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Gli ammutoliti
Lettere 1900-1914

A cura e con un saggio di Clio Pizzingrilli

ISBN 9788874620012
2006, pp. 240
145x210
€ 16,50
€ 14,02 (prezzo online -15%)
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Il libro

Georg Trakl (Salisburgo 1887-Cracovia 1914) vide pubblicata nella sua breve e tormentatissima esistenza, a parte i contributi apparsi su rivista, solo una raccolta di poesie: Gedichte (Poesie), del 1913; una seconda, Sebastian im Traum (Sebastian in sogno), era in preparazione quando egli morì, pare suicida per overdose di cocaina, dopo che – sconvolto dagli orrori della battaglia di Grodeck – era stato internato nell’ospedale psichiatrico di Cracovia. Editore dei due volumi (il secondo uscì nel 1915) era Kurt Wolff: quello di Kokoschka, Walser, del Fuochista e La condanna di Kafka, di Karl Kraus, del Golem di Meyrink, di Cervelli di Benn. La collana recava il nome «Il giorno del giudizio» e durò praticamente quanto la Prima Guerra Mondiale.
L’epistolario, che costituisce la più cospicua produzione in prosa del poeta salisburghese, in italiano non era ancora stato tradotto. Eppure non c’è discontinuità tra il tenore di questi testi e la voce poetica che già all’epoca trovava ascolto e sostegno in figure come Adolf Loos, Karl Kraus, Ludwig von Ficker, Ludwig Wittgenstein («Non le capisco [le poesie di Trakl]. Ma il loro tono mi rende felice»). Questa voce, a cui Heidegger, negli anni ’50, dedicherà un’intensa e celebre conferenza, è la stessa che, nelle lettere, rimbalza fra un interlocutore e l’altro, conservando la propria unicità finanche quando è sgranata in un biglietto di auguri, una cartolina, o una comunicazione di servizio. Non solo, dunque, questo epistolario ci fornisce squarci preziosi su un’epoca e su una biografia: esso, nel suo insieme, ci fa avvertire quel tono di cui parla Wittgenstein come dall’interno della cassa di risonanza; un tono che qui sembra emergere dalla confusione stessa delle lingue, con le due lettere di attacco scritte in volapuk, ibrido linguistico artificiale ormai estinto, a firma di tale Chën Lin e provenienti da Amoy in Cina.
A proposito di Sebastian in Traum, Rilke afferma che perfino chi percepisca la poesia di Trakl assai vicina alla propria natura non può che compierne un’osservazione esterna, come col viso «schiacciato sul vetro». Questo epistolario, unitamente alla ricostruzione cronologica e commentata della vita di Trakl che conclude il volume, ci dà quantomeno l’illusione di avventurarci per un tratto in quello spazio inaccessibile.

L'autore
Georg Trakl

Georg Trakl (Salisburgo 1887 - Cracovia 1914). Una vita breve e tormentatissima in cui vide pubblicata solo una raccolta di poesie: Gedichte (Poesie), 1913. Una seconda, Sebastian im Traum (Sebastian in sogno), era in preparazione quando morì quasi ventottenne, suicida, per overdose di cocaina, dopo che - sconvolto dagli orrori e dalla sofferenza a cui assisteva nell’unità ospedaliera da campo a Grodeck - venne internato in un ospedale militare di Cracovia. L’epistolario, costituisce la più cospicua produzione in prosa del poeta.

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