Recensioni / Gianni Celati. Conversazioni del vento volatore

Dalle coste romagnole devastate da una mareggiata si vola all’Africa misteriosa dei romanzi di Conrad e da lì in un campus universitario americano degli anni Settanta, poi al British Museum, fra gli scaffali di una biblioteca, e poi nell’oriente favoloso dei novellatori, fino ad arrivare a gran velocità in un pianeta abitato dagli alieni, e sempre, sullo sfondo, il deserto come vuoto fondativo di ogni possibile immaginare.

La prima impressione che lascia la lettura delle Conversazioni del vento volatore di Gianni Celati, libro da poco uscito per la casa editrice Quodlibet, nella collana Compagnia Extra diretta da Ermanno Cavazzoni e Jean Talon, è proprio il senso degli orizzonti vasti, di uno sguardo che osserva i dettagli per alzarsi subito in volo a cercare un punto più alto da cui guardare le cose. I discorsi su argomenti diversi che troviamo qui raccolti, storie di viaggi, di libri, di passioni cinematografiche, di ricordi autobiografici, di osservazioni sul mondo che cambia, di pensieri sulla scrittura e sul  tempo presente, seguono l’andamento fluido delle conversazioni a quattr’occhi: “Scrivere è come conversare con chi ci leggerà, - si dice nella Premessa - e il conversare è qualcosa che ci trasporta come un vento, non sappiamo mai bene in quale direzione. Qui viene chiamata ‘vento volatore’ questa spinta atmosferica che investe le parole sparpagliandole in argomenti vari”.

Leggendo questi scritti ci troviamo di fronte a continue scoperte, come se a ogni svolta si aprisse una prospettiva impensata, da cui scorgiamo un angolo di paesaggio che non ci saremmo aspettati di vedere. Il procedere rapido che la conversazione comporta, rispetto ai tempi lenti del saggio a struttura argomentativa, consente dei voli vertiginosi nello spazio e nel tempo che altrimenti sarebbero impossibili: L’avventura verso la fine del XX secolo, per esempio, condensa in poche pagine cinquant’anni di storia americana, passando attraverso il cinema, il movimento di contestazione, i nuovi costumi sessuali, i grandi classici della letteratura, la politica editoriale e i personaggi dei romanzi d’oggi, con un moto apparentemente divagante.

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