Catalogo / Architettura e costruzione

Architettura e costruzione
La declinazione strutturale da Gustave Eiffel a OMA
ISBN 9788874628902
2017, pp. 320
140x215 mm, brossura con bandelle, illustrazioni bn
€ 24,00
€ 20,40 (prezzo online)
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Il libro

Quale significato può essere assegnato alla struttura? Quale contributo può dare la struttura alla valorizzazione di una costruzione? Con questo libro, che si propone di individuare le interpretazioni strutturali della costruzione architettonica, si cerca di dare una risposta a queste domande fondamentali per l’architettura e l’ingegneria, nella consapevolezza che quella strutturale non può essere la chiave di lettura univoca.
Gli autori, che da molti anni collaborano nell’insegnamento delle due materie, cercano di riprendere quell’empatia disciplinare, perduta da tempo, fra la conoscenza scientifica e quella umanistica, riconsiderando una conversazione del 1965 tra Ludovico Geymonat e Umberto Eco, il quale concludeva: «un insegnamento della storia della cultura, che chiarisca la connessione tra i problemi e come i problemi si siano posti nelle diverse epoche storiche in modo uguale per diverse discipline, aiuterebbe senz’altro a fare dei passi avanti nella linea di questo incontro tra le due culture». A mezzo secolo di distanza, Annalisa Trentin e Tomaso Trombetti rimarcano che «la distinzione fra ambiti umanistici e ambiti scientifici appare più un problema di atteggiamento nei confronti delle diverse discipline che di reale impermeabilità fra le culture».
Il volume estende dunque la ricerca al contributo dato dall’ingegneria strutturale alle costruzioni, andando a rintracciare – oltre che nelle opere, anche nelle parole stesse dei progettisti che più hanno contribuito allo sviluppo dell’ingegneria strutturale, nella sua forma applicata e non teorica – gli obiettivi e i principî ispiratori.
Ne scaturisce con naturalezza una controstoria dell’architettura e dell’ingegneria degli ultimi due secoli, che chiama in causa i maggiori strutturisti, dal capostipite Gustave Eiffel a Pier Luigi Nervi, Eduardo Torroja, Félix Candela, Peter Neufert, Robert Maillart, Fazlur Khan, Myron Goldsmith, Vladimir Šukov, fino a Cecil Balmond e Stefan Polónyi; questi ultimi hanno collaborato entrambi, in tempi diversi, con Rem Koolhaas e il suo studio OMA, come testimonia la lunga intervista inedita all’architetto olandese riportata in conclusione di volume.

«Ingegnere e architetto dovrebbero lavorare insieme sin dall’inizio del progetto e non dovrebbe accadere come avviene abitualmente, ossia che l’ingegnere viene chiamato a risolvere i problemi strutturali di architetture mal ideate».
Stefan Polónyi

«Sono stato molto fortunato nell’incontrare in sequenza Oswald Mathias Ungers, Stefan Polónyi, Cecil Balmond, tutti loro mi hanno spinto all’entusiasmo del ragionamento verso la concezione dell’edificio, la cosa terrificante è che gli architetti se ne disinteressano».
Rem Koolhaas

Alcune pagine
Indice
  • Introduzione
    • Interpretazioni
    • Tempi pericolosi. Conversazione con Stefan Polónyi
  • Architettura e costruzione
    • 1. Struttura e spazio / pieno e vuoto
    • 2. Excursus strutturale
    • 3. Conoscenza e coscienza
    • 4. Baukunst
    • 5. Conoscenza2 e coscienza2
    • 6. Un principio etico come conclusione
    • 7. Strutture seriali. Conversazioni con Rem Koolhaas
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi
Annalisa Trentin

Annalisa Trentin, architetto, insegna Composizione architettonica e urbana presso il DA – Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna. Insieme con Tomaso Trombetti ha curato La lezione di Pier Luigi Nervi (Bruno Mondadori, 2010).

Tomaso Trombetti

Tomaso Trombetti, ingegnere, insegna Tecnica delle costruzioni al DICAM – Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna. È associate editor della rivista «Frontiers in Built Environment».

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