Catalogo / Autobiografia intellettuale

Autobiografia intellettuale
La mia filosofia. Testamento filosofico
Con un saggio di Fabrizio Meroi
ISBN 9788874629107
2013
E-book epub
€ 3,99
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Il libro

Uscito nel 1939, poco prima della morte dell’autore, Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico è insieme un sunto e una storia del pensiero di Giuseppe Rensi (1871-1941), filosofo e intellettuale militante tra i più acuti del secolo scorso, e dalla vicenda biografica alquanto tormentata. Laureato in giurisprudenza, giornalista, socialista della prima ora poi distaccatosi dal partito, professore di filosofia, raffinato conoscitore di testi classici
e moderni Rensi entra presto in polemica col regime fascista, esibendo contemporaneamente divergenze profonde rispetto alle correnti di pensiero maggioritarie al tempo (Croce come Gentile) e illustrando nei suoi scritti uno scetticismo di marca pessimistica dove s’incontrano a dialogare i grandi tragici greci, Sesto Empirico, l’autore della Imitatio Christi, Montaigne, Hume, Leopardi. A partire dalla metà degli anni Trenta, colpito dall’ostracismo del regime, adotta una forma di resistenza e di impegno «nel mondo» fatti passare anzitutto attraverso l’analisi del proprio pensiero, la rivendicazione di sviluppi e continuità. A quest’ultima fase risale il libro che qui si ripubblica, fatto di tre scritti in cui l’autore traccia la storia del suo percorso intellettuale (Autobiografia), riconosce antecedenti ed evoluzioni del metodo scettico (La mia filosofia), per consegnare in ultimo ai lettori un Testamento filosofico tanto dissonante quanto preciso: «Atomi e vuoto e il divino in me», come si legge nella sintesi che chiude il volume (Democrito fatto reagire con l’apostolo Giovanni). Ancor prima delle conclusioni, e per tutto il volume, Giuseppe Rensi ha però, e soprattutto, indicato e difeso la cifra specifica e la sostanziale unitarietà del suo pensiero su uomini e cose del mondo, insieme ai molti caratteri che rendono questo pensiero ancora oggi inaudito, allarmante: una feroce contestazione di concetti intransitivi e strumentalizzati (ragione, vero, bello, buono, giusto, morale), uno sguardo di lucido sospetto sopra le tante, rassicuranti opposizioni che in ogni epoca definiscono la dialettica sociale (maggioranza contro minoranza, normalità contro pazzia, individuo contro collettività).

Indice
  • Nota editoriale
  • Esergo
  • Dedica
  • Avvertenza
  • Autobiografia intellettuale
  • La mia filosofia
  • Testamento filosofico
  • L’autorappresentazione di un pensiero di Fabrizio Meroi
  • Giuseppe Rensi. Notizia biografica
L'autore
Giuseppe Rensi

Giuseppe Rensi, filosofo solitario ed eccentrico, nonché appassionato giornalista militante, ricordato in specie per la marca pessimistica e scettica del suo pensiero, nasce a Villafranca di Verona il 31 maggio 1871. Poco dopo la laurea in giurisprudenza, s’iscrive al partito socialista e, trasferitosi a Milano, collabora con diverse riviste, dalla «Critica sociale» di Filippo Turati alla «Rivista popolare» di Napoleone Colajanni. A seguito dei moti milanesi del 1898 deve abbandonare l’Italia per il Canton Ticino, dove resterà dieci anni, segnati da un’intensa attività politica e culturale. Nel 1908 torna in Italia; due anni dopo esce dal partito socialista, in coincidenza con l’espulsione Leonida Bissolati (del quale era amico e seguace) e si dedica alla carriera universitaria, che lo condurrà in varie città d’Italia, fino a stabilirsi definitivamente a Genova nel 1918, dove tiene la cattedra di Filosofia morale. La sua produzione, assai vasta, testimonia un primo momento di avvicinamento alla prospettiva filosofica dell’idealismo (prima «immanente», poi «trascendente»), un secondo in cui il metodo scettico prende forma, una «svolta» realistico-materialistica e un finale prevalere degli interessi di carattere morale e religioso. Due, in ogni modo, sono i lavori che insieme definiscono il pensiero di Rensi e ne motivano gli sviluppi: La filosofia dell’assurdo (1937), perfetta sintesi della visuale scettica e pessimista dell’autore, e Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico (1939), il manifesto della sua filosofia. Inizialmente vicino ad alcune persone e idee del fascismo, Rensi se ne distacca ben presto, con immediate conseguenze: nel 1927 viene sospeso dall’insegnamento; nel 1930 è arrestato insieme con la moglie per propaganda antifascista; nel 1934 deve abbandonare definitivamente la sua cattedra di Filosofia morale a Genova. Il 9 febbraio 1941 viene ricoverato in ospedale per essere sottoposto a un intervento chirurgico; muore pochi giorni dopo, il 14 febbraio, per complicazioni. In occasione del funerale, diversi amici, colleghi e allievi si riuniscono nell’abitazione del filosofo, ma al momento di formare il corteo fino al cimitero, la piccola folla viene dispersa dalla polizia. Riposa nel cimitero genovese di Staglieno. Sulla sua tomba è scritto:«Etsi omnes, non ego».

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