Recensioni / Attila nel giardino di casa

Attila, Badoglio, Pirandello, miti e leggende di una terra ‘sconosciuta’, più un ‘pasticciaccio brutto’ di casa nostra di tanti anni fa. Potrebbe essere una rapida sinossi – per non togliere il gusto della lettura – di ‘Cuore di Stella’, seconda opera letteraria dell’udinese Gianmatteo Pellizzari, blogger, scrittore e giornalista con ‘il senso della frase’ e un gusto per l’ironia onnipresente in questo giallo-noir ambientato nella Bassa friulana. Un romanzo scritto in tandem con il milanese-toscano Giuliano Geri, già caso letterario su Facebook, con le centinaia di like e i ‘selfie’ col libro pubblicati da amici, Vip e non, a partire dall’attore Giuseppe Battiston.
Perchè e come si scrive un romanzo 'a tema' a 4 mani come questo, ambientato tra Rivignano e Teor?
È stato 'commissionato' dai sindaci dei due paesi, che dal 1° gennaio si sono fusi, come promozione turistica: volevano qualcosa in grado di raccontare il territorio senza diventare il tipico libro da regalare durante i gemellaggi. Lo abbiamo scritto al volo d'estate immaginando una storia dentro cui unire tutti i puntini come la Settimana Enigmistica.
Come avete fatto combaciare le leggende di Attila, il manoscritto di Pirandello e tutto il resto?
“La committenza ci ha lasciato piena libertà, ma ci teneva fossero illustrati determinati luoghi, quelli delle illustrazioni realizzate da Makkox. Per i fatti storici, abbiamo sentito chi ne sapeva: tutti elementi non semplici da mettere insieme, oltre a dover dare il ritmo a una storia a 4 mani. È stato un doppio salto mortale".
Andrea G. Pinketts, uno che di noir e umorismo s'intende, nella prefazione al suo 'Lazzaro, vieni fuori' scriveva che Il Trentino lo aveva inventato lui: è così anche per la “vostra” Bassa friulana?
“Ci siamo tenuti lontani da fatti specifici, scambiandoci nei protagonisti le caratteristiche personali, ma alla fine la percentuale di verità è potente. I luoghi sono veri, le leggende ci sono state raccontate fisicamente e anche certi personaggi, da Badoglio a Giuseppe Peron, l'erede del baule, con il lascito pirandelliano, esistono veramente".
Non c'era il rischio di inserire troppi elementi, anche per un giallo?
“Non siamo certi di aver scongiurato il rischio calderone, ma ci dispiaceva lasciar fuori qualcosa dopo la full immersion a Rivignano. Abbiamo fatto i cronisti scoprendo che in ogni paesino puoi trovare tonnellate di leggende: là dicono tutti di avere la tomba di Attila in giardino, magari sarà Thor o chissà chi!"
Secondo un proverbio anglosassone, il genio è 1% Ispirazione e 99% sudore. È così?
“Come i due protagonisti siamo andati in bici - in estate - e in barca sia nella parte 'Cuore di tenebra' dello Stella  che in quella stile Tamigi. Sì ce la siamo sudata: l'estate nella Bassa non perdona".