Catalogo / Il quinto martello

Il quinto martello
Pitagora e la disarmonia del mondo
Traduzione di Giuseppe Lucchesini
ISBN 9788874627448
2017, pp. 192
160x225 mm, brossura con bandelle, illustrazioni bn
€ 20,00
€ 17,00 (prezzo online)
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Il libro

Passeggiando nei pressi di una fonderia – così si narra – Pitagora ebbe la prima fulminante intuizione circa l’armonia: il suono calibrato che usciva dal luogo lo spinse a entrare e indagarne la natura. Entrato, trovò cinque uomini che impugnavano altrettanti martelli di diverse grandezze. Scoprì così che quattro di quegli utensili, tutt’altro che musicali per loro natura, grazie a ben precise dimensioni, riuscivano a emettere un suono armonico, capace di dilettare l’orecchio oltre ogni aspettativa. Era il primo passo per lo studio dell’armonia sonora e dell’approccio alle leggi che governano la musica. Il quinto di quei martelli invece – punto nodale del discorso dell’autore – venne scartato dalle osservazioni di Pitagora, non essendo egli stato in grado né di misurarlo, né di udirlo distintamente.
Cosa indusse Pitagora a questa azione di scarto così ferma e decisa? Il libro parte proprio da questo, ipotizzando che la scelta offra la chiave per la definizione dell’idea stessa dell’armonia. Dal rifiuto del quinto martello, infatti, sarebbe nata la teoria del suono musicale, rifiuto che coincide con il primo assioma della scienza del mondo sensibile.
Dalla musica alla metafisica, dall’estetica all’astronomia, il libro esplora l’ampia eredità dell’intuizione pitagorica. In modi differenti eppure complementari, il pensiero antico come la moderna scienza e la filosofia si sono infatti confrontati con un problema fondamentale quale il rapporto tra l’osservabilità della natura e la sua rappresentazione. Nel cimentarsi con questa sproporzione, le varie discipline hanno svelato i propri limiti, ma anche esplicato i propri scopi, mostrando così un’essenza smisurata, che pulsa e risuona, anche se resiste a ogni tipo di trascrizione tramite note, numeri o lettere.

«Non l’armonia ma la disarmonia fu la vera scoperta di Pitagora. Secondo un’antica favola, fu egli che ebbe a scontrarsi, per primo, con un evento sonoro al quale non poteva attribuirsi né qualità né quantità certa. Da Platone a Boezio, da Keplero a Leibniz e a Kant, si è percorso il sentiero da lui aperto, si è rintracciata una logica del mondo sensibile nella registrazione ripetuta, eppur ogni volta singolare, di una musica di cui nessun segno dà notazione.»

Alcune pagine
Indice
  • Prefazione
  • I. Nella fucina
  • II. Della misurata moltitudine
  • III. Residui
  • IV. Sproporzioni
  • V. Cifre
  • VI. Temperamenti
  • VII. Della smisurata grandezza
  • VIII. Fuori da questo mondo
  • Note
  • Bibliografia
L'autore
Daniel Heller-Roazen

Daniel Heller-Roazen, professore di letteratura comparata a Princeton, ha tradotto in inglese di Giorgio Agamben, autore di Fortune's Faces: The Roman de la Rose and the Poetics of Contingency (The Johns Hopkins University Press 2003), Echolalias: On the Forgetting of Language (Zone Books 2005), The Inner Touch: Archaeology of a Sensation (Zone Books 2007), The enemy of all: Piracy and the Law of Nations (Zone Books 2009). In italiano sono stati pubblicati da Quodlibet: Ecolalie. Saggio sull’oblio delle lingue, Il nemico di tutti. Il pirata contro le nazioni e Il tatto interno. Archeologia di una sensazione.

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Il tatto interno

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