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"O poesia tu più non tornerai"
Campana moderno
A cura di Marcello Verdenelli
ISBN 9788874620081
2003, pp. 424
140x215 mm, brossura con bandelle
€ 24,00
€ 20,40 (prezzo online -15%)
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Il libro

I Canti Orfici di Dino Campana (Marradi 1885 – Castel Pulci 1932), pubblicati in maniera a dir poco rocambolesca nel 1914 e in un clima di accesa polemica nei confronti dell’egemone ambiente fiorentino di primo Novecento impersonato soprattutto dalla temutissima “ditta” Papini & Soffici, si impongono per un originale profilo stilistico e letterario che il tempo non ha scalfito. Qualità che è dei grandi libri, di quei libri cioè che, per combinazioni assolutamente segrete e davvero uniche, riescono ad esprimere, in un tratteggio sempre ispirato, l’atmosfera di un’intera epoca. Campana si è fatto portavoce dell’esigenza di modernità della poesia italiana di quel periodo, curvando tale esigenza in direzione della grande tradizione simbolista e decadente europea di fine Ottocento. E la lezione mallarmeana del libro “unico”, “assoluto”, in grado di dare senso a un’intera vita non solo è assimilata da Campana con magistrale finezza e sensibilità, ma è anche una lezione dipanata lungo l’asse di quell’orfismo, di derivazione principalmente nietzschiana, che costituisce un’altra grande direttrice culturale dei Canti Orfici. Riferimenti impegnativi che non mortificano, ma anzi valorizzano ed esaltano, il particolare progetto poetico di Campana, alimentando un affascinante e mai banale intreccio di tradizione e modernità. Basti solo segnalare qualche elemento di questa straordinaria fusione: la particolare impaginazione narrativa di certe immagini, la sensibilità cinematografica nel rendere certe situazioni, certi quadri, certi ambienti, per non parlare poi dello stretto, e sempre proficuo, rapporto che la scrittura intrattiene con il mondo delle arti figurative, e ancora il tema del “viaggio” come cifra inequivocabile di un moderno metropolismo culturale. Elementi, questi, non solo di grande fascino per un lettore di oggi, ma che inscrivono i Canti Orfici in quel progetto artistico, tenacemente perseguito da Campana per tutta la vita, di una “poesia europea musicale colorita”. Espressione che è, a guardar bene, il vero centro di attrazione di questo esemplare, graffiante e insieme tenero libro.

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Indice
  • Renato Pasqualetti, Presentazione
  • Rodolfo Ridolfi, Scheggia Campaniana
  • Marcello Verdenelli, Campana: una “fantasia qualunque”
  • Luigi Surdich, Presenze di Campana nel Novecento
  • Enrico Ghidetti, Prospettive di ermeneutica campaniana 1915-1953
  • Giorgio Bàrberi Squarotti, Campana, la Matrona e l’Ancella
  • Marco Antonio Bazzocchi, Il libro futuro (Campana e Nietzsche)
  • Marcello Verdenelli, L’ombra nei Canti Orfici
  • Tiziana Catenazzo, Verginità e vertigine nei paesaggi di Dino Campana
  • Christophe Mileschi, Dino Campana: Orfismo e Amorfismo
  • Fiorenza Ceragioli, Campana prima e dopo i Canti Orfici
  • Vittorio Coletti, Postille a un vecchio saggio su Dino Campana
  • Sandro Gentili, Il “bisogno della morte” e il “fuoco della distruzione”: lettura del Quaderno
  • Piero Pacini, Intorno a Fantasia su un quadro d’Ardengo Soffici
  • Pedro Luis Ladròn de Guevara Mellado, Cinema e velocità: due aspetti della modernità nella poesia di Campana
  • Carlo Vecce, “O divino primitivo”. Leonardo in Campana
  • Costanza Geddes da Filicaia, Campana prosatore tra Epistolario e Taccuino
  • Marino Biondi, Appunti su carteggi e biografie
  • Paolo Berruti, “Il tuo divenir taciturno”
  • Fabio Curzi, “Come mio nonno prendo il tram”. Dino Campana nella canzone d’autore
  • Allì Caracciolo, Il teatro poetico. Per una drammaturgia di Dino Campana
  • Alessandro Fo, “Ignoto poema di voluttà e di dolore”: venature di sofferenza e compassione nella poesia di Campana
  • Enrico Testa, Campana inattuale
  • Guido Garufi, Non si dimentica Campana
  • Francesco Scarabicchi, Sulla riva di un giorno
  • Per Campana: testi di Elio Fiore, Mario Graziano Parri, Eugenio De Signoribus
  • Indice dei nomi
  • Indice delle opere
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