Catalogo / Vita a fronte

Vita a fronte
Saggio su Paul Celan
ISBN 9788874620654
2005, pp. 292
140x215 mm, brossura
€ 22,00
€ 18,70 (prezzo online -15%)
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Il libro

Vita a fronte riassume in una formula la condizione di Paul Celan che, nato in una enclave multilinguistica, sceglie l’esilio in terra francofona continuando a scrivere in tedesco – riproducendo dunque in scala compressa la situazione di enclave. La sua vita quotidiana si svolge in francese, “a fronte” dei propri testi scritti in tedesco (lingua-madre e lingua degli aguzzini nazisti). Il suo sguardo di poeta non si distoglie da un “Gegenüber” (qualcosa “a fronte”), che egli stesso individua nella memoria (la patria orientale perduta, la madre morta nella deportazione nazista, il popolo ebraico sterminato).
Vivere e scrivere tra due poli culturali, vivere e scrivere tra diverse lingue diventa per Celan un tradursi continuamente: la vita come testo a fronte della scrittura – e viceversa. La traduzione è in questo caso figura al tempo stesso poetica ed esistenziale. Ma c’è di più: Celan tradusse poesia da nove lingue diverse, e con ogni poeta tradotto ingaggiò una personale lotta d’identificazione, quasi a voler ricomporre attraverso il dialogo con altri autori la propria identità scompaginata dal trauma postbellico. Il libro di Camilla Miglio ricostruisce questa originale interlocuzione con persone, luoghi lontani (dal punto di vista geografico, temporale, linguistico) e situazioni estreme (la morte, la follia). La ricerca si basa su materiali dell’Archivio Celan conservato a Marbach, su letture testuali (tematiche, strutturali, linguistiche) dall’opus celaniano, nonché sull’analisi comparativa delle traduzioni (da Mandel’štam, Valéry, Ungaretti). La domanda di partenza e di approdo è insieme storica e filosofica: è possibile tradurre, ovvero esprimere in forma poetica il trauma, la violenza, la morte insensata come quella vissuta nei campi? Si può far rivivere attraverso la poesia il mondo dell’Est schiacciato dopo Yalta dietro la cortina di ferro? Quanto è sopportabile la condizione esistenziale di chi dedica la vita a guardare il dolore per testimoniarlo, per raccontarlo ad altri, per farlo rivivere in parola?

Indice
  • Prologo
  • I. Riscrivere l’Est
  • II. Vicina, estranea: la lingua
  • III. La biblioteca dei Nomi
  • IV. Osip Mandel’štam/Ossip Mandelstamm
  • V. Celan/Valéry. Descrizione di una battaglia
  • VI. Celan/Benn. Canone inverso
  • VII. Celan/Ungaretti. Anabasi
  • VIII. Rigenerare?
  • Epilogo. La traduzione del dolore
  • Appendice. Paul Celan (1920-1970)
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi
L'autore
Camilla Miglio

Camilla Miglio insegna Letteratura tedesca e traduzione all’Università “Sapienza” di Roma. Tra le sue ricerche, studi su Herder, Novalis, Goethe, Brentano, Rilke, Benn, Bachmann, Kafka, e la cura di due volumi di Teoria e storia della traduzione (L’Orientale 2006 e 2007). Su Paul Celan ha pubblicato Celan e Valéry. Poesia, traduzione di una distanza (ESI 1997), per Quodlibet nel 2005 Vita a fronte. Saggio su Paul Celan e ha curato, con Irene Fantappiè, L’opera e la vita. Paul Celan e gli studi comparatistici (L’Orientale 2008). Ha tradotto autori tedeschi del Romanticismo e del Novecento, tra cui volumi di Brentano e dei Fratelli Grimm, Liebenskind, Kafka, Enzensberger, Waterhouse, Draesner, Grünbein, Seiler, Kermani, Stolterfoht.

Pubblicazioni dell'autore
Camilla Miglio

La terra del morso

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