Catalogo / Architetture nell'Italia della ricostruzione

Architetture nell'Italia della ricostruzione
Modernità versus modernizzazione 1945-1960
ISBN 9788874627004
2015, pp. 440
160x225, brossura con bandelle, con illustrazioni b/n
€ 28,00
€ 23,80 (prezzo online -15%)
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Il libro

Il quindicennio della ricostruzione postbellica è stato segnato, tra i tanti avvenimenti, dalla rinascita dell’architettura e urbanistica italiane che, sebbene avessero prosperato anche tra i due conflitti mondiali, si arricchirono ulteriormente di nuove componenti e varianti grazie a un più libero confronto con le esperienze internazionali. Il testo di Carlo Melograni, testimone diretto di quegli avvenimenti, è quanto di più distante da uno stile manualistico o storicistico: è infatti un saggio, forse l’unica forma letteraria in grado di restituire quel singolare crogiuolo
di esperienze architettoniche senza precedenti, probabilmente irripetibili, del dopoguerra italiano che ha prodotto modelli fondamentali per l’edilizia sociale e industriale, la museografia,
le infrastrutture e il restauro. Nel novero di tali esperienze vanno infatti ricordate anche le corpose riflessioni critiche e i commenti sollecitati e pubblicati dalle riviste di settore («Urbanistica» di Adriano Olivetti e Giovanni Astengo, «Metron» e «L’architettura. Cronache e storia» di Bruno Zevi, «La casa», «Zodiac» o la «Domus» di Gio Ponti e la «Casabella» di Ernesto Nathan Rogers), nonché le polemiche culturali e politiche comparse sulla stampa generalista.
Inoltre l’autore, nelle pieghe del suo discorso, periodicamente porta in primo piano alcune figure – che ha avuto modo di conoscere di persona grazie anche alle numerosissime occasioni di confronto pubblico, oggi ridottesi drasticamente –, donando così una serie di ritratti dal vero dei principali architetti protagonisti di quegli anni, da Franco Albini a Marco Zanuso. Il volume si chiude con una riflessione sulla condizione attuale, distinguendo nettamente il concetto di modernizzazione da quello di modernità che è «l’unità nella diversità a cui esortava Gropius; unità di obiettivi comuni da raggiungere, diversità di soluzioni proposte da mettere a confronto. È la linea da seguire, anche se presenta l’inquietudine delle incertezze, mentre la modernizzazione ostenta sicurezza di sé. Dal confronto tra esperienze diverse, però ugualmente rivolte a perseguire obiettivi condivisi, si ricaveranno indicazioni che sarà possibile dare per scontate e sottintese, presupposti per formare una cultura progettuale comune fra coloro che fanno il mestiere di costruire. Al contrario dell’esibizionismo individuale, il lavoro di paziente ricerca collettiva è tipico della modernità».

L'autore
Carlo Melograni

Carlo Melograni (Roma 1924), professore di Progettazione architettonica, ha concluso la sua attività universitaria come preside della nuova facoltà di architettura dell’ateneo di Roma Tre. Nel 2005 ha ricevuto il Premio Presidente della Repubblica per l’Architettura da Carlo Azeglio Ciampi; è accademico di San Luca.
Nell’attività progettuale si è occupato di interventi pubblici per l’edilizia residenziale economica e per servizi collettivi, in particolare scolastici (tra questi il nucleo iniziale dei padiglioni della Fiera di Bologna e il Liceo Ariosto a Ferrara). Oltre a note, articoli e saggi in riviste specializzate («Casabella», «Domus», «Spazio e società», «Rassegna di Architettura e Urbanistica» ecc.), di varia umanità («Società», «Ulisse», «Il contemporaneo» ecc.) e in settimanali e quotidiani («Rinascita», «L’Unità», «La Repubblica» ecc.), ricordiamo fra le sue ultime pubblicazioni: Progettare per chi va in tram. Il mestiere dell’architetto (Bruno Mondadori, Milano 2004) e Architettura italiana sotto il fascismo. L’orgoglio della modestia contro la retorica monumentale 1926-1945 (Bollati Boringhieri, Torino 2008).

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