Recensioni / Le scarpe del gesuita

Non stupisce la forza di penetrazione della lingua cinese, che tra qualche anno, dicono le proiezioni, sarà quella più studiata in occidente. Scurati e prima ancora Nesi ne avevano fatto argomento apocalittico dei loro romanzi. Nel suo bel libro ( Il capitalismo, ed. Marsilio), Geminello Alvi osserva che "l' ideale cinese", un impasto di omologazione e statalismo, non è più dietro la porta dell' Occidente. Ma accomodato nei nostri tinelli e nelle banche di mezzo mondo. Non era scontato che andasse così. Agli inizi del 600 il gesuita Matteo Ricci raccontò la Cina come un paese immobile, ma al tempo stesso avanzatissimo (Descrizione della Cina, ed. Quodlibet). Le conoscenze di Ricci crearono un ponte fra le due civiltà. Poi l' Europa dimenticò la Cina, salvo ricordarsene in tempi di sfruttamento coloniale. Oggi la situazione siè ribaltata. Oggi Matteo Ricci più che una missione a Pechino potrebbe sperare di aprire una boutique di scarpe. Natoa Macerata, lui sì era un marchigiano doc.