Recensioni / «Vedute» parte con De Lucchi

l primo numero della rivista «Vedute» è dedicato ai progetti degli ultimi quindici anni di Michele De Lucchi, un diario per frammenti nato all'interno del dottorato di architettura degli interni de La Sapienza. Il nome scelto per la testata è vagamente piranesiano e suggerisce la visione dei curatori. Convivono lo sguardo laterale di Matteo Costanzo, docente dell'ateneo, e il contributo di Mara Corradi e Maddalena Molteni, collaboratrici dello studio aMDL. Saggi e interviste, tradotti anche in inglese, passano in rassegna gran parte della produzione recente. Un format accademico dall'impianto solido in cui gli apparati non sono accessori; disegni, schizzi e dettagliate schede di progetto sono trattati con cura. La grafica è efficace e la carta utilizzata ha un piacevole rilievo a spina di pesce.
Molto è stato scritto su questo progettista, la bibliografia è corposa. Tuttavia l'energia della pubblicazione ruota con scaltrezza attorno alla vicenda professionale. La regia di De Lucchi, designer conosciuto per progetti d'immagine coordinata, interni e arredi, banche, uffici e musei, si avverte nello svolgersi del racconto visivo, diventa materia di studio ma soprattutto strumento di comunicazione. «Io credo, anche perché l'ho sfruttato fino all'estremo, nel ruolo dell'editoria in questo settore. Credo che molto del mio successo professionale – dice De Lucchi – derivi dall'aver saputo fin dall'inizio mostrare e divulgare alla stampa i miei lavori, dal rimanere in sintonia con il mondo editoriale» (segue).