Recensioni / Dalla rete alla strada. Psicogeografi in cammino

Buon Natale a chi cammina e osserva, e dunque a chi, anche senza saperlo, compie un gesto di psicogeografia, ovvero la pratica che un tempo appartenne alle avanguardie letterarie (i surrealisti prima, i lettristi negli anni Cinquanta del Secolo scorso, per finire ai situazionisti) e oggi è nei passi, nelle parole e nelle immagini di alcuni paesaggisti.

Paesaggista è, per esempio, Nicolò Bassetti, che insieme a Sapo Matteucci ha scritto Sacro Romano Gra per Quodblibet: il libro, e il quasi omonimo film di Gianfranco Rosi che ha vinto il Leone d'Oro, sono solo una parte del progetto complessivo, che oltre a una mostra include un sito: sacrogra.it. Visitatelo per comprendere cosa significhi mettere in atto un “laboratorio di narrazione" che in questo caso usa i 68 chilometri del Grande Raccordo Anulare per connettere memoria ed emozioni: ammirate le fotografie, i filmati, leggete gli appunti e richiamate alla mente quanto scriveva proprio Guy Debord in Théorie de la dérive: «Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che sapete, ma in base a ciò che vedete intorno». Già che ci siete, dunque, visitate starwalls.blogspot.it incontrerete altri psicogeografi che riportano nel blog immagini tratte dai muri di tutto il mondo, ovvero disegni, graffiti e frasi, spesso folgoranti. Dal «Non sei ciò che hai» che campeggia solitario su una parete, al «Tanto vi mollerete tutti» piazzato, velenosamente, al centro di una galassia di cuori con i nomi degli innamorati.

Auguri a tutti: soprattutto al cinico ignoto.