Recensioni / Figli di Boccaccio riscritti oggi da Celati e Cavazzoni

La curatrice dell’antologia, Elisabetta Menetti, esperta di Boccaccio, sostiene che il richiamo alla tradizione è duplice. Non solo perché queste Novelle stralunate dopo Boccaccio si rifanno alla dimenticata tradizione degli scrittori del Quattro e Cinquecento italiano (figli, per intenderci, del Decamerone). Ma anche perché un team di autori le ha riscritte nell’italiano d’oggi, come dice il sottotitolo. E anche la «riscrittura», come le novelle, fa parte di una tradizione dimenticata, umile e artigianale. Chi vi si dedicava, spiega la curatrice ci metteva dentro l’allegria di chi fischietta un motivetto. Oggi la «brigata decameroniana» viene rinverdita, tra gli altri, da scrittori del calibro di Ermanno Cavazzoni e Gianni Celati. Lo spirito? Lo rivela un passo: «Gian Simone, io dico che vi siete cacato addosso». Lo vedrebbe anche Cimabue che nacque cieco» disse il Pilucca «non senti come puzza?».