Catalogo / Nomi forme cose. Intorno al Cratilo di Platone

Nomi forme cose. Intorno al Cratilo di Platone
Volume III
Prefazione di Umberto Eco
ISBN 9788886570985
2001, pp. 166
140x215
€ 13,42
€ 11,41 (prezzo online -15%)
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Il libro

Il Cratilo è certamente uno dei dialoghi più ambigui di Platone. Come vedremo, sembra essere anzitutto un dibattito sulle origini del linguaggio, ma in effetti si risolve in una discussione sul suo uso. Di conseguenza sembra voler chiudere un dibattito precedente (sul quale si pronuncia assai poco) e di fatto ne inaugura uno nuovo. In secondo luogo, non si sa mai quando Socrate parli sul serio e quando no. In terzo luogo, quando Socrate pare dar ragione a Ermogene, in effetti la dà a Cratilo, e viceversa. Infine, ma questo è un mio parere personalissimo, il Cratilo si presenta come la prima opera di filosofia del linguaggio, ma di ogni filosofia del linguaggio liquida, o lascia ai margini, il tema fondamentale, vale a dire il ruolo del linguaggio nella costituzione delle nostre idee. Ce n’è abbastanza da rendere la bibliografia sul Cratilo immensa e contraddittoria. Che cosa aggiunge allora questo libro di Dionigi, certamente nato come guida per gli studenti, alla centenaria discussione su questo dialogo? Direi, e anzitutto, la capacità di Dionigi di stare a ridosso del testo, senza mai lasciarne in ombra una piega. E poi l’atteggiamento filosofico del nostro autore, che legge senza cercare di dare risposte definitive, ma piuttosto di far nascere un problema ulteriore là dove pareva che la risposta ci fosse. Procedimento filosofico quant’altri mai, e del quale occorre essere riconoscenti a questo nostro amico scomparso, e la cui scomparsa ancora ci pesa

Indice: Prefazione - Premessa - I. Prima del Cratilo. Il fondo «arcaico» della semantica: 1. Eraclito - 2. Parmenide - 3. Gorgia - II. Esposizione del Cratilo: Presentazione delle due tesi - Difesa della giustezza naturale dei nomi - Il nome come strumento - Il nome e la spola - Nomi propri e individui - Lo «sciame» delle etimologie - I «nomi primi» - La confutazione di Cratilo - Critica dell’infallibilità dei nomi - La conclusione filosofica del dialogo - Appendice Teoria delle forme e argomento del «terzo uomo»: 1. Il luogo del problema - 2. Le forme come campioni - 3. Le forme come eponimi - Bibliografia - Indice dei nomi.

L'autore
Roberto Dionigi

Roberto Dionigi (Barletta 1941-Bologna 1998) si laureò nel 1964 e tra il '67 e il '70 soggiornò a più riprese a Parigi, partecipando al maggio francese. Frutto del suo incontro con Althusser è il suo primo libro, Gaston Bachelard. La "filosofia" come ostacolo epistemologico (1973). In seguito insegnò filosofia all'Università di Bologna. Centrale, nella sua riflessione, fu il pensiero di Nietzsche (Il doppio cervello di Nietzsche, 1982). Degli anni '80 sono anche due articoli su Bataille e un lucido bilancio del comunismo di Marx ("L'uomo e l'architetto", 1981). Il processo di ripensamento della sinistra italiana, alla fine degli anni '80, lo vide di nuovo impegnarsi in prima persona. Si accostò poi alla filosofia analitica e alla svolta "linguistica", vista come approfondimento della critica della metafisica. Gli scritti dell'ultimo decennio si concentrano sull'ermeneutica ("Nichilismo ermeneutico", 1991), sulla semantica antica (Nomi Forme Cose. Intorno al Cratilo di Platone, 1994) e soprattutto sul pensiero di Wittgenstein (La fatica di descrivere. Itinerario di Wittgenstein nel linguaggio della filosofia, 1998), del quale condivideva pienamente l'esigenza di ripensare il linguaggio come la "cosa stessa" della filosofia

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