Catalogo / L'isola dei ciechi

L'isola dei ciechi
A cura di Giuseppe Dino Baldi
ISBN 9788874629053
2013
E-book epub
€ 3,99
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Il libro

Beppe, un maestro di scuola stanco della compagnia dei suoi simili, salpa da Verona per raggiungere il Giappone. Approda invece in un’isola sconosciuta i cui abitanti sono privi della vista. I cittadini di Amauropoli, così si chiama la «città cieca», dormono durante il giorno e lavorano la notte, hanno un bizzarro concetto della bellezza femminile e considerano il sole una risibile superstizione e gli occhi un organo contrario ai principi del buon senso. Innamoratosi della bionda Imelda, che crede nel sole per intuizione spirituale, il protagonista, ribattezzato Agatocle, sfida per lei i potentissimi membri della Società del Libero Pensiero: in una concitata seduta cerca di dimostrare empiricamente l’esistenza di ciò che la scienza amauropolitana nega; ma le confutazioni dei saggi sono incessanti e inoppugnabili, e tutto finisce in rissa.
L’isola dei ciechi di Giuseppe Fraccaroli (1849-1915), professore di Letteratura greca all’Università di Torino e polemista fra i più noti a cavallo dei due secoli, è un’efficace e brillante satira della fiducia ottusa nelle scienze positive e nel progresso. Pubblicata nel 1907 e da allora mai riproposta, è una delle testimonianze più significative della fortuna di Swift in Italia. Le altre opere narrative di Giuseppe Fraccaroli sono in corso di pubblicazione in questa stessa collana.

Indice
  • L’isola dei ciechi
  • Nota al testo
  • Giuseppe Fraccaroli tra filologia e romanzo (Nota biografica)
  • Nell’isola dei ciechi di Dino Baldi
  • Bibliografia
  • Profilo del curatore
L'autore
Giuseppe Fraccaroli

Giuseppe Fraccaroli (Verona 1849, Milano 1918) fu tra i maggiori e più noti grecisti a cavallo tra Otto e Novecento. Allievo del filologo Eugenio Ferrai e del poeta Giacomo Zanella, fu critico, saggista, traduttore e polemista particolarmente vivace contro la scuola storica e la filologia di ascendenza germanica (memorabile la sua polemica con Girolamo Vitelli). Esordì con una raccolta di versi e, parallelamente, dette avvio a una carriera universitaria che lo portò a Palermo, Messina, Torino e infine Pavia. È del 1903 il suo saggio più importante, L'irrazionale nella letteratura, dove prese posizione contro le ristrettezze del filologismo e propose una lettura dell’opera letteraria di tipo prettamente estetico. Da ricordare, nella sua multiforme e ricca produzione, una traduzione delle Odi di Pindaro (1894, 1914), un’antologia di Lirici greci (1910-1913) e una parafrasi delle Ecclesiazuse di Aristofane in dialetto veronese.

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