Catalogo / Fictio legis

Fictio legis
La finzione romana e i suoi limiti medievali
A cura di Michele Spanò
Con un saggio di Michele Spanò e Massimo Vallerani
ISBN 9788874628100
2016, pp. 120
120x180 mm, brossura con bandelle
€ 14,00
€ 11,90 (prezzo online -15%)
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Il libro

Tanto la storia del pensiero giuridico che il senso comune hanno costretto la finzione al ruolo di principale antagonista della realtà, dei fatti, dell’ordine naturale e vero delle cose. L’assidua frequentazione della fiction, da un lato, e l’evidenza naturale considerata come un limite o un ostacolo alle operazioni del diritto e della tecnica, dall’altro, ne sono senz’altro le più palmari e longeve eredità. Contro queste tradizioni, Yan Thomas – in un saggio densissimo che annoda stile e metodo in modo unico – offre una vera e propria contro-storia della fictio. Mobilitando i casi che occuparono i giuristi romani, Thomas restituisce la finzione al suo statuto di tecnica eminente del diritto. Più vera del vero, la finzione è quell’arnese che i giuristi hanno impiegato per escogitare soluzioni che la “natura” o il senso comune sembravano dichiarare impossibili. Solo nel medioevo, assecondando un cambiamento di portata antropologica, la natura finirà per imporre i suoi “limiti” alla creatività così tipica del diritto romano e al modo tanto speciale che esso aveva di “creare” il mondo per trasformarlo. Questo drastico cambio di passo è indagato da Yan Thomas con tutto il rigore e la spregiudicatezza che caratterizzano il suo gesto teorico. I “naturalismi”, vecchi e nuovi, che oggi ingombrano il dibattito pubblico con la forza apparente dell’evidenza trovano in questo saggio una smentita cocente e un potente antidoto.

L'autore
Yan Thomas

Yan Thomas (1943-2008), storico del diritto romano, directeur d’études all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, è stato tra gli intellettuali più inclassificabili della sua generazione. È autore di saggi sulla storia della finzione giuridica, sulla costruzione giuridica della natura, sul soggetto di diritto e sulla proprietà. Tra i suoi libri ricordiamo Mommsen et l’«Isolierung» du droit. Rome, l’Allemagne et l’État (1984), Origine et commune patrie. Étude de droit public romain (1996), Du droit de ne pas naître. À propos de l’affaire Perruche (con Olivier Cayla, 2002), La Famille dans la Grèce antique et à Rome (con Giulia Sissa e Aline Rousselle, 2005), Les opération du droit (2011).

Pubblicazioni dell'autore
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Il valore delle cose

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