Catalogo / I cani del Sinai

I cani del Sinai

Con una Nota 1978 per Jean-Marie Straub

In appendice Lettera agli ebrei italiani

A cura del Centro Studi Franco Fortini

ISBN 9788874620005
2002, pp. 104
120x180 mm, brossura con bandelle
€ 12,00
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Il libro

«Se tu non vuoi più credere alla verità, nessuno vorrà più credere a te”. Con la citazione di queste parole che Zelman Lewental scrisse nell’agosto del 1944 ad Auschwitz prima di essere ucciso dai nazisti, si chiude I cani del Sinai, uno dei libri più intensi di Franco Fortini. Libro che sfugge ad ogni definizione, attraversa e supera ogni genere: pamphlet e autobiografia, racconto e saggio; prosa tesissima e lapidaria, scandita in brevi paragrafi, ma obbediente ad una metrica autonoma e rigorosa come in una poesia. Scritto “a muscoli tesi, con rabbia estrema” nell’estate del ’67 a ridosso della “guerra dei sei giorni”, I cani del Sinai è un libro contro: contro “quanti amano correre in soccorso ai vincitori”, contro “il diffuso e razzistico disprezzo antiarabo”, contro “l'esaltazione della civiltà e della tecnica 'moderne' incarnate in Israele”; ma è anche e soprattutto il luogo in cui Fortini volle “chiarire a se stesso la storia di un combattuto rapporto con le proprie origini”. E forse proprio da questa doppia lettura di presente e passato, dalla volontà ostinata di tenere insieme l'interpretazione di sé e della storia (di sé nella storia) e dalla speranza di “disegnare il futuro […] segnando a dito, con esattezza, le fosse di quel che non c’è, le lacune del reale”, nasce la forza, non intaccata dal tempo, di queste pagine, da cui Jean-Marie Straub e Danièle Huillet trassero un film a sua volta memorabile.

Indice
  • I cani del Sinai
  • Una nota 1978 per Jean-Marie Straub
  • Appendice: Lettera agli ebrei italiani (1989)
  • Nota al testo
L'autore
Franco Fortini

Nato a Firenze nel 1917, Fortini ha vissuto in quella città gli anni giovanili, entrando in contatto sia con i protagonisti della stagione dell'Ermetismo, sia con gli intellettuali che prima della guerra hanno fatto la storia della cultura italiana, da Montale a Noventa e Vittorini.
Dopo aver partecipato alla Resistenza in Valdossola diventa redattore del «Politecnico», dal 1948 al 1953 lavora alla Olivetti, per la quale continua a collaborare come copywriter fino agli anni '60; scrive per riviste e quotidiani, tra cui «Officina», «Quaderni rossi», «il manifesto" e il «Corriere della Sera». Nel 1985 gli è stato conferito il Premio Montale - Guggenheim per la poesia. È morto a Milano nel novembre '94. La produzione di Fortini comprende la saggistica, la poesia, la narrativa, sceneggiature, traduzioni in versi ed in prosa dal francese e dal tedesco.
Tra i suoi titoli principali, per la poesia: Foglio di via, Poesia e errore, Composita solvantur. Per la narrativa e la diaristica: Asia Maggiore,I cani del Sinai; per la saggistica, Dieci inverni, Verifica dei poteri, L'ospite ingrato, Extrema ratio. Ha tradotto Flaubert, Eluard, Doblin, Gide, Brecht, Proust, Goethe, Einstein, Queneau, Kafka.

Pubblicazioni dell'autore
Franco Fortini

Dieci inverni. 1947-1957

euro 20,40
Franco Fortini

Foglio di via e altri versi

euro 22,10
Franco Fortini

Lezioni sulla traduzione

€ 16,00
Franco Fortini

Un giorno o l'altro

euro 29,75
Franco Fortini

Disegni Incisioni Dipinti

euro 21,93
Volumi della stessa collana