Recensioni / La nuova lotta di classe dell'uomo indebitato

La filosofa Elettra Stimilli (Il debito del vivente, Quodlibet) individua le radici culturali di tale condizione nella natura stessa del capitalismo. Cita Walter Benjamin che nel pieno della crisi della Repubblica di Weimar, travolta dai debiti di guerra, additava il capitalismo come la più estrema delle religioni: “Il capitalismo è il primo caso di un culto che non redime il peccato, ma genera colpa… Un’enorme coscienza della colpa, che non sa rimettere i propri debiti”. E’ ben noto che in tedesco la parola schuld si adopera ugualmente per dire debito e per dire colpa. Poco importa processare a ritroso il ricorso capitalistico all’economia del debito nel corso della sua storia. Resta il fatto che al giorno d’oggi l’uomo indebitato è una figura sociale talmente generalizzata da farci dubitare che accetti di sentirsi colpevole ancora a lungo. Nel frattempo il debito pubblico italiano ha raggiunto a marzo la cifra record di 2.034.725 miliardi di euro.