Catalogo / Cimarrón

Cimarrón
Biografia di uno schiavo fuggiasco
A cura di Elena Zapponi
Presentazione di Italo Calvino
ISBN 9788822921536
2024, pp. 240
135x210, brossura con bandelle
€ 18,00
€ 17,10 (prezzo online -5%)
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Il libro

«La verità è che io non mi fido neppure dello Spirito Santo. Per questo, da cimarrón non volevo avere a che fare con nessuno. Non facevo che ascoltare gli uccelli e gli alberi, e mangiare. Mi ricordo che avevo barba e capelli così lunghi che il cibo mi si impiastrava dentro. Ero una cosa da mettere spavento. Quando scesi al villaggio, un vecchio chiamato Tá Migué mi tosò con una grande forbice. Mi diede una tal tosata che sembravo un cavallo di razza. Avevo un freddo tremendo. Dopo quel giorno cominciarono a ricrescermi i capelli. I negri hanno questa caratteristica. Non ho mai visto un negro calvo. Neppure uno. La calvizie la portarono a Cuba gli spagnoli.»

Dal Cimarrón

«Un documento unico, uno di quei rari casi in cui il materiale etnografico e sociologico assume spontaneamente, per la sua forza interna, un valore poetico e letterario.»

Italo Calvino

Esteban Montejo è un cimarrón, un ex schiavo fuggiasco che per diversi anni, fino all’abolizione della schiavitù a Cuba, ha vissuto in clandestinità nascosto tra le montagne. Quando lo scrittore ed etnologo Miguel Barnet lo conosce, nel 1963, Esteban ha centoquattro anni. È un uomo acuto, caparbio e orgoglioso, dai ricordi estremamente vividi. Questo libro nasce da mesi di registrazioni su nastro delle conversazioni che i due ebbero alla Casa del Veterano dell’Avana: un documento unico che ci consegna un punto di vista indigeno sulla schiavitù e sulla storia cubana, fino alla guerra d’indipendenza dalla Spagna e agli anni del protettorato statunitense.
Barnet restituisce intatto l’espressivo linguaggio del cimarrón, componendo un romanzo testimoniale di profonda poesia e, al contempo, un resoconto etnografico di eccezionale valore. Le parole di Montejo ci conducono nel cuore dell’ingenio, la piantagione di zucchero dove lo schiavo, privato del diritto al proprio corpo, è tenuto in una condizione di «ferita permanente». Ma nelle sue parole si dispiegano anche le forme del sapere e il regime di esistenza del cimarronaje, fondati sulla riappropriazione della corporeità, sull’ascolto del mondo vegetale e animale, su ecologie native in cui non si dà contrapposizione tra umano e non umano.

Indice
  • Presentazione, di Italo Calvino
  • Cimarrón. Biografia di uno schiavo fuggiasco
  • Introduzione
  • La schiavitù
    • Primi ricordi
    • La vita nei barracones
  • La vita nel monte
  • L’abolizione della schiavitù
    • La vita negli zuccherifici
  • La guerra d’indipendenza
    • La vita durante la guerra
  • Glossario
  • Per arrivare a Esteban Montejo: i cammini del Cimarrón, di Miguel Barnet
  • «La calvizie la portarono a Cuba gli spagnoli» o della pratica di cittadinanza del cimarronaje, di Elena Zapponi
L'autore
Miguel Barnet

Etnologo, poeta e romanziere, Miguel Barnet è nato a L’Avana nel 1940. Ha ottenuto riconoscimenti a livello mondiale con il suo romanzo testimoniale Biografía de un cimarrón (1966, 1a ed. it. Einaudi 1968). Nel 1994 è stato insignito del Premio Nacional de Literatura de Cuba ed è attualmente presidente della Fundación Fernando Ortiz. Si è occupato della storia e della cultura di Cuba in diverse altre opere: tra di esse i volumi di saggi La fuente viva (1998, ed. it. Sapienza Università Editrice 2016), Autógrafos cubanos (1990), Cultos Afrocubanos (1995), e i romanzi Canción de Rachel (1970, 1a ed. it. Einaudi 1972), Gallego (1981), La vida real (1986, 1a ed. it. Petrilli 1997), Oficio de Ángel (1989).

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