Catalogo / Corridoi

Corridoi
La linea in Occidente
ISBN 9788874626748
2015, pp. 168
140x215, brossura con bandelle
€ 18,00
€ 15,30 (prezzo online)
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Il libro

La società in cui viviamo viene spesso descritta come società delle reti, basata sul principio della connessione. Ogni rete però è costituita a sua volta da corridoi, dunque rete e corridoio non sono figure in antinomia e anzi, come sottolinea l’autrice, «Il paradosso delle reti è che più esse sono interconnesse, più il tipo di spazio in cui viviamo diventa simile a un corridoio», portando così alle estreme conseguenze uno spunto di Rem Koolhaas di oltre dieci anni fa: «i corridoi non collegano più semplicemente A e B, ma sono divenuti “destinazioni”».

Attraverso le figure, dalla parola al gesto, dalla metafora ecologica all’oggetto corridoio, liberandosi dalla semplice idea della metafora e dell’elemento costruttivo, questo saggio presenta una nuova lettura e interpretazione sia dello spazio sia del territorio. Tale lettura procede spesso a ritroso sulla scia di Michel Foucault, Giorgio Agamben e Bernardo Secchi, attraverso una archeologia che ricostruisce il ruolo della figura lineare del corridoio nel mondo occidentale con puntuali verifiche in ambito filosofico, letterario e artistico oltre che architettonico e urbanistico. E non a caso fin dalle radici culturali più remote dell’Occidente, il corridoio emerge come concetto portatore di senso se è vero che in ebraico è misdaron, parola formata dalla radice s-d-r, la stessa di seder: ordine.

L'autore
Irene Guida

Irene Guida ha conseguito il dottorato di ricerca in Urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia nel 2012, dopo un periodo di studi negli Stati Uniti presso la UMBC di Baltimora e la New School di New York. Svolge attività didattica e di ricerca all’Università IUAV. Ha curato, insieme a Valentina Bandieramonte, Chiara Cavalieri e Kaveh Rashidzadeh, il volume The Next Urban Question (Officina, Roma 2014). Nel gennaio 2013 ha pubblicato L’acciaio tra gli ulivi, un ebook edito e distribuito da «Linkiesta». Collabora inoltre con la rivista «Exibart».

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