Catalogo / Utopie realizzabili

Utopie realizzabili
Traduzione di Susanna Spero
Postfazione di Manuel Orazi
ISBN 9788874628957
2016, pp. 240
122x195 mm, brossura
€ 14,00
€ 11,90 (prezzo online -15%)
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Il libro

Tra i numerosi testi teorici pubblicati da Yona Friedman – in campi differenti, dalla sociologia alla fisica – Utopie realizzabili (scritto nel 1974) si presenta come un’apparente contraddizione in termini. Eppure avverte Friedman, credere in un’utopia ed essere contemporaneamente realisti non è una contraddizione, «un’utopia è, per eccellenza, realizzabile» a condizione di ottenere il necessario consenso collettivo perché un’utopia imposta con la forza non è più tale. Un’utopia generosa e non paternalista non può essere realizzata da una massa: solo i piccoli gruppi possono farlo perché solo al loro interno la comunicazione diretta è efficace: «La comunicazione generalizzata è quindi possibile solo quando i fatti da comunicare sono già noti a tutti in precedenza; non è possibile per propagandare idee nuove». La critica radicale della comunicazione globale – abbozzata ben prima dell’avvento di Internet – e la teoria del “gruppo critico”, argomentate con un linguaggio piano e razionale, sono forse i risultati principali di questo studio che oltre alla teoria offre delle regole per la sua applicazione. Dopotutto la fiducia di Friedman quasi messianica nei piccoli gruppi di oggi, che saranno le maggioranze del futuro, riflette quanto aveva già constatato Robert Musil: «ma utopia ha pressappoco lo stesso significato di possibilità […] Il presente non è altro che un’ipotesi ancora non superata».

Indice
  • Prefazione dell’autore all’edizione italiana
  • Introduzione
  • I. Delle utopie in generale
  • II. Le utopie sociali
  • III. Il «Gruppo critico»
  • IV. L’ambiente
  • V. L’organizzazione degli altri
  • VI. La «società senza competizione»
  • VII. L’importanza dell’importanza
  • VIII. La città
  • IX. La città globale
  • Conclusione: piccole utopie realizzabili
  • Annessi:
    • 1. Dello «sciopero civile»
    • 2. La città come mezzo di un duplice sviluppo
    • 3. «Capitalismo sociale»
    • 4. Una risposta per le elezioni legislative
  • Postfazione di Manuel Orazi
L'autore
Yona Friedman

Yona Friedman (Budapest, 1923), architetto, si è formato assistendo, tra le altre, ad alcune importanti conferenze di Werner Heisenberg e Károly Kerényi. Dopo la seconda guerra mondiale, che lo vede attivo nella resistenza antinazista, si trasferisce e lavora per circa un decennio a Haifa, in Israele. Dal 1957 vive a Parigi. Ha insegnato in numerose università americane, e ha collaborato con l’Onu e l’Unesco. La sua intensa attività saggistica spazia dall’architettura alla fisica, dalla sociologia alla matematica. Negli ultimi anni Friedman è stato invitato alla undicesima edizione dei Documenta di Kassel e a diverse Biennali di Arti visive di Venezia. Alla sua opera è dedicato il volume: Yona Friedman, Manuel Orazi, The Dilution of Architecture, edited by Nader Seraj, Park Books, Zürich 2015.

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