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La spedizione verso l'interno (Anabasi)

A cura di Dino Baldi

ISBN 9788874624294
2012, pp. 456
120x190, brossura con bandelle
€ 16,50
€ 14,02 (prezzo online -15%)
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Il libro

Questo è un grande libro di avventura di duemilaquattrocento anni fa, un grande classico della letteratura greca, scritto dall’ateniese Senofonte, filosofo e soldato. Narra la storia di diecimila soldati greci, mercenari e miserabili, che marciarono per oltre tremila chilometri attraverso l’Asia. Dopo essersi scontrati con un esercito settanta volte più grande, perso il loro condottiero e i loro generali, riuscirono nell’impresa incredibile di far ritorno in Grecia attraversando l’Anatolia orientale, tra fiumi e montagne impervie, popoli ostili e città mai viste, sempre combattendo e marciando, fino ad arrivare al mare.
Il testo è tradotto dal greco con la vivacità dell’originale, in un italiano non scolastico, ed è corredato da ampie note esplicative e dai racconti della spedizione secondo diversi punti di vista: Diodoro Siculo, Plutarco, Isocrate, Giustino e altri.

"La battaglia fra Ciro e Artaserse è stata descritta da molti. Senofonte la racconta non come un fatto del passato, ma come se si stesse svolgendo sotto i nostri occhi, e con la forza delle sue parole trascina il lettore fra le emozioni e i pericoli del combattimento". - Plutarco

Ascolta qui l'intervista a Dino Baldi andata in onda su Fahrenheit di Radio3.

L'autore
Senofonte

Senofonte nacque intorno al 427 a.C. da una ricca famiglia di Atene, e fu soldato, filosofo e scrittore di storia. Divenne discepolo di Socrate, e su di lui scrisse l’Apologia, il Simposio e i Memorabili. Nell’Anabasi raccontò le vicende dei mercenari greci al seguito della spedizione di Ciro il Giovane contro il fratello Artaserse. Con la Ciropedia scrisse la biografia di Ciro il Vecchio, il fondatore dell’impero persiano. Nelle Elleniche proseguì l’opera storica di Tucidide. Alle sue passioni principali, la caccia e i cavalli, dedicò il Cinegetico, l’Ipparchico e Sull’equitazione. Esiliato da Atene per le sue tendenze antidemocratiche e filospartane, morì a Corinto intorno al 354 a.C.

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