Recensioni / Con Quodlibet sulle vie della "mattità"

Le vie della “mattità”, che a volte non guasta, sono infinite. Lo racconta un libro veramente curioso, che è stato appena pubblicato dall’editore maceratese Quodlibet. Si intitola “I mattoidi italiani” e l’ha scritto Paolo Albani. E i mattoidi italiani di questo repertorio, il primo nel suo genere in Italia, sono personaggi esistiti o esistenti, fautori di teorie singolari, a volte deliranti, elaborate in vari campi del sapere: linguisti e ideatori di lingue universali, astronomi e fisici, trasmettitori del pensiero, architetti, quadratori del cerchio, poeti, inventori, profeti, visionari, politici. «Ci sono fisici che vorrebbero dimostrare che la terra non gira intorno al sole – si legge nelle note – o poeti che si interrogano se fu fatto prima l’uovo o la gallina, oppure ancora rinnovatori sociali che propongono la castità insieme al divieto di caccia e pesca, fino a curatori di foruncoli che diventano filosofi dopo essere stati visitati dallo spirito di Nietzsche e mistici atei che prescrivono di non adorare alcun Dio, di non guardarsi nudi, di non bere vino, di non andare al cinema, di non sbirciare le gambe delle fanciulle e di vivere sulle vette dei monti, dove però scorgono rosate parvenze di donne nude fra albero e albero». Infine «medici che teorizzano ibridi fra l’uomo e diversi animali, inventori che suggeriscono di bere con una cannuccia l’uovo direttamente dal sedere della gallina per rigenerare il fluido vitale nell’uomo, e così via». Insomma, un campionario certo da non sottovalutare.

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