Catalogo / Esperienza e compito infinito nella filosofia del primo Benjamin

Esperienza e compito infinito nella filosofia del primo Benjamin
ISBN 9788874625406
2013, pp. 512
140x215 mm, brossura
€ 28,00
€ 23,80 (prezzo online)
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Il libro

A partire dalle suggestioni del giovane Walter Benjamin, e cercando di ricostruire le sue letture, i corsi da lui seguiti e le discussioni avute con i suoi amici – sono gli anni, lo ricordiamo, della profonda intesa con Gershom Scholem – questo studio si propone di indagare, fornendo molti materiali inediti, le influenze del pensiero di Kant e di Hermann Cohen, fondatore della scuola neokantiana di Marburgo, sulla riflessione di Benjamin negli anni 1912-1918. Partendo dal recupero e dallo sviluppo del sistema kantiano, Benjamin tenta di fondare un nuovo concetto di esperienza, non più riferito all’intuizione empirica, ma “a priori” e “metafisico”, anche se non coincidente – come in Cohen – con il “fatto” delle scienze fisico-matematiche, e capace di dare conto della dimensione religiosa, storica, etica ed estetica della sfera umana. L’esperienza comprende l’intera filosofia, il suo sistema, che si articola negli ambiti della conoscenza, dell’etica e dell’estetica. Questo si presenta, secondo un suggerimento della filosofia neokantiana, come un compito infinito: è il compito che la filosofia assume nella sua ricerca dei concetti e dei principi su cui si fonda e di un’unità non condizionata che si esprime come idea religiosa. L’esperienza è l’insieme di questa unità e totalità ideale, la sua espressione concreta e simbolica in immagini e nel linguaggio. Questa nuova edizione si presenta arricchita da una Postfazione, dove vengono illustrati nuovi percorsi di ricerca che riguardano il confronto di Benjamin e di Scholem con Kant e la scuola di Marburgo, e l’attenzione attuale per il loro interesse per Husserl e per questioni di logica e matematica.

L'autore
Tamara Tagliacozzo

Tamara Tagliacozzo è ricercatrice di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre. Si occupa del pensiero di Walter Benjamin in rapporto al neocriticismo tedesco, al messianismo, alla musica e alla riflessione teologico-politica di G. Scholem e J. Taubes. A questi temi ha dedicato, oltre a questo volume, la raccolta di saggi Walter Benjamin e la musica (Il glifo, 2013). Ha curato l’edizione critica dei frammenti sulla filosofia del linguaggio e la critica della conoscenza di Walter Benjamin Conoscenza e linguaggio. Frammenti II (Mimesis, 2013) e con Ilana Bahbout e Dario Gentili Il messianismo ebraico (Giuntina, 2009).

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