Catalogo / Antologia apocrifa

Antologia apocrifa
A cura di Matteo Marchesini
ISBN 9788874629268
2015
E-book epub
€ 3,99
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Il libro

Diplomatico di mestiere, fine letterato e saggista, Paolo Vita-Finzi (1899-1986) per tutta la vita scrisse parodie di autori tra i più importanti del suo tempo: da Emilio Cecchi a Giovanni Pascoli, Benedetto Croce, Alberto Moravia, Giuseppe Berto, Carlo Cassola, Ennio Flaiano. Lontane dalla deformazione plateale, dalla volgare irrisione cui siamo forse più abituati (e di cui siamo forse un po’ stanchi), le parodie di Vita-Finzi ubbidiscono al demone imperioso e discreto che abita in ogni trascrittore-traduttore di pregio e riservano sorprese più raffinate e più appaganti. Sono infatti diaboliche, pazienti, millimetriche “esecuzioni a freddo” che partono da una conoscenza capillare dell’autore-bersaglio, gli rubano l’anima e la trasformano in scheletro freddo e fedele dell’originale, cogliendone al meglio difetti e virtù. Dunque senz’altro leggendo le pagine di Vita-Finzi si ride, si ammira (la perizia tecnica, la felicità dell’invenzione e della scrittura), si può inoltre riconoscere un “compendio critico” della cultura italiana moderna. Ma specie in tempi in cui, tra usi strumentalmente teorici o equivocamente civili della letteratura, si continua a dimenticare il dato materiale e artigianale dei testi, questa Antologia pubblicata l’ultima volta nel 1978 e solo oggi nuovamente disponibile, con l’aggiunta di una importante postfazione di Matteo Marchesini, serve anche a ricordarci che per capire una pagina, come una scultura o un quadro, niente è più utile che imparare a copiarla.

L'autore
Paolo Vita-Finzi

Paolo Vita-Finzi, nato a Torino nel 1899 e morto nel 1986 a Chianciano Terme (SI), è una singolare figura di letterato. La letteratura, infatti, come di rado accade nella tradizione italiana, non è stato il suo impegno primario. Diplomatico di carriera, molti dei suoi scritti hanno carattere socio-politico (Le delusioni della libertà, 1961; Terra e libertà in Russia, 1971; Diario caucasico, 1975). Fu collaboratore di importanti quotidiani e riviste («Il Corriere della sera», «Il Mondo» diretto da Mario Pannunzio). Al contempo, già a partire dal 1933, raccolse in vari volumi i pezzi della sua straordinaria Antologia apocrifa, rivelando un’acuta e vigilissima attenzione alla letteratura contemporanea.

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