Catalogo / Storia e dissoluzione

Storia e dissoluzione
L'eredita' di Hegel e Marx nella riflessione contemporanea
A cura e con un saggio di Tito Perlini
ISBN 9788874620074
2003, pp. LXXXI-350
165x240
€ 25,00
€ 21,25 (prezzo online -15%)
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Il libro

Gli scritti di Luciano Amodio qui presentati ricoprono un arco temporale che va dagli ultimi anni ’50 alle soglie del 2000. Il volume, che realizza un progetto già concepito dall’autore poco prima della sua scomparsa, è suddiviso in due parti: la prima, Filosofia della storia e marxismo, comprende articoli e saggi dal 1957 al 1986; al centro vi è l’interesse per Marx, per le sue fonti e i suoi continuatori o seguaci, e l’analisi è ancora tutta interna all’orizzonte marxista dei decenni in questione. La seconda parte, Nuove riflessioni, va dal 1983 al 1998; in essa emergono nuovi interessi, pur nel mantenimento di una fondamentale coerenza, e non mancano sviluppi e ripensamenti anche radicali. Un posto di rilievo assume in questo periodo il pensiero di Eric Weil, il riaffiorante interesse per Kojève e quello, degli ultimi anni, per Heidegger. Segue un’Appendice che contiene l’importante testimonianza di “Ragionamenti” (1980) e quella per il reprint della rivista “Discussioni” (2000).
Un lungo percorso, in cui prende risalto il progressivo maturare di un pensiero critico coerente, sempre alla ricerca di un legame tra filosofia della storia e riflessione politico-culturale. E che nell’insieme pare sfociare in una sorta di disincanto antiutopista (mai però nichilista), che nella sua asprezza e coerenza aspira ad una razionalità del reale più profonda, al di là delle ideologie totalizzanti del capitalismo e di quel capitalismo pianificato che era stato il socialismo sovietico. Così egli scrive in Storia e dissoluzione, uno dei suoi ultimi saggi: “Guardando indietro non può credo sfuggirci la grandezza di quest’ultimo secolo, forse solo paragonabile, per la concentrazione di risultati e di fatalità della sua storia, al V/IV secolo avanti Cristo, quando attaccò la grande avventura della ragione, l’uomo osò per la prima volta ‘pensare’ e ‘mostrare’ così, dall’alto del suo nulla, l’accidentalità e l’irrazionalità dell’essere; e imporre le vie della scienza e della tecnica […]. Per la seconda volta, come ai tempi di Plutarco, gli oracoli tacciono e la desacralizzazione del mondo è verità anche per le grandi masse, non più soltanto nell’illuminismo degli intellettuali e nella banalità della borghesia positivista”.
Da ciò la necessità di fronteggiare oggi l’estremo dei paradossi: il trasformarsi della fine della storia, come realizzarsi del suo fine, nella sua dissoluzione

Indice: Introduzione di Tito Perlini -Nota biografica - Parte prima, Appunti su Lucien Goldmann, Le Dieu Caché - Marxismo e filosofia in Karl Korsch - Sviluppo capitalistico e limiti dell'integrazione consumistica - A proposito del triplice materiale per l'esistenza della libertà - I confini del marxismo classico - Il capitale nel pensiero di Rosa Luxemburg - Per lo sviluppo della struttura dei concetti storici da Kant ad Hegel - Panoramica del socialismo reale - Rosa Luxemburg e Gramsci, continuità e differenze - Parte seconda, Eric Weil: una teoria metastorica della poesia - Weil e la fuga dell’etico nella storia - À propos du mal radical - Eric Weil e la storia - La polemica tra Marx e Proudhon - Guerra e pace in Proudhon - Appunti sulla presenza aristotelica nel pensiero di Eric Weil - Per la storia della formula comunista marxiana e lo scambio uguale proudhoniano - Socialismo dall’utopia al mito, Lukács e Gramsci quali rappresentanti dell’Action weiliana - Fine della storia hegeliana o post-hegeliana? Considerazioni sulle tesi di Fukuyama - Comunismo o l’insopportabile leggerezza del quotidiano - Storia e dissoluzione - Il male e la «cultura di mezzo» - Furet e l’illusione comunista del XX secolo - Fine ed inizi - Il principio di ragione in Hegel e Heidegger - Appendice, " Ragionamenti" - "Discussioni" - Bibliografia generale degli scritti di Luciano Amodio - Indice dei nomi


L'autore
Luciano Amodio

Luciano Amodio (Milano 1926-2001) si è laureato nel 1952 presso l'Università Statale di Milano con una tesi dal titolo Lo Spirito oggettivo in Gramsci, relatore Antonio Banfi. Tra il 1944 e il 1945 ha lavorato presso l'editore Bompiani nella redazione del Dizionario delle Opere e dei Personaggi. Dal 1947 al 1981 è stato funzionario nell'Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana, presso la quale si è dedicato alle vicende sociali ed economiche sia dei paesi industrializzati che del terzo mondo. Ancora negli anni '40 ha collaborato a "Il Politecnico" di Vittorini e a "La Cittadella" di Bergamo, numerosi poi i suoi contributi a "Discussioni". Nel 1955 è stato co-fondatore della rivista politico-culturale "Ragionamenti" e nel 1965 dela rivista "Il Corpo". Ha tradotto, con la collaborazione di Franco Fortini, Le Dieu chaché di Lucien Goldmann (Milano, Lerici, 1961) e nel 1963 ha pubblicato presso la casa editrice Avanti! la prima antologia italiana di Rosa Luxemburg, Scritti scelti, con un lungo saggio introduttivo (il testo è stato ripubblicato in versione interamente riveduta ed ampliata da Einaudi nel 1976). Del 1980 è il suo Commentario al primo Lukács (Urbino, QuattroVenti).

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