Catalogo / I nomi indistinti

I nomi indistinti
A cura e con un'introduzione di Barbara Chitussi
ISBN 9788874620067
2003, pp. 132
160x225 mm, brossura con bandelle
€ 15,00
€ 14,25 (prezzo online -5%)
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Il libro

Non è forse un caso che oggi alcuni dei maggiori filosofi politici siano eredi di Lacan. Tra loro Jean-Claude Milner, forse il più originale tra i pensatori francesi della generazione di Badiou e Nancy.
I nomi indistinti è il suo libro decisivo. Un breve, denso trattato scritto nello stile più personale intorno a un'unica domanda: è ancora possibile un gesto linguistico e politico all'altezza di quel che Lacan chiamava il Reale?
Filosofi, matematici, logici e poeti hanno sempre sognato una lingua pura e chiaramente distintiva; ogni società, d'altra parte, si è organizzata intorno a segni persistenti e visibili a tutti, da cui ha tratto ragione e legittimità. I nomi di Lavoro, Storia, Razza hanno di volta in volta richiesto e assecondato i sistemi di potere.
Se le pretese linguistiche hanno conseguenze tangibili, Milner appresta un dispositivo capace di smascherarle e contrastarne gli effetti. Contro il fallimento e la rassegnazione, egli rivendica la stessa precarietà dei nomi e delle azioni: "non un istituzione, dunque, né una libertà formale, né una patria, ma l'eventualità del loro annientamento".

Indice
  • Introduzione di Barbara Chitussi
  • 1. R, S, I
  • 2. Gli Stessi e gli Altri
  • 3. Gli Uno
  • 4. La lingua
  • 5. Omonimia e Sinonimia
  • 6. Dell’orrore del legame
  • 7. Le Parole-dominanti
  • 8. La visione politica del mondo
  • 9. La Libertà
  • 10. I Raggruppamenti
  • 11. Le classi paradossali
  • 12. La canaglieria
  • 13. La stupidità
  • 14. Una generazione che ha dissipato se stessa
  • Nota
L'autore
Jean-Claude Milner

Jean-Claude Milner, professore all'Université Paris-VII e Presidente del Collège interntional de philosophie, è stato allievo di Althusser e a lungo vicino a Chomsky. Continuatore originale del pensiero di Lacan, viene considerato uno dei più importanti filosofi francesi di questi anni. Alle sue opere di teoria del linguaggio si affiancano i molti lavori in cui ha saputo sviluppare una nuova, personale visione politica. Tra i suoi libri ricordiamo: De la sintaxe à l'interpretation (Seul, 1978); L'Amour de la langue (Seul, 1978, tr. it. Spirali, 1980), Ordres et Raison de la langue (Seul, 1982), Introduction a une science du langage (Seul, 1989); Constat (Verdier, 1992); Archeologie d'un échec (Seul, 1993); Le triple du plasir (Seul, 1997); Le pas philosofique de Roland Barthes (Verdier, 2003).

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