Recensioni / In Grecia seguendo gli oracoli

A Milano c'è una nuova casa editrice: si chiama Humboldt (dal cognome di un esploratore dell'Ottocento) e pubblica libri di viaggio. Associandosi alla maceratese Quodlibet, ben nota ai lettori più raffinati, ha dato inizio a una collana inedita: ciascuno degli elegantissimi volumi è commissionato a una coppia di autori, uno scrittore e un artista-fotografo. Dopo «Narciso nelle colonie/Un altro viaggio in Etiopia» di Vincenzo Latronico e Armin Linke, esce «Oracoli, santuari e altri prodigi. Sopralluoghi in Grecia», dove il filologo Dino Baldi è affiancato da Marina Ballo Charmet. Il libro (pp, 200, ? 19) viene presentato domani alle ore 19 a The Standard-Isbn, in via Conca del Naviglio 10.È una Grecia insolita quella percorsa dai due autori nel corso di dieci giorni nel 2012. Una Grecia tra passato e presente, fatta di rovine, ma non di cartoline. Punto di parenza: gli oracoli, da Delfi a Dodona. «La Grecia è talmente vasta e conosciuta che bisognava trovare in filo d'Arianna non scontato», spiega Baldi. «Gli oracoli sono scrigni che racchiudono storie e miti. E poi sono pertinenti col tema del viaggio: erano visitati da tutti i greci». Il libro si apre con una citazione di Ovidio («Nulla muore nell'infinito mondo, ma cambia faccia»), e si chiude col racconto della morte di Pan. «C'è una contraddizione tra il fascino e la presenza del mito, e la sensazione netta che questo mondo non esiste più. Ho cercato di capire se in questi luoghi ci fosse ancora qualcosa di vivo, ma volevo anche trasmettere il fascino per la fine delle cose. Tutte le catastrofi hanno una loro bellezza». Spesso, nel libro, il contrasto tra passato e presente è violento e paradossale. Ma proprio nella degradata Eleusi Baldi avverte ancora la presenza dei Misteri. «Eleusi non ha il mantello della retorica addosso. Il mito risuona per contrasto con le ciminiere e l'aria inquinata. Dà più rilievo a quello che è rimasto: è il contrario dei siti archeologici per turisti che si somigliano tutti, coi loro percorsi obbligati».Nel libro, ovviamente, si parla anche della crisi e del presente: sempre in obliquo, evitando i luoghi comuni e lasciando parlare i dettagli. La stessa assenza di retorica si trova nelle foto di Marina Ballo Charmet. Ma conciliando ricerca rigorosa e pragmatismo, in appendice ci sono anche informazioni pratiche, piantine e un'impagabile guida culinaria di Alberto Saibene.