografi coinvolti e la loro straordinaria capacità espressiva.


EN. Di roccia, fuochi e avventure sotterranee is a collection of photographic campaigns commissioned on construction sites in Europe, the Far East and Oceania by Ghella – a company founded in 1894 and specialized in underground excavations for the realization of major infrastructure projects.

The work, curated by Alessandro Dandini de Sylva is composed of a box set of six bilingual (Italian and English) hardback volumes. The first five volumes document as many photographic investigations carried out, each one by a different photographer, on the worksites of Athens, Oslo, Hanoi, Sydney and the Brenner. The sixth book gathers a selection of photographs from the historical archive of Ghella.

Each volume deals a specific type of construction site at its different stages of progress and diverse excavation techniques, combining documentation, portraiture, still life, conceptualism and abstraction.

The work of Fabio Barile is an investigation of the railway tunnel which will connect Oslo to Ski. It juxtaposes images of intricated natural and artificial systems such as galleries and excavating machines components, Coniferous forests, glimpses of the worksite, rock formations and new urbanizations all in a visual flow without interruption.

The photographs of Andrea Botto of the tunnel that will unite Italy to Austria, beneath the Brenner Pass, present themselves as the summary of a performative action: the certified miner, the person authorized to handle the explosive, puts into scene a long succession of preparatory activities which culminate with the spectacular explosion of the excavation face.

The images taken by Marina Caneve of the metropolitan line which will link Athens Airport to the Piraeus harbor are structured in an intrinsic forest of themes related to the relationship between a city, contemporary design and historical memory. There is an alternation between views of the city and of the construction site to views of archeological relics, core drill and components coming from excavating machines.

The sequence from Francesco Neri of the first ever underground metro in Hanoi visually cuts the city following the trajectory of the future line. What emerges is a series of images where the construction site, still at its initial phase, determines the areas of conflict and challenge towards the, unexpected and organic, chaotic environments of Hanoi.

The photos of Alessandro Imbriaco of the new tunnels that run under the Sydney Bay recall atmospheres which are attributable to the exploration of space: detailed images of the mechanical moles (TBM) alternate to complex systems of signs and symbols which, painted with colored varnishes, on the walls of the tunnels, appear as cave paintings in an alien environment.

The selection of photos from Ghella’s historical archive, curated by Alessandro Dandini de Sylva, document the company’s activity from the end of the nineteenth century until the fifties of last century. Of exceptional spectacularity are the photos which depict the excavations for the Trans-Siberian of 1898, of the works for Beacon Hill Tunnel in Hong Kong belonging to the year 1908 but also those of the works for the metro in Rome of 1939 up to the hydroelectric facility of Fundres in South Tyrol in 1951.

The work proposes a new and precious contamination between artistic photography and the documentation of large engineering projects. The high typographic quality of the volumes returns the richness of details of the images taken by the involved photographers and their extraordinary expressive capacity.

Alcune pagine
Fabio Barile

IT. Fabio Barile (Barletta, 1980) studia fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Nel 2007 è selezionato fra i finalisti di Atlante Italiano 007 e le sue immagini sono esposte al MAXXI di Roma. La sua prima personale, Diary n°0 – Things that do not Happen, è selezionata nel circuito di Fotografia Festival Internazionale di Roma del 2009. Nello stesso anno, espone il progetto Among al Foto Festival di Atene e al Centre d’Art Dominique Lang in Lussemburgo. Nel 2010 entra a far parte dell’archivio fotografico Documentary Platform, A Visual Archive. Nel 2012 il progetto Soli Finti è selezionato per il Dummy Award del Photobook Festival ed esposto a Le Bal di Parigi. Nel 2015, il suo lavoro Homage to James Hutton è esposto al MACRO di Roma. Tra il 2017 e il 2019 espone An investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land alla galleria Matèria e all’ICCD di Roma, in dialogo con l’archivio fotografico dell’istituto, al Centro per le Arti Visive Pescheria di Pesaro e a Les Rencontres de la photographie d’Arles. Nel 2020, FOAM Magazine pubblica un’anteprima dal suo ultimo lavoro Works for a cosmic feeling. Sue opere sono presenti nelle collezioni della Fondazione MAST di Bologna e dell’ICCD di Roma.

EN. Fabio Barile (Barletta, 1980) studies photography at the Fondazione Studio Marangoni in Florence. In 2007 he is selected amongst the finalists of Atlante Italiano 007 and his images are exhibited at the MAXXI in Rome. His first solo show, Diary n°0 – Things that do not Happen, is selected in the circuit of the Fotografia Festival Internazionale of Rome in 2009. That same year he exhibits the project Among at the Foto Festival of Atene and at the Centre d’Art Dominique Lang in Luxemburg. In 2010 he becomes part of the photographic archive Documentary Platform, A Visual Archive. In 2012 the project Soli Finti is selected for the Dummy Award of the Photobook Festival and exposed at Le Bal in Paris. In 2015 his work Homage to James Hutton is exhibited at the MACRO in Rome. Between 2017 and 2019 he exhibits An investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land at the Matèria Gallery and at the all’ICCD of Roma, in dialogue with the photographic archive of the institute, at the Centro per le Arti Visive Pescheria of Pesaro and at Les Rencontres de la photographi e in Arles. In 2020 FOAM Magazine published a preview of his last work Works for a cosmic feeling. His works are to be found in the collections of the MAST Foundation in Bologna and the ICCD in Rome.

Andrea Botto

IT. Andrea Botto (Rapallo, 1973) ha esposto i suoi lavori in musei nazionali e internazionali, tra cui la Bundeskusthalle di Bonn (2005), il Fotomuseum Winterthur (2005), lo Stiftung Kultur a Colonia (2006), il MAXXI di Roma (2007 e 2016), la Fundacion Canal Isabel II a Madrid (2007), il MoCA di Shanghai (2010), il Benaki Museum di Atene (2015), Kolkata Centre for Creativity (2019). Parallelamente all’attività fotografica, tiene abitualmente lezioni e workshop in diverse istituzioni e cura numerose iniziative culturali legate alla fotografia. Dal 2006 al 2011 è stato direttore artistico della rassegna Rapallo Fotografia Contemporanea. Ha insegnato allo IED di Torino e al Master di Alta Formazione sull’Immagine Contemporanea della Fondazione Fotografia di Modena. È tra i membri fondatori del collettivo artistico Fotoromanzo Italiano. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private. Tra le sue monografie: 19.06_26.08.1945 (Danilo Montanari, 2014), terzo premio al Fotobookfestival Kassel Dummy Award e finalista al Paris Photo-Aperture First Book Award, KA-BOOM The Explosion of Landscape (Èditions Bessard, 2017), finalista al Photobook Award dei Rencontres d’Arles, Reviviscenza. Un ponte su Genova (Rizzoli, 2020).

EN. Andrea Botto (Rapallo, 1973) has exhibited his works in national and international museums among which the Bundeskusthalle in Bonn (2005), the Fotomuseum Winterthur (2005), the Stiftung Kultur in Colonia (2006), the MAXXI in Roma (2007 e 2016), the Fundacion Canal Isabel II in Madrid (2007), the MoCA in Shanghai (2010), the Benaki Museum in Athens (2015), Kolkata Centre for Creativity (2019). In parallel to photography he hosts daily lectures and workshops in diverse institutions and handles numerous cultural initiatives which are linked to photography. From 2006 to 2011 he has been the artistic director of the event Rapallo Fotografia Contemporanea. He had lectured at the IED in Turin and at the Master in High Education on Contemporary Image of the Fondazione Fotografia in Modena. He is part of the founding members of the artistic collective Fotoromanzo Italiano. His works are preserved in private and public collections. Among his monographs: 19.06_26.08.1945 (Danilo Montanari, 2014), third prize at the Fotobookfestival Kassel Dummy Award and finalist at the Paris Photo-Aperture First Book Award, KA-BOOM The Explosion of Landscape (Èditions Bessard, 2017), finalist at the Photobook Award of the Rencontres in Arles, Reviviscenza. Un ponte su Genova (Rizzoli, 2020).

Marina Caneve

IT. Marina Caneve (1988) si occupa di ricerche visive e nel suo lavoro sperimenta l’utilizzo della fotografia come strumento di osservazione autonomo all’interno di ricerche interdisciplinari.
Caneve si interessa maggiormente di complessità, conoscenza, catastrofi, equilibrio e vulnerabilità. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni nazionali ed internazionali e ha realizzato campagne fotografiche e progetti di ricerca per istituzioni quali MUFOCO, MiBACT, ICCD, Museo Nazionale della Montagna, oltre che per clienti privati. Combina la pratica artistica con la docenza (Master Iuav in Photography e Spazio Labò).
Con il progetto Are they Rocks or Clouds? ha vinto numerosi premi tra cui il Premio Giovane Fotografia Italiana a Fotografia Europea Reggio Emilia, il Photobook Dummy Award a Cortona On The Move, il Premio Bastianelli ed è nominata per il Prix du livre des Rencontres d’Arles 2020. Nel 2020 è tra gli artisti selezionati da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, per il programma internazionale Futures Photography e entra a far parte dell’agenzia MAPS.
Tra le pubblicazioni principali Are they Rocks or Clouds? (Fw:Books), Di roccia, fuochi e avventure sotterranee (Quodlibet), The Shape of Water Vanishes in Water (A+Mbookstore edizioni).
È cofondatrice di CALAMITA/À, una piattaforma interdisciplinare di ricerche sul tema della catastrofe con un focus sul Vajont (2013-ongoing) per cui ha curato numerose mostre e The Walking Mountain (CALAMITA/À).

EN. Marina Caneve (1988) deals with visual research and in her work she experiments with the use of photography as an autonomous observation tool within interdisciplinary research. Caneve is mostly interested in complexity, knowledge, catastrophes, balance, and vulnerability. Her work has been exhibited in national and international institutions, and she has carried out photographic campaigns and research projects for institutions such as MUFOCO, MiBACT, ICCD, National Mountain Museum, as well as for private clients. She combines her artistic practice with teaching (IUAV MA in Photography and Spazio Labò).
With the project “Are they Rocks or Clouds?” she has won numerous awards, including the Young Italian Photography Award at Fotografia Europea Reggio Emilia, the Photobook Dummy Award at Cortona On The Move, the Bastianelli Award, and she was nominated for the Prix du livre des Rencontres d’Arles 2020.
In 2020 she was nominated by CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia for the international program Futures Photography and became a member of the MAPS agency.
Her major publications include Are they Rocks or Clouds? (Fw:Books), Di roccia, fuochi e avventure sotterranee (Quodlibet), The Shape of Water Vanishes in Water (A+Mbookstore edizioni). She is co-founder of CALAMITA/À, an interdisciplinary platform with a focus on catastrophes and especially the Vajont (2013-ongoing), for which she curated various exhibitions and The Walking Mountain (CALAMITA/À).

Alessandro Imbriaco

IT. Alessandro Imbriaco (Salerno, 1980), dal 2007 al 2011 lavora a un progetto sull’abitare a Roma, TAZ, raccontando campi rom, occupazioni abitative e periferie urbane. Dal 2011 al 2016 con Tommaso Bonaventura e Fabio Severo lavora al progetto Corpi di Reato, un’archeologia visiva dei fenomeni mafiosi nell’Italia contemporanea. Nel 2014 e nel 2016 partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2017 idea Forza Maggiore, un progetto collettivo e multidisciplinare sulla ricostruzione post-sisma. Nel 2019 cura il progetto Archivio Bellosguardo, un esperimento per la costituzione di un archivio fotografico e di un sistema di residenze in Cilento. Dal 2019 collabora con l’ICCD curando l’ideazione e lo sviluppo del portale #scenedaunpatrimonio. Dal 2014 è docente all’Istituto Europeo di Design. Tra i riconoscimenti ricevuti: Premio Atlante Italiano – MAXXI, Premio Canon, World Press Photo, Foam Talent, Premio Ponchielli, European Publishers Award for Photography. I suoi lavori sono conservati dall’archivio della Biennale di Venezia, dal Museo Riso di Palermo, dal MUFOCO di Cinisello Balsamo, dal MAXXI e dall’ICCD di Roma. I suoi libri sono stati pubblicati in Italia, Inghilterra, Francia e Germania da editori come Electa, Dewi Lewis, Actes Sud e Kehrer Verlag.

EN. Alessandro Imbriaco (Salerno, 1980) from 2007 until 2011 has worked on a project on living in Rome, TAZ, depicting gypsy camps, housing occupations and urban suburbs. From 2011 to 2016 with Tommaso Bonaventura and Fabio Severo he works at the project Corpi di Reato, a visual archeology on the phenomena of mafia in the contemporary Italy. In 2014 and 2016 he takes part at the Biennale di Architettura in Venice. In 2017 the idea of Forza Maggiore, a collective and multidisciplinary project on the post-earthquake reconstruction. In 2019 he curated the project Archivio Bellosguardo, an experiment for the construction of a photographic archive and of a system of residences in Cilento. From 2019 he collaborates with ICCD curating the ideation and development of the portal #scenedaunpatrimonio. Since 2014 he is a lecturer at the IED (European Institue of Design). Among the awards received: Premio Atlante Italiano – MAXXI, Premio Canon, World Press Photo, Foam Talent, Premio Ponchielli, European Publishers Award for Photography. His works are stored from the archive of the Biennale di Venezia, Museo Riso in Palermo, MUFOCO in Cinisello Balsamo, MAXXI and from the ICCD in Rome. His books have been published in Italy, UK, France, Germany from editors such as Electa, Dewi Lewis, Actes Sud and Kehrer Verlag.

Francesco Neri

IT. Francesco Neri (Faenza, 1982). Dopo aver collaborato con la sede di Parigi di Magnum Photos studia fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna con Guido Guidi. La sua ricerca fotografica sul ritratto e il paesaggio sociale si è sviluppata nel corso degli ultimi quindici anni. Il suo lavoro è incluso in varie collezioni tra cui: Museo Reina Sofia (Spagna), SK Stiftung Kultur Museum (Germania), Fondation A Stichting (Belgio), Linea di Confine (Italia), Biennale di Architettura di Venezia (Italia), Fondazione Ermanno Casoli (Italia), Agarttha Arte Piemonte (Italia), Collezione Graziadei (Italia), Museo MAXXI (Italia). Tra il 2013 e il 2018 è visiting lecturer presso il Bard College Annandale on Hudson (New York), l’Academy of Visual Art Leipzig (Germania) e il London College of Communication (Regno Unito). Nel 2018 riceve l’August Sander Award per la fotografia di ritratto dallo SK Stiftung Kultur Museum di Colonia. È membro e tutor per la facoltà “AA - Architectural Association, School of Architecture” a Londra e insegna fotografia presso l’Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria di Faenza.

EN. Francesco Neri (Faenza, 1982) After having collaborate with the Paris location of the Magnum Photos he studies photography at the Accademia delle Belle Arti in Ravenna with Guido Guidi. His photographic research on portrait and the social landscape has developed over the past 15 years. His work is included in diverse collections such as: Museo Reina Sofia (Spain), SK Stiftung Kultur Museum (Germany), Fondation A Stichting (Belgium), Linea di Confine (Italy), Biennale di Architettura di Venezia (Italy), Fondazione Ermanno Casoli (Italy), Agarttha Arte Piemonte (Italy), Collezione Graziadei (Italy), MAXXI museum (Italy). Between 2013 and 2018 he is the visiting lecturer at the Bard College Annandale on Hudson (New York), the Academy of Visual Art Leipzig (Germany) and the London College of Communication (UK). In 2018 he receives the August Sander Award for portrait photography from the SK Stiftung Kultur Museum in Colonia. He is member and tutor for the faculty “AA - Architectural Association, School of Architecture” in London and he teaches photography at the Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria in Faenza.

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