Catalogo / Anticamente moderni

Anticamente moderni
Palazzi rinascimentali di Lombardia in età sforzesca
ISBN 9788822911636
2021, pp. 656
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Il volume prende in esame i palazzi privati nel ducato di Milano in epoca sforzesca, progettati e costruiti nel periodo dalla presa di potere di Ludovico il Moro nel 1480, fino a tutto il primo quarto del secolo successivo. Ne deriva un catalogo degli esemplari essenziali a comprendere lo sviluppo della tipologia e l’affermarsi di un modello abitativo nuovo in grado di includere, tra le sue funzioni, anche quella di rappresentare, fissandolo in una fabbrica, il ruolo sociale, politico e culturale del committente.
Ai singoli palazzi, che possiamo riconoscere – secondo la celebre espressione di Pietro Aretino – come «modernamente antichi e anticamente moderni», sono dedicati ampi capitoli, che li analizzano da più prospettive e conducono a individuare una linea innovativa nell’arte lombarda, non solo attraverso esempi milanesi, ma anche con verifiche puntuali a Pavia, Piacenza, Lodi, Cremona, Crema e Vigevano, in parallelo con quanto avviene a Firenze o a Venezia, a Mantova o a Ferrara e infine, in date appena successive, a Roma.
Attraverso l’analisi del generale avanzamento della cultura architettonica nel suo complesso e delle interconnessioni tra cantieri, artefici e invenzioni linguistiche, il ventaglio delle architetture considerate si amplia notevolmente e arriva a includere alcuni cruciali edifici religiosi e, successivamente, diversi palazzi romani, dove la discesa dei “lombardi” – dall’urbinate Bramante, ormai integrato nei circoli culturali milanesi, a Bramantino e Cristoforo Solari – ha aperto la strada a scambi decisivi e criticamente ineludibili.
In questo modo, Roberta Martinis delinea una storia dell’architettura lombarda di quei quarant’anni che hanno cambiato per sempre il linguaggio architettonico padano, trasformando in senso moderno una prassi progettuale sospesa tra il perdurare del gusto gotico e una crescente moda antiquaria.

Indice
  • Premessa
  • Abbreviazioni

  • I. «Edifiti di Bramante» a Milano
    • 1. Protagonisti e comprimari nelle case dei gentiluomini milanesi
      • Una “Camera dell’Oro” in casa di Gian Giacomo Trivulzio
      • Il cantiere di San Satiro, un “flesso” temporale
      • Stanze per Gaspare Ambrogio Visconti
    • 2. Rimozioni e cartine di tornasole: il palazzo di Filippo Eustachi a Porta Vercellina
      • L’equivoco storiografico, scambi, doni e architetture in competizione
      • Architettura, forme, autori
    • 3. Bergonzio Botta o del fasto opportuno
      • Inventario di spazi e libri
      • Due cortili per Bergonzio
      • Cortigiani intendenti
    • 4. La lista di Leonardo da Vinci
      • La casa di Ambrogio da Rosate, già del duca di Urbino
      • Bramante, da Urbino a Milano

  • II. Lombardi in panni curiali: Piacenza, Lodi e Pavia
    • 1. Il palazzo di Manfredo Landi a Piacenza: novità in provincia
      • Attori e comparse, da fuori a dentro
      • Una porta trionfale
      • Facciate con figure
      • Agostino de Fondulis, tra Padova e Milano
      • Un invaso colmo di varietas
    • 2. Palazzo Mozzanica a Lodi
      • Un «uccello de gran pasto»
      • Interno lodigiano
      • Fregi al metro e portali seriali
      • Gusti di città, gusti di provincia: Battagio e De Fondulis tra Lodi e Crema
    • 3. Pavia, «regal stantia»
      • A tale of two cities: Pavia e Vigevano
      • Una piazza per il magnate Manfredino Beccaria
      • «Sic necesse est»: l’insula dei Bottigella
      • Ancora tra i Bottigella: il palazzo di Giovanni Francesco

  • III. A Cremona: abitare all’antica tra Venezia e Milano
    • 1. Una città in dote
    • 2. «Historie, fabule et ciance» nel palazzo di Benedetto Fodri
      • Documenti antichi e moderni
      • Comporre parti in assenza di concinnitas
      • Due cupole per un atrio
      • Architectura picta
    • 3. La res aedificatoria di Eliseo Raimondi, tra Cremona e Venezia
      • Eliseo e Tommaso Raimondi: devozioni, mausolei, dipinti
      • Il palazzo di Eliseo
      • Un interno libero e gustoso
      • Una facciata per la città
      • Esecutori, architetti, intendenti

  • IV. Eredità ricevute e disperse
    • Crisi, nostalgie, avanguardie
    • Anacronismi, tra Francesco Fontana e Cristoforo Pallavicini
    • Tempi e prospettive
    • A Roma, da Roma

  • Apparati
    • Elenco delle illustrazioni
    • Indice dei nomi
L'autore
Roberta Martinis

Roberta Martinis, storica dell’architettura, è docente ricercatore presso il Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design della supsi (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana). I suoi libri sono: L’architettura contesa. Federico da Montefeltro, Lorenzo de Medici, gli Sforza e palazzo Salvatico a Milano, Bruno Mondadori, Milano 2008;“Questo libro fu d’Andrea Palladio”: il codice Destailleur B dell’Ermitage, con O. Lanzarini, L’Erma di Bretschneider, Roma 2014; Carlo Scarpa. Casa Zentner a Zurigo: una villa italiana in Svizzera, con G. Jean e D. Fornari, Electa, Milano 2020; Carlo Scarpa. La casa sul Canal Grande, con F. Magnani e T. Pelzel, Electa, Milano 2020.

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