Catalogo / Bibliografia dei folli

Bibliografia dei folli
A cura di Jacopo Narros
ISBN 9788874629251
2015
E-book epub
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Il libro

Ci sono generi letterari all’apparenza freddi che possono risvegliare nel lettore un piacere del testo assimilabile a quello di un romanzo, di una narrazione ricca di personaggi, trame, aneddoti e divagazioni. Questo è quello che succede a chi apre la Bibliografia dei folli di Charles Nodier (1780-1844), scrittore romantico importante sebbene non proprio conosciutissimo, che in questo veloce testo del 1835 passa in rassegna una lista di scrittori quasi dimenticati, tra i quali spuntano i più famosi Francesco Colonna, autore dell’Hypnerotomachia Poliphili, e Cyrano de Bergerac. Nodier chiama per primo questi scrittori «folli letterari»: sono autori mattoidi che riempiono libri e libri di almanaccamenti spesso fuori luogo e deliranti, e che nonostante la sicurezza della propria genialità finiscono in fondo ad archivi e biblioteche eludendo ogni sogno di gloria. In questa Bibliografia dei folli si passa in mezzo a idiomi oscuri creati da semi-analfabeti, processi dell’Inquisizione, cataloghi di oggetti (libri, candelabri, abiti in frisetto nero...), eresie quantomeno divertenti, tutta un’accozzaglia di dettagli biografici, particolarità bibliografiche e frecciate critiche (per esempio a Voltaire) che fanno di questa Bibliografia un racconto sulle stranezze umane. La fortuna di questo testo, finora inedito in italiano, è stata soprattutto postuma: qui guardava Raymond Queneau mentre lavorava a un libro sui «folli letterari» francesi del XIX secolo, e qui guardavano quelli che, come lui e dopo di lui, come ha scritto, sono andati a caccia di «fantasmi che resuscitano, larve che reclamano il loro posto nel Pantheon delle piccole e grandi glorie, ipersconosciuti che pretendono la paramisconoscenza, paramisconosciuti che sfilano a loro volta sulla scena delle Follie Celebri, bacucchi e dementi che mendicano la loro riabilitazione, ingenui e ignoranti che lasciano le loro candidature postume alle varie accademie».

L'autore
Charles Nodier

Charles Nodier nasce il 29 aprile 1780 a Besançon. Dopo un primo periodo di studi, in cui si appassiona ai classici e all'entomologia, ricopre un incarico di bibliotecario, fonda una società segreta, e, in seguito alle posizioni avverse al giacobinismo e alla tirannide che gli faranno scrivere l'ode satirica La Napoléone, finisce in carcere.
Nodier ha sempre affiancato alla scrittura di testi narrativi – tra i quali l'erudito pastiche onirico Smarra (1821) e la novella di ambientazione fatata Trilby (1822) e La Fée aux miettes (1832) – quella di opere a carattere saggistico e filologico (come il Dictionnaire raisonné des onomatopées françaises); il genere prediletto dal suo animo estroso, dotto e onnivoro è quello del conte fantastique, a cui si ascrivono i suoi migliori lavori, prova dell'interesse nutrito per i temi del sogno e dell'allucinazione. La sua produzione, come già testimoniava il romanzo Jean Sbogar, pubblicato nel 1818, fa di Nodier un precursore del romanticismo, legato alle opere di Goethe, Schiller, Byron: non a caso nel 1824, diventato bibliotecario presso la biblioteca dell'Arsenal, Nodier apre un cenacolo frequentato da amici e colleghi quali Hugo, Sainte-Beuve, Dumas, Nerval, Lamartine...
L'erudizione di Nodier era a suo tempo leggendaria: fine bibliofilo, autore di centinaia di articoli sugli argomenti più vari, nel 1820 entra nella Société des Bibliophiles Français e nel 1833 viene eletto membro dell'Académie Française. Nel 1834 fonda con l'editore e libraio Techener il «Bulletin du Bibliophile», sul quale apparirà tra le tante altre cose anche il testo della Bibliographie des fous.
Alla bibliofilia sono legati il racconto Le bibliomane e Franciscus Columna, una nouvelle bibliographique, ultimo scritto di Nodier, pubblicato lo stesso anno della sua morte.
Charles Nodier muore a Parigi il 27 gennaio 1844.

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